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18 settembre 2004 lido

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.37)

Lido Palace, via libera al progetto
Ma cresce il partito di chi
vuole vendere l´immobile

Tra mille difficoltà e non poche diffidenze reciproche, qualcosa si muove sul fronte dell´Hotel Lido Palace. Le novità degli ultimi giorni sono due e anche abbastanza sostanziose, anche se è giusto dire che la prima lascia il tempo che trova a fronte di un mancato accordo tra le parti legate da un contratto (Lido, e quindi Comune, e Garda Trentino Sviluppo). Punto primo: in una delle sue ultime riunioni la commissione edilizia ha licenziato positivamente la prima parte del progetto di ristrutturazione dell´immobile in fascia lago, a ben due anni di distanza dalla presentazione del progetto stesso. L´intervento prevede l´ampliamento a nord delle camere e la ristrutturazione del corpo centrale per portare la dotazione della struttura a 155 posti letto. Sette milioni e 200 mila euro la spesa del primo intervento mentre altri 3 milioni e mezzo di euro sarebbero necessari per intervenire sulla parte sud con la nuova sala ristorante, fitness, piscina e quant´altro. Dal progetto originario sono state eliminate le suites e quindi l´intervento sul tetto oltre che la parte riguardante la dependance.
La Lido di Riva spa deve integrare parte della documentazione mancante ma in teoria entro la fine dell´anno potrebbe staccare la concessione edilizia e istruire quanto prima l´iter per la gara d´appalto. Quindi arrivare all´aggiudicazione dei lavori e all´inizio degli stessi, fissando quindi con un pizzico di chiarezza e di sicurezza in più i tempi per la riapertura dell´immobile. Peccato però che questa sia solo teoria. Perchè se non si arriva ad un accordo tra parte pubblica e soggetto privato (la Gts) tutto il resto lascia appunto il tempo che trova. Ed è proprio su questo delicatissimo versante che le parti stanno lavorando cercando di arrivare ad un accordo che comunque non si prospetta facile. Mentre all´orizzonte l´ipotesi di una cessione dell´immobile assume contorni di giorno in giorno più delineati. E quindi possibilità concrete. «Una possibilità sì ma remota» ribatte il sindaco Paolo Matteotti. Ma mentre in passato di vendere l´Hotel Lido nessuno ne voleva minimamente parlare, ora anche in maggioranza c´è chi non scarta a priori questa soluzione per uscire da un pantano che si trascina senza soluzione da troppo tempo.
Giorni or sono all´assemblea pubblica della Margherita al Pernone lo stesso assessore al turismo Marco Tanas, seppur a titolo personale, non ha escluso questa eventualità. «Mantenere l´immobile in mani pubbliche non è un dogma assoluto» ha detto in buona sostanza ai compagni di partito, trovando peraltro consensi tra gli stessi ambienti della civica. E non si tratta di un´affermazione di poco conto considerato che arriva da uno degli schieramenti politici meno favorevoli all´ipotesi di vendere lo storico albergo in fascia lago. Quella sera Tanas ha ribadito e tenuto a sottolineare che parlava a titolo personale. Ma ci sono due aspetti che dicono molto. Primo, che parte della stessa Margherita rivana non chiude più la porta in faccia a questa soluzione. Secondo, che da Trento (e quindi dai vertici) stanno spingendo in questa direzione. Il discorso è chiaro e fila via come l´olio. Nel momento in cui Riva bussa a quattrini e chiede una montagna di milioni di euro per Palafiere, Palazzo dei Congressi, teatro, fascia lago, etc., la Provincia è disponibile a fare la sua parte ma chiede che altrettanto faccia Riva. E allora i soldi dove si trovano? Vendendo alcune proprietà. Meglio lasciar mani libere a Trento sulla Colonia Miralago o vendere l´Hotel Lido? I fautori della seconda soluzione a Riva sono in crescita. Ora anche nella Margherita.
P.L.

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