28 novembre 2004 - miralago
Riva (pag.36)
Paolo Tonelli rilancia anche
l´ipotesi fatta una decina di anni fa: un albergo per portatori di handicap
grave
«La Miralago sia una risposta al diritto degli
ultimi»
Un´analisi a 360°, che guarda oltre il
puro guadagno economico per riscoprire il «guadagno» della collettività in
termini sociali, di convivenza, di benessere collettivo. Il dibattito sul futuro
della Colonia Miralago registra oggi un ritorno sulla scena pubblica di un
personaggio di primo piano del recente passato politico-amministrativo, sia
rivano che provinciale. Secondo Paolo Tonelli, ex consigliere comunale a Riva ed
ex consigliere provinciale, «bisognerebbe ragionare nel modo seguente»:
1)
«Si tratta di patrimonio pubblico quindi della comunità. Ma non è proprietà
della comunità rivana - osserva Tonelli - E´ stato per lungo tempo della
comunità regionale ed oggi è di tutti i cittadini della Provincia di Trento.
Secondo me tale deve rimanere perché è un patrimonio di grande valore che
travalica i limiti comunali e può e deve rispondere ad esigenze e progetti più
larghi e partecipati.
2) «Si tratta di un patrimonio bellissimo in un sito
altrettanto bello. Deve quindi essere valutata la sua destinazione alla luce di
quanto potrebbe tornare utile ai bisogni della comunità proprietaria. La
comunità proprietaria che bisogni ha? Penso che la situazione economica in
Trentino - prosegue Paolo Tonelli - non sia tale da "costringere" ad orientare
l´uso di Miralago al guadagno inteso come soldi o come completamento di offerta
affinché una parte della cittadinanza faccia altri soldi. Possiamo permetterci
un guadagno sociale e cioè in termini di maggior ben-essere della collettività e
di godimento di quel bene per scopi direttamente sociali?
3) «Va allora fatta
un´attenta valutazione su quali possono essere i servizi sociali pubblici da
inserire a completamento di quelli esistenti. Va contemporaneamente fatta una
valutazione circa i costi tenendo conto che potrebbero essere inseriti servizi
che prevedano la partecipazione finanziaria degli utenti (così come è già oggi e
come sarà sempre di più in futuro). Se i conti tornano la cosa potrebbe finire
qui. E non sarebbe male. Se invece i conti non tornassero del tutto o
parzialmente, bisognerebbe pensare ad una utilizzazione sociale e che si paghi o
che si paghi in parte.
4) «E´ del tutto legittimo che tutti si spremano le
meningi per fare proposte concrete e bene hanno fatto le categorie economiche
locali a cercare una strada in questa direzione. A me, francamente, appare
lontana dal bisogno di cui parlavo sopra ed inviterei le suddette categorie a
ripensare la questione ponendosi questo obiettivo: il progetto su Miralago deve
trovare una risposta al diritto anche degli ultimi, dei maggiormente sfortunati,
di poter godere della bellezza di quel sito. Piccolo pezzo del diritto alla
felicità di tutti i cittadini. Sarebbe veramente bello - insiste Tonelli -
assistere alla messa in comune da una parte di esperienze imprenditoriali
notevoli e dall´altra di portatori di domanda sociale inevasa. Unire saperi e
professioni per tirar fuori un progetto che rispetti la proprietà pubblica, che
risponda a bisogni di persone gravemente colpite, che aggiunga a ciò che il
nostro territorio è in grado di proporre, l´offerta di un posto dove segmenti
sociali con notevoli difficoltà possano trovare risposte. Penso comunque che
questo sforzo progettuale vada fatto tendo conto della proprietà che ripeto è la
comunità provinciale.
5) «Io rimango affezionato alla idea che il movimento
cooperativo trentino propose verso la metà dell´ultimo decennio. In una riunione
ufficiale a Riva del Garda venne presentata l´idea di fare di Miralago un
albergo pensato in modo tale che potesse essere usufruito dai portatori di
handicap gravi. Le persone per le quali non basta il semplice abbattimento delle
barriere architettoniche messe nelle condizioni di "tirare il fiato" almeno per
un momento. Se si fosse partiti convinti forse oggi potrebbe essere in fase di
realizzazione.
6) Mi piace coltivare il sogno. La concretizzazione dovrebbe
seguire un iter particolare. Ricercare partners italiani e stranieri, pubblici e
privati per la formazione di una società di progetto che costruisca e gestisca
l´opera nel rispetto architettonico ed ambientale. Da sommarie indagini che
vennero effettuate a quei tempi, la domanda appariva molto forte e spalmata
sull´intero anno solare.
7) «Era soltanto un´idea - conclude Paolo Tonelli -
Da calare progettualmente, da incrociare nella misura del possibile con altre
esigenze comunitarie, etc. A me apparve buona ma credo ce ne possano essere
altre purchè (dal mio punto di vista) rigidamente legate ad un uso sociale
stretto.
8) «Tutti dobbiamo morire».
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