10 novembre 2004
Riva (pag.38)
Con la holding spuntano 4 società
satelliti
La riorganizzazione della Lido spa
Mugugni anche nella
maggioranza
Nasce un poker di «srl»: Lido di Riva Real
Estate, Lido Servizi, Lido Palace Hotel e Lido Finanziaria. Torboli (Riva
Domani): «Meno società facciamo meglio è. Vendere l´Hotel? Non è da
escludere»
Di PAOLO LISERRE
I nodi sul futuro
della Lido di Riva spa stanno per arrivare al pettine. L´altra sera la
conferenza dei capigruppo ha steso una tabella di marcia particolarmente intensa
per i lavori del consiglio comunale da qui alla fine dell´anno, Natale escluso
ovviamente. Con due punti forti: il quasi certo rinvio del bilancio a gennaio
2005 (decisione che dovrebbe essere sancita oggi ufficialmente dalla riunione di
giunta) e la fissazione di un consiglio ad hoc per discutere proprio della
«riorganizzazione della Lido di Riva spa in holding e società di scopo»,
consiglio fissato per il 22, 23 e se necessario mercoledì 24 novembre, quindi
tra meno di due settimane.
Un passaggio delicatissimo che già oggi sta
surriscaldando gli animi all´interno della stessa maggioranza, oltre che trovare
ferme opposizioni sul fronte delle minoranze. Il disegno presentato dai vertici
della società immobiliare del Comune (e quindi dal suo presidente Alberto
Bertolini) è in antitesi rispetto al discorso semplice e chiaro che ha fatto il
presidente Dellai non più di una settimana fa quando è sceso a Riva. «Meno
società e più privato nella gestione del comparto congressuale» ha detto in
buona sostanza il governatore trentino. La proposta Lido prevede invece un
pullulare di società. Il disegno sta in questi termini: la «casa madre» sarebbe
la holding Lido di Riva che da spa diventerebbe srl per questioni di carattere
fiscale. Poi, sotto la Lido, una serie di società satelliti o «di scopo»: la
«Lido di Riva Real Estate srl» per gestire gelateria, ex stazione, spiaggia
degli olivi e Palazzo dei Congressi (destinato però ad entrare nel patrimonio
della Gtf); la «Lido Servizi srl» per porto e campeggio (destinato anche questo
alla vendita che non sarà comunque semplice trattandosi di un lascito); la «Lido
di Riva Palace Hotel srl» per l´hotel Lido, e la «Lido Finanziaria srl» per le
partecipazioni societarie in Palacongressi, Garda Trentino Fiere e Gts. Non è
detto che ognuna abbia un proprio consiglio d´amministrazione ma è certo che
ognuna dovrà avere un collegio sindacale e quantomeno un amministratore che fa
le veci del consiglio d´amministrazione. Con quanto ne consegue in termini di
costi, che non sono i semplici gettoni di presenza.
Nella prospettiva di
dover vendere qualche «gioiello di famiglia» per far cassa e partecipare
concretamente ai grandi progetti finanziati dalla Provincia (riqualificazione e
sviluppo del Palafiere, fascia-lago, teatro, Colonia Miralago), nella
maggioranza c´è già chi si chiede a cosa serva ad esempio una «Lido Servizi» che
deve gestire solo il porto o una «Lido di Riva Real Estate» per ex stazione e
spiaggia degli Olivi. «Meno società facciamo e meglio è - osserva ad esempio il
capogruppo di Riva Domani Nino Torboli - E invece il progetto presentato dalla
Lido propone un fiorire di società che dovranno comunque avere un amministratore
e un collegio sindacale, con quello che comporta in fatto di costi. Dovremo
discuterne in riunione di maggioranza giovedì sera (domani per chi legge,
ndr.)».
E Torboli, come del resto gran parte di Riva Domani a cominciare
dall´ex assessore ed ora consigliere provinciale Enzo Bassetti, non chiude la
porta in faccia all´ipotesi di riconsiderare una cessione dell´Hotel Lido
Palace: «Come estrema ratio non escludo questa possibilità. Si tratta di vedere
e capire - osserva il capogruppo di Riva Domani - se e come è possibile tornare
in possesso dei soldi versati in occasione dell´aumento di capitale sottoscritto
proprio per intervenire sull´Hotel Lido». C´è la possibilità che Riva Domani
faccia una proposta ufficiale in tal senso, magari sotto forma di mozione o
ordine del giorno in consiglio? «Vedremo, prima discutiamone in
maggioranza».
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