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23 novembre 2004.1 - miralago

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.37)

La piscina, un buco di 2,44 euro a persona
È quanto ci rimette l´ente pubblico
Miralago, gli edifici non vanno bene

Ci sono due passaggi che risultano particolarmente interessanti nello studio sul centro di balneazione e relax denominato «Rivacqua» che la dittà Michaeler&Partner ha svolto in questi mesi per conto dell´amministrazione comunale. Uno riguarda gli immobili esistenti nel compendio Miralago, l´altro la realtà attuale soprattutto sotto il profilo economico della vecchia piscina comunale «Enrico Meroni» al Peep. Sugli edifici esistenti, che complessivamente oggi occupano una superficie di 5.545 metri quadrati ed un volume di 20.500 metri cubi, i consulenti del Comune scrivono testualmente che «per quanto concerne le ubicazioni, le altezza e le superfici non corrispondono alle esigenze poste da moderni complessi del benessere e ricordano l´originaria destinazione a sanatorio». Il che significa che per fare spazio ad un centro benessere del tipo studiato, gran parte degli immobili attuali (a cominciare da quello principale con cappella annessa) andrebbero eliminati.
«Punto di forza del progetto» (così lo definiscono testualmente i consulenti altoatesini) sarebbe invece «l´ampio parco con gli alberi di pregio, a ridosso del lago, che rappresentano - scrivono Stefano Cicalò e colleghi - un´opportunità squisita di collocarvi un´oasi tranquilla di relax e zone fitness a cielo aperto». La conclusione del capitolo sottolinea come «l´area di progetto caratterizzata da alcuni edifici di pregio architettonico e da un vasto polmone verde si presta ottimamente ad instaurarvi offerte e servizi a scopo turistico o dell´uso programmato dal comune di Riva. Contrariamente gli edifici e gli spazi non manifestano le caratteristiche ottimali per un uso benessere dei nostri giorni».
Altro passaggio riguarda la piscina comunale «Enrico Meroni». E qui sono dolori. Perchè, numeri alla mano, la fotografia che quelli della «Michaeler&Partner» forniscono della struttura comunale è quella di un pozzo senza fondo, dove l´ente pubblico ci mette denaro a ripetizione ma i ricavi sono vicini allo zero. Anzi, si va in perdita. La situazione è leggermente migliorata dal 2000/2001 al 2002/2003: nel primo periodo la perdita media per ogni utente era di 2,61 euro, nel secondo si è riusciti a «scendere» a 2,44 euro a persona. Il che significa che ogni persona che mette piede nella piscina al Peep costa alle casse pubbliche la bellezza di 4.700 vecchie lire. Nell´arco di tempo preso in esame dalla società altoatesina, i costi per le manutenzioni sono cresciuti del 93% e, scrivono quelli della Michaeler&Partner, «rispecchiano lo stato strutturale della piscina e sono destinati a crescere nel corso dei prossimi anni mettendo a lungo termine a rischio la gestione dell´impianto». Questi costi si ripercuotono poi anche su quelli per il personale: «Visti gli obblighi relativi alla sicurezza delle superfici e ai ricavi - prosegue lo studio - i costi personale risultano alti e rappresentano nella media degli anni presi in esame l´80% del fatturato».
Quanto ai «bisogni» della nuova struttura, il centro balneazione-benessere avrebbe bisogno di una superficie lorda di 6.240 metri quadrati che al netto diventano 5.300. 2.733 per superifici acqua e zone riposo, 562 per gli spogliatoi e altre superfici, 807 per la sauna che dovrebbe essere ampliata da una zona parco dove troverebbero posto un´idromassaggio, due attrazioni sauna e un padiglione lettura con amache, come anche il circuito Kneipp. La zona trattamenti e fitness e le superfici di collegamento richiedono 943 metri quadrati, le zone pubbliche e foyer 220, quelle tecniche 214, gli uffici per l´amministrazione 69, bar e ristorante per l´aspetto gastronomico 631 metri quadrati lordi. Il tutto darebbe lavoro a 21 collaboratori, la maggior parte concentrati tra bagnini (6) e addetti alla pulizia (7) per un costo annuale di 630.000 euro (costo medio a collaboratore 2.500 euro mensili). Le utenze? 201.500 persone a partire dal 2007 per arrivare a quota 220.000 entro il 2011.
P.L.

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