14 novembre 2004 - miralago
Riva (pag.36)
Miralago, un ettaro "sacrificato"
a parcheggi
Per una struttura come «Rivacqua»
necessari circa 300 nuovi
posti auto
Si tratta di «parcheggi pertinenziali» e quindi
dettati dalla legge. Le alternative: spostare
i campi da tennis e lo stadio
della Benacense
Di PAOLO LISERRE
Sinora è passato
sotto silenzio, dietro le quinte rispetto alla discussione generale sul cosa
fare e come farlo per recuperare il compendio della Colonia Miralago. Ma si
tratta oggettivamente di un passaggio tutt´altro che secondario, non fosse altro
che per il fatto che va ad intaccare ulteriormente e in maniera sensibile
l´intervento sullo stesso compendio in fascia-lago. Il progetto per un centro
benessere welness-fitness denominato «Rivacqua» (costo dell´operazione 13
milioni di euro) richiede per forza di cosa un nutrito numero di parcheggi
pertinenziali, all´esclusivo servizio della struttura stessa. Lo dice la legge,
non se lo inventa nessuno, e questo vale per il pubblico come per un privato
cittadino che decide di costruirsi la casa nuova. E per fare i parcheggi ci
vuole ovviamente terreno, che dev´essere parte del compendio interessato
dall´intervento.
La società «Michaeler&Partner» di Rio Pusteria, che per
conto dell´amministrazione comunale ha elaborato lo studio di fattibilità
«Rivacqua» sull´idea di una struttura simile all´Acquarena di Bressanone (costo
dell´opera aperta nel dicembre di due anni fa 18 milioni e 600mila euro, 398.000
visitatori nel 2003, 185.000 nei soli primi sei mesi di quest´anno con un
traguardo fatturato a fine 2004 di 2,2 milioni di euro), ha quantificato il
fabbisogno di posti macchina in 300 unità, più 4 posti per i pullmann e una
parte riservata a camper e caravan. In totale, indica la stessa
«Michaeler&Partner», serve circa un ettaro di terreno per i parcheggi di
esclusiva pertinenza della struttura che si vuole realizzare. Qualcosa di più, e
non di poco, rispetto alla previsione (nero su bianco) di 100 posti macchina
contenuta nel progetto originario della fascia-lago dell´architetto Alberto
Cecchetto.
Morale: oltre 6.000 metri quadrati se ne vanno per la struttura
Rivacqua (piscine coperte e scoperte, palestre, sauna, bagnoturco, ristorante,
bar, etc.), un ettaro deve essere destinato a parcheggi. La zona a parco
pubblico verrebbe ulteriormente ridimensionata, anche se per obiettività bisogna
dire che pure una diversa previsione urbanistica (mantenendo ad esempio le
finalità sociali della Miralago) richiederebbe oggi l´adeguamento alla normativa
e quindi la realizzazione di parcheggi pertinenziali seppur in misura ridotta. I
parcheggi, in quanto appunto pertinenziali della nuova struttura, dovrebbero per
forza di cose essere realizzati nella parte nord del compendio, a ridosso di
viale Rovereto. E quindi si fa sempre più concreta la prospettiva di
"cancellare" dalla previsione urbanistica i previsti campi da tennis coperti e
scoperti, trasferendoli magari accanto al palazzetto dello sport che Riva in
primis vuole ricollocare alla Baltera. Sul fronte di viale Rovereto è già
prevista una nutrita offerta di posti macchina nella parte nord dell´area ex
Cattoi. Altri ce ne sono in corrispondenza dell´ingresso verso la Colonia
Sabbioni. Ma tutti questi parcheggi non ricadono nel compendio della Miralago e
quindi non possono per legge essere considerati pertinenziali rispetto alla
struttura che si vuole realizzare.
A questo punto si apre una nuova duplice
prospettiva sulla quale nelle prossime settimane bisognerà prendere una
decisione: conglobare nel compendio sportivo il campo della Benacense di viale
Rovereto e quindi sfruttare i parcheggi esistenti (peraltro insufficienti e non
pertinenziali) o, ipotesi sponsorizzata da più voci già in fase di audizione con
l´architetto Cecchetto, pensare sin d´ora al trasferimento dello stesso campo
sportivo liberando quell´area pregiata. Nello studio della fascia-lago Cecchetto
scrive testualmente riguardo allo stadio: «La grande area dovrebbe essere
recuperata per un uso più razionale ed economicamente conveniente del suolo.
Oggi (era il gennaio 1999, ndr.) è difficile prevedere di allontanare lo stadio
ma si deve prevedere che nel lungo periodo esso venga spostato al di fuori
dell´ambito strettamente cittadino in una zona decentrata ma facilmente
raggiungibile». Il problema è dove.
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