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14 novembre 2004 - miralago

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.36)

Miralago, un ettaro "sacrificato" a parcheggi
Per una struttura come «Rivacqua»
necessari circa 300 nuovi posti auto
Si tratta di «parcheggi pertinenziali» e quindi dettati dalla legge. Le alternative: spostare
i campi da tennis e lo stadio della Benacense

Di PAOLO LISERRE
Sinora è passato sotto silenzio, dietro le quinte rispetto alla discussione generale sul cosa fare e come farlo per recuperare il compendio della Colonia Miralago. Ma si tratta oggettivamente di un passaggio tutt´altro che secondario, non fosse altro che per il fatto che va ad intaccare ulteriormente e in maniera sensibile l´intervento sullo stesso compendio in fascia-lago. Il progetto per un centro benessere welness-fitness denominato «Rivacqua» (costo dell´operazione 13 milioni di euro) richiede per forza di cosa un nutrito numero di parcheggi pertinenziali, all´esclusivo servizio della struttura stessa. Lo dice la legge, non se lo inventa nessuno, e questo vale per il pubblico come per un privato cittadino che decide di costruirsi la casa nuova. E per fare i parcheggi ci vuole ovviamente terreno, che dev´essere parte del compendio interessato dall´intervento.
La società «Michaeler&Partner» di Rio Pusteria, che per conto dell´amministrazione comunale ha elaborato lo studio di fattibilità «Rivacqua» sull´idea di una struttura simile all´Acquarena di Bressanone (costo dell´opera aperta nel dicembre di due anni fa 18 milioni e 600mila euro, 398.000 visitatori nel 2003, 185.000 nei soli primi sei mesi di quest´anno con un traguardo fatturato a fine 2004 di 2,2 milioni di euro), ha quantificato il fabbisogno di posti macchina in 300 unità, più 4 posti per i pullmann e una parte riservata a camper e caravan. In totale, indica la stessa «Michaeler&Partner», serve circa un ettaro di terreno per i parcheggi di esclusiva pertinenza della struttura che si vuole realizzare. Qualcosa di più, e non di poco, rispetto alla previsione (nero su bianco) di 100 posti macchina contenuta nel progetto originario della fascia-lago dell´architetto Alberto Cecchetto.
Morale: oltre 6.000 metri quadrati se ne vanno per la struttura Rivacqua (piscine coperte e scoperte, palestre, sauna, bagnoturco, ristorante, bar, etc.), un ettaro deve essere destinato a parcheggi. La zona a parco pubblico verrebbe ulteriormente ridimensionata, anche se per obiettività bisogna dire che pure una diversa previsione urbanistica (mantenendo ad esempio le finalità sociali della Miralago) richiederebbe oggi l´adeguamento alla normativa e quindi la realizzazione di parcheggi pertinenziali seppur in misura ridotta. I parcheggi, in quanto appunto pertinenziali della nuova struttura, dovrebbero per forza di cose essere realizzati nella parte nord del compendio, a ridosso di viale Rovereto. E quindi si fa sempre più concreta la prospettiva di "cancellare" dalla previsione urbanistica i previsti campi da tennis coperti e scoperti, trasferendoli magari accanto al palazzetto dello sport che Riva in primis vuole ricollocare alla Baltera. Sul fronte di viale Rovereto è già prevista una nutrita offerta di posti macchina nella parte nord dell´area ex Cattoi. Altri ce ne sono in corrispondenza dell´ingresso verso la Colonia Sabbioni. Ma tutti questi parcheggi non ricadono nel compendio della Miralago e quindi non possono per legge essere considerati pertinenziali rispetto alla struttura che si vuole realizzare.
A questo punto si apre una nuova duplice prospettiva sulla quale nelle prossime settimane bisognerà prendere una decisione: conglobare nel compendio sportivo il campo della Benacense di viale Rovereto e quindi sfruttare i parcheggi esistenti (peraltro insufficienti e non pertinenziali) o, ipotesi sponsorizzata da più voci già in fase di audizione con l´architetto Cecchetto, pensare sin d´ora al trasferimento dello stesso campo sportivo liberando quell´area pregiata. Nello studio della fascia-lago Cecchetto scrive testualmente riguardo allo stadio: «La grande area dovrebbe essere recuperata per un uso più razionale ed economicamente conveniente del suolo. Oggi (era il gennaio 1999, ndr.) è difficile prevedere di allontanare lo stadio ma si deve prevedere che nel lungo periodo esso venga spostato al di fuori dell´ambito strettamente cittadino in una zona decentrata ma facilmente raggiungibile». Il problema è dove.

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