18 settembre 2004 lido
Riva (pag.37)
Lido Palace, via libera al
progetto
Ma cresce il partito di chi
vuole vendere
l´immobile
Tra mille difficoltà e non poche
diffidenze reciproche, qualcosa si muove sul fronte dell´Hotel Lido Palace. Le
novità degli ultimi giorni sono due e anche abbastanza sostanziose, anche se è
giusto dire che la prima lascia il tempo che trova a fronte di un mancato
accordo tra le parti legate da un contratto (Lido, e quindi Comune, e Garda
Trentino Sviluppo). Punto primo: in una delle sue ultime riunioni la commissione
edilizia ha licenziato positivamente la prima parte del progetto di
ristrutturazione dell´immobile in fascia lago, a ben due anni di distanza dalla
presentazione del progetto stesso. L´intervento prevede l´ampliamento a nord
delle camere e la ristrutturazione del corpo centrale per portare la dotazione
della struttura a 155 posti letto. Sette milioni e 200 mila euro la spesa del
primo intervento mentre altri 3 milioni e mezzo di euro sarebbero necessari per
intervenire sulla parte sud con la nuova sala ristorante, fitness, piscina e
quant´altro. Dal progetto originario sono state eliminate le suites e quindi
l´intervento sul tetto oltre che la parte riguardante la dependance.
La Lido
di Riva spa deve integrare parte della documentazione mancante ma in teoria
entro la fine dell´anno potrebbe staccare la concessione edilizia e istruire
quanto prima l´iter per la gara d´appalto. Quindi arrivare all´aggiudicazione
dei lavori e all´inizio degli stessi, fissando quindi con un pizzico di
chiarezza e di sicurezza in più i tempi per la riapertura dell´immobile. Peccato
però che questa sia solo teoria. Perchè se non si arriva ad un accordo tra parte
pubblica e soggetto privato (la Gts) tutto il resto lascia appunto il tempo che
trova. Ed è proprio su questo delicatissimo versante che le parti stanno
lavorando cercando di arrivare ad un accordo che comunque non si prospetta
facile. Mentre all´orizzonte l´ipotesi di una cessione dell´immobile assume
contorni di giorno in giorno più delineati. E quindi possibilità concrete. «Una
possibilità sì ma remota» ribatte il sindaco Paolo Matteotti. Ma mentre in
passato di vendere l´Hotel Lido nessuno ne voleva minimamente parlare, ora anche
in maggioranza c´è chi non scarta a priori questa soluzione per uscire da un
pantano che si trascina senza soluzione da troppo tempo.
Giorni or sono
all´assemblea pubblica della Margherita al Pernone lo stesso assessore al
turismo Marco Tanas, seppur a titolo personale, non ha escluso questa
eventualità. «Mantenere l´immobile in mani pubbliche non è un dogma assoluto» ha
detto in buona sostanza ai compagni di partito, trovando peraltro consensi tra
gli stessi ambienti della civica. E non si tratta di un´affermazione di poco
conto considerato che arriva da uno degli schieramenti politici meno favorevoli
all´ipotesi di vendere lo storico albergo in fascia lago. Quella sera Tanas ha
ribadito e tenuto a sottolineare che parlava a titolo personale. Ma ci sono due
aspetti che dicono molto. Primo, che parte della stessa Margherita rivana non
chiude più la porta in faccia a questa soluzione. Secondo, che da Trento (e
quindi dai vertici) stanno spingendo in questa direzione. Il discorso è chiaro e
fila via come l´olio. Nel momento in cui Riva bussa a quattrini e chiede una
montagna di milioni di euro per Palafiere, Palazzo dei Congressi, teatro, fascia
lago, etc., la Provincia è disponibile a fare la sua parte ma chiede che
altrettanto faccia Riva. E allora i soldi dove si trovano? Vendendo alcune
proprietà. Meglio lasciar mani libere a Trento sulla Colonia Miralago o vendere
l´Hotel Lido? I fautori della seconda soluzione a Riva sono in crescita. Ora
anche nella Margherita.
P.L.
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