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21 agosto 2004

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.33)

Di PAOLO LISERRE
Un intervento complessivo per

Di PAOLO LISERRE
Un intervento complessivo per il quale sono necessari 6.240 metri quadrati, la metà dei quali destinati alle 3 piscine coperte e alle altrettante scoperte. Una zona palestre, una per fitness e weelness, saune, bagnoturco, ristorante e bar. Senza intervenire sull´attuale parco della Miralago che rimarrebbe ad uso pubblico, aperto a tutti. Tredici milioni di euro i costi di realizzazione della nuovissima «Rivacqua», un milione di euro all´anno quelli di gestione che verrebbero abbattuti fissando in 5 euro il costo medio d´ingresso (salvo abbonamenti e formule specifiche che verrebbero studiate in un secondo momento).
Sono alcuni dei dati essenziali che la «Michaeler&Partner» contempla nello studio di fattibilità commissionato alla società altoatesina dal Comune di Riva del Garda per capire se una struttura sulla falsariga dell´Acquarena di Bressanone alla Colonia Miralago può arricchiare l´offerta turistica rivana e camminare con le proprie gambe senza rivelarsi un buco nell´acque (e soprattutto nelle finanze pubbliche). Lo studio è approdato ieri mattina per la prima volta in giunta, portato dall´assessore Enzo Bassetti. Nessun voto ovviamente, solo una presa d´atto. Una base sulla quale avviare la discussione, confrontarsi anche con la Provincia, rilanciare il dibattito nella città e in consiglio comunale dove, nelle intenzioni della stessa giunta, il documento dovrebbe arrivare entro la fine di settembre. Nel documento di un centinaio di pagine lo studio altoatesino analizza la realtà locale, l´offerta turistica, la capacità ricettiva, il possibile inserimento di questa proposta, costi e ricavi, il bacino d´utenza preventivabile. E dice in buona sostanza due cose: che la cosa può stare in piedi ma anche che i tempi per fare una scelta e concretizzare questa scelta in tal senso non sono infiniti. Entro tre anni bisogna partire, altrimenti altri nel raggio di qualche centinaio di chilometri, sia a nord che a sud, colmeranno questa lacuna. E allora sarà difficile, per non dire sconveniente, correre dietro ad una proposta già esistente.
Secondo lo studio della «Michaeler&Partner» (azienda che ha effettuato lo stesso tipo di analisi prima della nascita dell´Acquarena di Bressanone) il bacino d´utenza annuo è calcolabile tra le 200 e le 220 mila unità (calcolate per difetto, osservano gli stessi analisti), metà delle quali cosiddette «residenziali», ovvero nel raggio di un´ora al massimo di macchina da Riva del Garda, sia a nord che a sud, ad est o ad ovest. Lo studio calcola in 700 persone l´affluenza massima giornaliera, con picchi più elevati nella vera e propria stagione turistica (che va da marzo ad ottobre) ma forti potenziali di richiamo per tutto il resto dell´anno. Tra piscine, fitness e weelness la nuova struttura darebbe lavoro a 21 persone, necessarie per far camminare speditamente l´attività. Altre undici sarebbero necessarie per il settore della ristorazione. Complessivamente quindi 32 persone occupate, una piccola azienda.
Chi paga e chi gestisce? Lo studio ovviamente non affronta questo problema, la scelta spetta alla politica. La strada maestra è quella che porta alla creazione di una nuova società pubblico-privata dedicata esplicitamente al caso. La maggioranza resterebbe saldamente nelle mani dell´ente pubblico (la proprietà del compendio attualmente è della Provincia), con la partecipazione di soggetti privati del settore che avrebbero la gestione della struttura per ics anni (e si parla ovviamente di tempi lunghi). La partita su Palafiere, Palacongressi e fascia-lago dimostra però che le risorse non sono infinite. E allora ecco che si fa avanti l´ipotesi della cessione dell´Hotel Lido proprio per reperire i fondi finalizzati a questo intervento. Il confronto, anche con la Provincia, è appena avviato. Entro settembre anche della partita Miralago si discuterà con la giunta Dellai e poi in consiglio comunale. Il futuro è dietro l´angolo. Forse.

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