25 novembre 2005 -5-
CronacaRiva (pag.38)
Di BEPPE BONURA
Una volta in riva al Lago si arrivava
Di BEPPE BONURA
Una
volta in riva al Lago si arrivava in treno con la MAR, la ferrovia che
collegava Mori, Arco e Riva del Garda. La linea, inaugurata nel 1881 e
soppressa nel 1936, ha lasciato in eredità al territorio due stazioni.
In quella di Riva (l´altra è ad Arco) troveranno posto gli uffici della
società «InGarda». E proprio per dare un segnale di continuità col
passato, sul lato dello storico edificio rivolto verso il
Palacongressi, saranno posati 15 metri di binario originale dell´epoca.
Sarà l´ultimo tocco di un intervento di recupero architettonico, giunto
ormai in dirittura d´arrivo. Tempo quindici giorni, infatti, i lavori
saranno ultimati e prima di Natale il complesso - di proprietà della
«Lido di Riva del Garda spa» - verrà ufficialmente inaugurato.
La
ristrutturazione, pur conservando scrupolosamente l´architettura
austroungarica dell´immobile, ha inserito forti elementi di modernità.
In particolare «vele di cristallo» ora segnano le due teste
dell´edificio. Nella parte nord una torre circolare di vetro e acciaio
renderà ben visibile l´Ufficio informazioni dell´ente turistico, ora
seminascosto nel complesso della Spiaggia degli Olivi. Nella zona
rivolta verso il lago, una grande veranda trasparente ospiterà invece
il bar ristorante.
«Lo spirito è quello di unire l´elemento dinamico
del paesaggio all´elemento statico della struttura. Gli interventi
ricordano la linea della Rocchetta che scende con forte inclinazione
nel lago, e richiamano il luccichio delle acque, introducendo un senso
di frantumazione, pur nella continuità visiva ed ideale», spiega
l´architetto Francesco Cocco, a cui la società «Lido» ha commissionato
il progetto.
Nel dettaglio, nell´ampia volumetria della stazione
ferroviaria troveranno sede gli uffici della «InGarda spa», oggi
ubicati ad Arco di fronte al Casinò. Al piano superiore, una sala per
le riunioni del consiglio di amministrazione e le assemblee della
società di sviluppo turistico. Sulla testa nord, infine, la torre di
cristallo, che introduce nel piccolo avancorpo destinato all´Ufficio
informazioni turistiche. Nel corpo centrale, le aperture d´accesso al
pianterreno diventeranno invece un passaggio ideale del tracciato
pedonale che dalla Rocca porterà all´area ex Cattoi e poi in viale
Rovereto. Gli ingressi, quindi, resteranno sempre aperti durante il
giorno, mentre la sera saranno chiusi per evitare «bivacchi» e soste
indesiderate.
Infine, nella veranda di cristallo rivolta verso il
lago, tornerà il bar pizzeria «Central Park», il cui contratto, ancora
valido, era stato semplicemente «sospeso» durante i lavori.
Da
segnalare come il restauro abbia mantenuto, con grande rigore
filologico, tutte le caratteristiche estetiche delle facciate, comprese
le scritte che segnalano i locali del capostazione e la sala d´aspetto
di III classe. Sì, perché allora nella catalogazione del comfort
ferroviario esisteva ancora la «terza», poi soppressa anche se per
diversi anni i viaggiatori di «seconda» hanno utilizzato - soprattutto
nelle tratte minori - proprio le scomode carrozze della classe più
economica.
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