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15 luglio 2004 - 2

last modified 2007-06-08 13:49

Riva (pag.38)

L´ex stazione, dal trenino alla Riva futura
Ristrutturazione, conservata la storia
con ardite strutture di vetro e metallo

La presentazione del progetto
e un´immagine virtuale di come sarà ristrutturata l´ex stazione (Foto Fabio Galas)

Come valorizzare e recuperare alla comunità un vecchio edificio, di non eccelso valore "monumentale", ma di grande significato storico, testimonianza di un´epoca rivana da non dimenticare, e ancora come sposare ardite forme architettoniche, vetro e metallo, creando un tutt´uno destinato a rappresentare uno degli aspetti più significativi della Riva del futuro: il discorso è riferito alla vecchia stazione delle autocorriere che conclude via delle Magnolie a Riva che sarà ristutturata con intervento della società Lido di Riva del Garda.
Per i distratti o i molto giovani val la pena di ricordare che l´edificio era la stazione della storica ferrovia MAR, sigla che sta per Mori, Arco, Riva del Garda, che inaugurata nel 1881 e soppressa il 21 ottobre del 1936; poi fino ad una decina di anni fa ha funzionato come stazione dei pullman: «Con quella di Arco sono le uniche stazioni di questo tipo, testimonianze di quell´epoca che ancora rimangono e che vanno dunque conservate - ha detto l´architetto Bellotti, del servizio Beni culturali della Provincia nel corso della presentazione che si è svolta ieri al Palacongressi, - il progetto dell´architetto Francesco Cocco, ha introdotto significativi elementi architettonici d´avanguardia.
Solitamente siamo restii a operazione di questo tipo, in questo caso, dopo un lungo confronto, abbiamo dato il benestare ad un progetto che rispetta la storia e si inserisce con stimolante modernità nell´ambiente naturale».
L´architetto Cocco ha quindi illustrato spirito, concezione, e scelte del progetto. «Si parte - ha detto dall´inserimento nell´ambiente naturale di un edificio modesto con significato storico interessante. Lo spirito è quello di unire l´elemento dinamico del paesaggio all´elemento statico della struttura». In pratica tra i tre corpi, quello più grande centrale, e i due laterali vengono inseriti elementi moderni, di vetro e metallo che creano, pur in un discorso di frantumazione, una continuità visiva ed ideale: allo stesso modo nella parte a nord la chiusura è affidata ad una sorta di grande torre circolare, mentre a sud da una grande veranda, sempre in cristallo e metallo.
La parte nord ospiterà la sede dell´Apt, quella centrale, costituirà la "zona di passaggio", il prolungamento di via Magnolie in una delle direttrici che saranno attuate con il piano Cecchetto, ci sarà anche un piccolo museo dedicato alla Mar, a sud sarà mantenuto il bar- ristorante che c´è sempre stato.
Gli interventi richiamano la roccia, con la linea della Rocchetta che scende con forte inclinazione nel lago, e richiamano il luccichio delle acque del lago, che introducono un senso di frantumazione». Un esempio di come sia possibile non rinunciare alle testimonianza e della nostra storia, trasformandole ed arricchendole di significati moderni, in una prospettiva di armonia cittadina.

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