21 agosto 2004
Riva (pag.33)
Di PAOLO LISERRE
Un intervento
complessivo per
Di PAOLO LISERRE
Un intervento
complessivo per il quale sono necessari 6.240 metri quadrati, la metà dei quali
destinati alle 3 piscine coperte e alle altrettante scoperte. Una zona palestre,
una per fitness e weelness, saune, bagnoturco, ristorante e bar. Senza
intervenire sull´attuale parco della Miralago che rimarrebbe ad uso pubblico,
aperto a tutti. Tredici milioni di euro i costi di realizzazione della
nuovissima «Rivacqua», un milione di euro all´anno quelli di gestione che
verrebbero abbattuti fissando in 5 euro il costo medio d´ingresso (salvo
abbonamenti e formule specifiche che verrebbero studiate in un secondo
momento).
Sono alcuni dei dati essenziali che la «Michaeler&Partner»
contempla nello studio di fattibilità commissionato alla società altoatesina dal
Comune di Riva del Garda per capire se una struttura sulla falsariga
dell´Acquarena di Bressanone alla Colonia Miralago può arricchiare l´offerta
turistica rivana e camminare con le proprie gambe senza rivelarsi un buco
nell´acque (e soprattutto nelle finanze pubbliche). Lo studio è approdato ieri
mattina per la prima volta in giunta, portato dall´assessore Enzo Bassetti.
Nessun voto ovviamente, solo una presa d´atto. Una base sulla quale avviare la
discussione, confrontarsi anche con la Provincia, rilanciare il dibattito nella
città e in consiglio comunale dove, nelle intenzioni della stessa giunta, il
documento dovrebbe arrivare entro la fine di settembre. Nel documento di un
centinaio di pagine lo studio altoatesino analizza la realtà locale, l´offerta
turistica, la capacità ricettiva, il possibile inserimento di questa proposta,
costi e ricavi, il bacino d´utenza preventivabile. E dice in buona sostanza due
cose: che la cosa può stare in piedi ma anche che i tempi per fare una scelta e
concretizzare questa scelta in tal senso non sono infiniti. Entro tre anni
bisogna partire, altrimenti altri nel raggio di qualche centinaio di chilometri,
sia a nord che a sud, colmeranno questa lacuna. E allora sarà difficile, per non
dire sconveniente, correre dietro ad una proposta già esistente.
Secondo lo
studio della «Michaeler&Partner» (azienda che ha effettuato lo stesso tipo
di analisi prima della nascita dell´Acquarena di Bressanone) il bacino d´utenza
annuo è calcolabile tra le 200 e le 220 mila unità (calcolate per difetto,
osservano gli stessi analisti), metà delle quali cosiddette «residenziali»,
ovvero nel raggio di un´ora al massimo di macchina da Riva del Garda, sia a nord
che a sud, ad est o ad ovest. Lo studio calcola in 700 persone l´affluenza
massima giornaliera, con picchi più elevati nella vera e propria stagione
turistica (che va da marzo ad ottobre) ma forti potenziali di richiamo per tutto
il resto dell´anno. Tra piscine, fitness e weelness la nuova struttura darebbe
lavoro a 21 persone, necessarie per far camminare speditamente l´attività. Altre
undici sarebbero necessarie per il settore della ristorazione. Complessivamente
quindi 32 persone occupate, una piccola azienda.
Chi paga e chi gestisce? Lo
studio ovviamente non affronta questo problema, la scelta spetta alla politica.
La strada maestra è quella che porta alla creazione di una nuova società
pubblico-privata dedicata esplicitamente al caso. La maggioranza resterebbe
saldamente nelle mani dell´ente pubblico (la proprietà del compendio attualmente
è della Provincia), con la partecipazione di soggetti privati del settore che
avrebbero la gestione della struttura per ics anni (e si parla ovviamente di
tempi lunghi). La partita su Palafiere, Palacongressi e fascia-lago dimostra
però che le risorse non sono infinite. E allora ecco che si fa avanti l´ipotesi
della cessione dell´Hotel Lido proprio per reperire i fondi finalizzati a questo
intervento. Il confronto, anche con la Provincia, è appena avviato. Entro
settembre anche della partita Miralago si discuterà con la giunta Dellai e poi
in consiglio comunale. Il futuro è dietro l´angolo. Forse.
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