20 novembre 2004 miralago
Basso Sarca e Ledro (pag.40)
«Pensate a spostare il campo
sportivo»
Il tecnico della «Michaeler&Partner»
ha illustrato il
progetto di «Rivacqua»
![]() |
Carlo Modena, presidente del
Coordinamento Imprenditori, con Stefano Cicalò della
«Michaeler&Partner» |
Di PAOLO LISERRE
RIVA DEL GARDA -
Una platea non numerosissima ma qualificata e particolarmente attenta ha
accompagnato ieri pomeriggio la prima illustrazione ufficiale dello studio di
fattibilità per un centro di balneazione e benessere effettuato dalla società
altoatesina «Micheaeler&Partner» di Varna per conto del Comune di Riva che
una struttura di questo tipo vorrebbe realizzare sull´area del compendio
Miralago. L´occasione è stata fornita dall´incontro organizzato dal
Coordinamento Imprenditori del C9, alla presenza dei direttivi di tutte le
categorie, dagli albergatori ai commercianti, agli artigiani. Alla fine è
arrivato un consenso corale alla proposta portata da Stefano Cicalò,
responsabile dello studio per conto della ditta altoatesina. Con un´unica
preoccupazione, un comune denominatore: una struttura di quella portata, in una
zona pregiata come la fascia lago, genera una notevole mole di traffico. Nella
prospettiva auspicata da tutti di chiudere o rendere viale Rovereto un´isola
pedonale, la cosa non si sposa alla perfezione e qualche piccola preoccupazione
la crea. In tutti, senza distinzioni.
Del resto alcuni dati portati dallo
stesso Cicalò parlano chiaro: secondo i calcoli effettuati dalla
Michaeler&Partner, il potenziale delle frequenze annue (tra quello stanziale
inteso come residenti in un bacino di 249 mila persone ad un´ora di auto da Riva
e quello turistico) è di 201.406 presenze, il potenziale medio giornaliero di
552 presenze, la capacità di accoglienza della struttura di 700 persone al
giorno. Che o arrivano a piedi o da qualche parte dovranno pur parcheggiare. Il
fabbisogno indicato è di un parcheggio di 300 posti macchina più 4 posti autobus
e 80 posti riservati ai camper. Un ettaro appunto di terreno, come la stessa
società di consulenza altoatesina scrive nel piano.
Per il resto il dottor
Cicalò ha tessuto le lodi del sistema turismo rivano permettendosi solo un paio
di licenze: sull´Hotel Lido quando, pur non citandolo espressamente, ha detto
che «è inconcepibile tenere chiuso un albergo di alto livello e per giunta in
fascia lago»; sulle prospettive future indicando nella qualità dei servizi e
delle infrastrutture le carte vincenti per restare sul mercato e osservando come
«i piccoli alberghi sono destinati a perdere, chi vince a livello mondiale sono
i grandi resort che sanno offrire più servizi. E Riva, che pure ha tanti pregi e
tante carte da giocare - ha osservato Cicalò - manca sotto il profilo del
benessere, vi sono tanti, troppo alberghi poco specializzati e molti fermi sotto
il profilo dello sviluppo qualitativo». Un´analisi anche forte del sistema
turismo per dire che una struttura come «Rivacqua» darebbe un forte impulso in
termini qualitativi a tutta l´economia,
Ma anche sotto il profilo urbanistico
dal consulente altoatesino è arrivata un´indicazione altrettanto forte: Cicalò
ha invitato a pensare da subito allo spostamento del campo sportivo di viale
Rovereto, recuperando un´area pregiata (magari da destinare in parte ai
necessari parcheggi) ora sottoutilizzata. In questo senso ha sfondato una porta
aperta, visto e considerato che il Coordinamento Imprenditori aveva già lanciato
questa sollecitazione all´amministrazione comunale in sede di audizione da parte
dell´architetto Alberto Cecchetto, responsabile del progetto della fascia-lago.
Quanto ai costi, per la sola struttura di balneazione e benessere servirebbero
12 milioni 480 mila euro. Lo studio propone però anche la realizzazione di spazi
esterni (parco) e di alcune attrazioni aggiuntive come una torre di arrampicata
di 12 metri vetrata e 2 box-surf con sistema vento. Il totale dell´investimento
a questo punto salirebbe a 14 milioni e 480 mila euro. La Provincia è pronta a
metterci terreno e strutture. Il resto devono farlo Comune e imprenditori. E non
sarà facile.

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