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25 novembre 2005 -5-

last modified 2007-06-08 13:49

CronacaRiva (pag.38)

Di BEPPE BONURA
Una volta in riva al Lago si arrivava

Di BEPPE BONURA
Una volta in riva al Lago si arrivava in treno con la MAR, la ferrovia che collegava Mori, Arco e Riva del Garda. La linea, inaugurata nel 1881 e soppressa nel 1936, ha lasciato in eredità al territorio due stazioni. In quella di Riva (l´altra è ad Arco) troveranno posto gli uffici della società «InGarda». E proprio per dare un segnale di continuità col passato, sul lato dello storico edificio rivolto verso il Palacongressi, saranno posati 15 metri di binario originale dell´epoca. Sarà l´ultimo tocco di un intervento di recupero architettonico, giunto ormai in dirittura d´arrivo. Tempo quindici giorni, infatti, i lavori saranno ultimati e prima di Natale il complesso - di proprietà della «Lido di Riva del Garda spa» - verrà ufficialmente inaugurato.
La ristrutturazione, pur conservando scrupolosamente l´architettura austroungarica dell´immobile, ha inserito forti elementi di modernità. In particolare «vele di cristallo» ora segnano le due teste dell´edificio. Nella parte nord una torre circolare di vetro e acciaio renderà ben visibile l´Ufficio informazioni dell´ente turistico, ora seminascosto nel complesso della Spiaggia degli Olivi. Nella zona rivolta verso il lago, una grande veranda trasparente ospiterà invece il bar ristorante.
«Lo spirito è quello di unire l´elemento dinamico del paesaggio all´elemento statico della struttura. Gli interventi ricordano la linea della Rocchetta che scende con forte inclinazione nel lago, e richiamano il luccichio delle acque, introducendo un senso di frantumazione, pur nella continuità visiva ed ideale», spiega l´architetto Francesco Cocco, a cui la società «Lido» ha commissionato il progetto.
Nel dettaglio, nell´ampia volumetria della stazione ferroviaria troveranno sede gli uffici della «InGarda spa», oggi ubicati ad Arco di fronte al Casinò. Al piano superiore, una sala per le riunioni del consiglio di amministrazione e le assemblee della società di sviluppo turistico. Sulla testa nord, infine, la torre di cristallo, che introduce nel piccolo avancorpo destinato all´Ufficio informazioni turistiche. Nel corpo centrale, le aperture d´accesso al pianterreno diventeranno invece un passaggio ideale del tracciato pedonale che dalla Rocca porterà all´area ex Cattoi e poi in viale Rovereto. Gli ingressi, quindi, resteranno sempre aperti durante il giorno, mentre la sera saranno chiusi per evitare «bivacchi» e soste indesiderate.
Infine, nella veranda di cristallo rivolta verso il lago, tornerà il bar pizzeria «Central Park», il cui contratto, ancora valido, era stato semplicemente «sospeso» durante i lavori.
Da segnalare come il restauro abbia mantenuto, con grande rigore filologico, tutte le caratteristiche estetiche delle facciate, comprese le scritte che segnalano i locali del capostazione e la sala d´aspetto di III classe. Sì, perché allora nella catalogazione del comfort ferroviario esisteva ancora la «terza», poi soppressa anche se per diversi anni i viaggiatori di «seconda» hanno utilizzato - soprattutto nelle tratte minori - proprio le scomode carrozze della classe più economica.

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