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10 novembre 2004

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.38)

Con la holding spuntano 4 società satelliti
La riorganizzazione della Lido spa
Mugugni anche nella maggioranza
Nasce un poker di «srl»: Lido di Riva Real Estate, Lido Servizi, Lido Palace Hotel e Lido Finanziaria. Torboli (Riva Domani): «Meno società facciamo meglio è. Vendere l´Hotel? Non è da escludere»

Di PAOLO LISERRE
I nodi sul futuro della Lido di Riva spa stanno per arrivare al pettine. L´altra sera la conferenza dei capigruppo ha steso una tabella di marcia particolarmente intensa per i lavori del consiglio comunale da qui alla fine dell´anno, Natale escluso ovviamente. Con due punti forti: il quasi certo rinvio del bilancio a gennaio 2005 (decisione che dovrebbe essere sancita oggi ufficialmente dalla riunione di giunta) e la fissazione di un consiglio ad hoc per discutere proprio della «riorganizzazione della Lido di Riva spa in holding e società di scopo», consiglio fissato per il 22, 23 e se necessario mercoledì 24 novembre, quindi tra meno di due settimane.
Un passaggio delicatissimo che già oggi sta surriscaldando gli animi all´interno della stessa maggioranza, oltre che trovare ferme opposizioni sul fronte delle minoranze. Il disegno presentato dai vertici della società immobiliare del Comune (e quindi dal suo presidente Alberto Bertolini) è in antitesi rispetto al discorso semplice e chiaro che ha fatto il presidente Dellai non più di una settimana fa quando è sceso a Riva. «Meno società e più privato nella gestione del comparto congressuale» ha detto in buona sostanza il governatore trentino. La proposta Lido prevede invece un pullulare di società. Il disegno sta in questi termini: la «casa madre» sarebbe la holding Lido di Riva che da spa diventerebbe srl per questioni di carattere fiscale. Poi, sotto la Lido, una serie di società satelliti o «di scopo»: la «Lido di Riva Real Estate srl» per gestire gelateria, ex stazione, spiaggia degli olivi e Palazzo dei Congressi (destinato però ad entrare nel patrimonio della Gtf); la «Lido Servizi srl» per porto e campeggio (destinato anche questo alla vendita che non sarà comunque semplice trattandosi di un lascito); la «Lido di Riva Palace Hotel srl» per l´hotel Lido, e la «Lido Finanziaria srl» per le partecipazioni societarie in Palacongressi, Garda Trentino Fiere e Gts. Non è detto che ognuna abbia un proprio consiglio d´amministrazione ma è certo che ognuna dovrà avere un collegio sindacale e quantomeno un amministratore che fa le veci del consiglio d´amministrazione. Con quanto ne consegue in termini di costi, che non sono i semplici gettoni di presenza.
Nella prospettiva di dover vendere qualche «gioiello di famiglia» per far cassa e partecipare concretamente ai grandi progetti finanziati dalla Provincia (riqualificazione e sviluppo del Palafiere, fascia-lago, teatro, Colonia Miralago), nella maggioranza c´è già chi si chiede a cosa serva ad esempio una «Lido Servizi» che deve gestire solo il porto o una «Lido di Riva Real Estate» per ex stazione e spiaggia degli Olivi. «Meno società facciamo e meglio è - osserva ad esempio il capogruppo di Riva Domani Nino Torboli - E invece il progetto presentato dalla Lido propone un fiorire di società che dovranno comunque avere un amministratore e un collegio sindacale, con quello che comporta in fatto di costi. Dovremo discuterne in riunione di maggioranza giovedì sera (domani per chi legge, ndr.)».
E Torboli, come del resto gran parte di Riva Domani a cominciare dall´ex assessore ed ora consigliere provinciale Enzo Bassetti, non chiude la porta in faccia all´ipotesi di riconsiderare una cessione dell´Hotel Lido Palace: «Come estrema ratio non escludo questa possibilità. Si tratta di vedere e capire - osserva il capogruppo di Riva Domani - se e come è possibile tornare in possesso dei soldi versati in occasione dell´aumento di capitale sottoscritto proprio per intervenire sull´Hotel Lido». C´è la possibilità che Riva Domani faccia una proposta ufficiale in tal senso, magari sotto forma di mozione o ordine del giorno in consiglio? «Vedremo, prima discutiamone in maggioranza».

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