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28 novembre 2004 - miralago

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.36)

Paolo Tonelli rilancia anche l´ipotesi fatta una decina di anni fa: un albergo per portatori di handicap grave
«La Miralago sia una risposta al diritto degli ultimi»

Un´analisi a 360°, che guarda oltre il puro guadagno economico per riscoprire il «guadagno» della collettività in termini sociali, di convivenza, di benessere collettivo. Il dibattito sul futuro della Colonia Miralago registra oggi un ritorno sulla scena pubblica di un personaggio di primo piano del recente passato politico-amministrativo, sia rivano che provinciale. Secondo Paolo Tonelli, ex consigliere comunale a Riva ed ex consigliere provinciale, «bisognerebbe ragionare nel modo seguente»:
1) «Si tratta di patrimonio pubblico quindi della comunità. Ma non è proprietà della comunità rivana - osserva Tonelli - E´ stato per lungo tempo della comunità regionale ed oggi è di tutti i cittadini della Provincia di Trento. Secondo me tale deve rimanere perché è un patrimonio di grande valore che travalica i limiti comunali e può e deve rispondere ad esigenze e progetti più larghi e partecipati.
2) «Si tratta di un patrimonio bellissimo in un sito altrettanto bello. Deve quindi essere valutata la sua destinazione alla luce di quanto potrebbe tornare utile ai bisogni della comunità proprietaria. La comunità proprietaria che bisogni ha? Penso che la situazione economica in Trentino - prosegue Paolo Tonelli - non sia tale da "costringere" ad orientare l´uso di Miralago al guadagno inteso come soldi o come completamento di offerta affinché una parte della cittadinanza faccia altri soldi. Possiamo permetterci un guadagno sociale e cioè in termini di maggior ben-essere della collettività e di godimento di quel bene per scopi direttamente sociali?
3) «Va allora fatta un´attenta valutazione su quali possono essere i servizi sociali pubblici da inserire a completamento di quelli esistenti. Va contemporaneamente fatta una valutazione circa i costi tenendo conto che potrebbero essere inseriti servizi che prevedano la partecipazione finanziaria degli utenti (così come è già oggi e come sarà sempre di più in futuro). Se i conti tornano la cosa potrebbe finire qui. E non sarebbe male. Se invece i conti non tornassero del tutto o parzialmente, bisognerebbe pensare ad una utilizzazione sociale e che si paghi o che si paghi in parte.
4) «E´ del tutto legittimo che tutti si spremano le meningi per fare proposte concrete e bene hanno fatto le categorie economiche locali a cercare una strada in questa direzione. A me, francamente, appare lontana dal bisogno di cui parlavo sopra ed inviterei le suddette categorie a ripensare la questione ponendosi questo obiettivo: il progetto su Miralago deve trovare una risposta al diritto anche degli ultimi, dei maggiormente sfortunati, di poter godere della bellezza di quel sito. Piccolo pezzo del diritto alla felicità di tutti i cittadini. Sarebbe veramente bello - insiste Tonelli - assistere alla messa in comune da una parte di esperienze imprenditoriali notevoli e dall´altra di portatori di domanda sociale inevasa. Unire saperi e professioni per tirar fuori un progetto che rispetti la proprietà pubblica, che risponda a bisogni di persone gravemente colpite, che aggiunga a ciò che il nostro territorio è in grado di proporre, l´offerta di un posto dove segmenti sociali con notevoli difficoltà possano trovare risposte. Penso comunque che questo sforzo progettuale vada fatto tendo conto della proprietà che ripeto è la comunità provinciale.
5) «Io rimango affezionato alla idea che il movimento cooperativo trentino propose verso la metà dell´ultimo decennio. In una riunione ufficiale a Riva del Garda venne presentata l´idea di fare di Miralago un albergo pensato in modo tale che potesse essere usufruito dai portatori di handicap gravi. Le persone per le quali non basta il semplice abbattimento delle barriere architettoniche messe nelle condizioni di "tirare il fiato" almeno per un momento. Se si fosse partiti convinti forse oggi potrebbe essere in fase di realizzazione.
6) Mi piace coltivare il sogno. La concretizzazione dovrebbe seguire un iter particolare. Ricercare partners italiani e stranieri, pubblici e privati per la formazione di una società di progetto che costruisca e gestisca l´opera nel rispetto architettonico ed ambientale. Da sommarie indagini che vennero effettuate a quei tempi, la domanda appariva molto forte e spalmata sull´intero anno solare.
7) «Era soltanto un´idea - conclude Paolo Tonelli - Da calare progettualmente, da incrociare nella misura del possibile con altre esigenze comunitarie, etc. A me apparve buona ma credo ce ne possano essere altre purchè (dal mio punto di vista) rigidamente legate ad un uso sociale stretto.
8) «Tutti dobbiamo morire».

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