15 luglio 2004 - 2
Riva (pag.38)
L´ex stazione, dal trenino alla
Riva futura
Ristrutturazione, conservata la storia
con ardite strutture
di vetro e metallo
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La presentazione del progetto e un´immagine virtuale di come sarà ristrutturata l´ex stazione (Foto Fabio Galas) |
Come valorizzare e recuperare alla
comunità un vecchio edificio, di non eccelso valore "monumentale", ma di grande
significato storico, testimonianza di un´epoca rivana da non dimenticare, e
ancora come sposare ardite forme architettoniche, vetro e metallo, creando un
tutt´uno destinato a rappresentare uno degli aspetti più significativi della
Riva del futuro: il discorso è riferito alla vecchia stazione delle autocorriere
che conclude via delle Magnolie a Riva che sarà ristutturata con intervento
della società Lido di Riva del Garda.
Per i distratti o i molto giovani val
la pena di ricordare che l´edificio era la stazione della storica ferrovia MAR,
sigla che sta per Mori, Arco, Riva del Garda, che inaugurata nel 1881 e
soppressa il 21 ottobre del 1936; poi fino ad una decina di anni fa ha
funzionato come stazione dei pullman: «Con quella di Arco sono le uniche
stazioni di questo tipo, testimonianze di quell´epoca che ancora rimangono e che
vanno dunque conservate - ha detto l´architetto Bellotti, del servizio Beni
culturali della Provincia nel corso della presentazione che si è svolta ieri al
Palacongressi, - il progetto dell´architetto Francesco Cocco, ha introdotto
significativi elementi architettonici d´avanguardia.
Solitamente siamo restii
a operazione di questo tipo, in questo caso, dopo un lungo confronto, abbiamo
dato il benestare ad un progetto che rispetta la storia e si inserisce con
stimolante modernità nell´ambiente naturale».
L´architetto Cocco ha quindi
illustrato spirito, concezione, e scelte del progetto. «Si parte - ha detto
dall´inserimento nell´ambiente naturale di un edificio modesto con significato
storico interessante. Lo spirito è quello di unire l´elemento dinamico del
paesaggio all´elemento statico della struttura». In pratica tra i tre corpi,
quello più grande centrale, e i due laterali vengono inseriti elementi moderni,
di vetro e metallo che creano, pur in un discorso di frantumazione, una
continuità visiva ed ideale: allo stesso modo nella parte a nord la chiusura è
affidata ad una sorta di grande torre circolare, mentre a sud da una grande
veranda, sempre in cristallo e metallo.
La parte nord ospiterà la sede
dell´Apt, quella centrale, costituirà la "zona di passaggio", il prolungamento
di via Magnolie in una delle direttrici che saranno attuate con il piano
Cecchetto, ci sarà anche un piccolo museo dedicato alla Mar, a sud sarà
mantenuto il bar- ristorante che c´è sempre stato.
Gli interventi richiamano
la roccia, con la linea della Rocchetta che scende con forte inclinazione nel
lago, e richiamano il luccichio delle acque del lago, che introducono un senso
di frantumazione». Un esempio di come sia possibile non rinunciare alle
testimonianza e della nostra storia, trasformandole ed arricchendole di
significati moderni, in una prospettiva di armonia cittadina.

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