bollettino dicembre 2004 - lido 20-
La riorganizzazione della Società Lido
In questi giorni l’Amministrazione ha presentato al Consiglio Comunale la proposta di costituzione di Lido di Riva del Garda srl, una Società di partecipazione (holding) con costituzione di due società "di scopo" una dedicata all’Hotel Lido (hotel Lido srl ) e l’altra con tutto il resto dei beni. Si chiamava Alberghi Atesini negli anni 50, poi Nuova Alberghi Atesini e dal 1996 Lido di Riva del Garda spa; aggiornamenti ed innovazioni non sono una novità per questa Società di proprietà comunale per il 64,5 % (Lido spa possiede il palazzo dei Congressi, la Vecchia stazione, la Spiaggia degli Ulivi, la gelateria Punta Lido l’Hotel Lido ed altri beni ancora).
È utile spiegare le motivazioni che spingono verso questa operazione: rispetto alla "vecchia Lido", Lido srl potrà essere:
- idonea a meglio preservare l’integrità del patrimonio sociale dell’attuale Lido di Riva;
- finalizzata a creare i migliori presupposti per attrarre il capitale proprio o di debito di terzi,
- idonea a favorire la condivisione della gestione di singoli "business" con soci privati aventi specifiche e riconosciute competenze settoriali;
- suscettibile di consentire, se del caso, una più agevole dismissione di singoli rami di attività
- la nuova struttura potrà essere più confacente alle esigenze di snellezza e flessibilità gestionale e potrà usufruire di vantaggi fiscali.
È da sottolineare che il nuovo statuto proposto per Lido s.r.l. permetterà certamente un maggior controllo, per così dire, da parte del Consiglio Comunale, potendo esso stesso nominare direttamente due membri del Consiglio di Amministrazione, (su di un totale di nove ) e questi saranno , a differenza degli altri, revocabili, come succede fin d’ora nella società APM (Alto Garda Parcheggi e Mobilità).
Con la proposta dell’Amministrazione Comunale si delinea anche la possibilità di concludere in maniera ragionevole la vicenda della chiusura dell’Hotel Lido.
È chiaro per tutti che da troppo tempo la situazione è bloccata, che l’albergo, chiuso, si sta svalutando e che l’immagine della città ne risente; ma seguire le chimere di una vendita immediata di un bene soggetto ad un lungo contratto ed in degrado, poteva portare solo ad una svendita.
La strada scelta è stata diversa, più difficile e faticosa perché il contratto del 1999 era messo discussione dalle due parti (Lido e GTS -Garda Trentino Sviluppo-) con valutazione assai divergenti. Tuttavia, partendo dalla possibilità di continuare comunque fino al 2014 con alcuni degli affitti previsti nel contratto del 1999 (es. gelateria Punta Lido), si è riuscititi a concordare su soluzioni ragionevoli anche per l’albergo.
In questo momento, se lo vorrà il Consiglio, la chiusura della vicenda è a portata di mano e questo vuol dire che la ristrutturazione dell’Hotel Lido potrà partire subito su basi e condivisioni ben più concrete rispetto a prima senza dimenticare che, con la nuova società, anche la vendita futura dell’albergo sarebbe più semplice.
La trasformazione in holding avrà anche la conseguenza di distinguere bene ruoli e compiti, nel caso dell’albergo anche GTS si collocherà in una nuova ed impegnativa posizione di responsabilità, ma sarà anche in grado di far valere le sue potenzialità.
Ma l’importanza di quello che si va discutendo in Consiglio Comunale non è limitata alla trasformazione societaria: il testo della delibera in discussione si spinge ad ipotizzare la possibilità del trasferimento del "Palazzo dei Congressi" nella Società Garda Trentino Fiere (già ora proprietaria dell’area fieristica; GTF è per il 75% della Provincia Autonoma di Trento e per il 25 % della "nostra" Lido spa). Le motivazioni di questo "inserimento" vanno spiegate con alcune considerazioni:
- Che i Congressi abbiano riflessi economici importanti per tutto l’Alto-Garda è cosa scontata, come pure il fatto che il Palazzo (costruito nei primi anni ’70, con mutuo del Comune pari circa al 50% ) debba essere assolutamente ampliato e risistemato ora (costo intorno a 20 milioni di Euro).
- Lo stesso vale anche per le Fiere, raggiunta a livello provinciale la consapevolezza che in provincia di Trento per forza di cose e del mercato c’è posto per una sola area fieristica è evidente che le strutture alla Baltera vanno e urgentemente consolidate e riqualificate.
- In aggiunta si può osservare che fiere e congressi sono in qualche modo sì differenti ma anche complementari: alta redditività concentrata in pochi eventi e per breve periodo per le fiere, minore redditività, ma grandi effetti positivi sul turismo e per lungo periodo di tempo per quanto riguarda i Congressi.
Dunque se con una visione concreta e senso di responsabilità la Provincia si dice disposta ad intervenire con strumenti finanziari adeguati e moderni per rendere tutto questo attivabile fin d’ora, d’altra parte deve risultare chiaro che gli interventi sono possibili per essa solo nell’ambito della società di cui possiede gran parte delle quote; coinvolgere GTF anche nell’ampliamento del palazzo dei Congressi è una condizione necessaria perché ciò avvenga .
Perciò sembra riduttivo ed anche fuori luogo, come è stato scritto, pensare ad una Amministrazione che intenda consegnare un palazzo dei Congressi alla Provincia (banalmente si può osservare che anche se così fosse, il Palazzo, una volta ampliato non lo si può trasferire in quel di Trento), più giusto invece credere che questa è davvero una possibilità unica , un treno da non perdere per Riva e per l’Alto Garda. Tanto più se non risulta necessario, come pare da ulteriori approfondimenti, trasferire immobili a GTF ma solamente diritti immobiliari (es. diritto di superficie) limitati nel tempo.
L’Amministrazione Comunale, con la sua proposta, è consapevole di presentare progetti importanti per il futuro della città e crede sia opportuno accogliere positivamente queste novità e queste accelerazioni, volendo comunque essere aperta e recettiva per proposte di integrazione concrete e fattibili che possono emergere dal dibattito consiliare.
Utenti abilitati