1 ottobre 2004
Riva (pag.38)
«Vendere è un´operazione pericolosa: bisogna mantenere l´unità della fascia lago in mani pubbliche. E lo stesso vale per la Miralago»
Di PAOLO LISERRE
«L´Alto Garda,
tutto l´Alto Garda, deve fare un salto di qualità. Proporre qualcosa di nuovo
per lo sviluppo futuro, uscire dai piccoli personalismi, superare gli steccati
comunali e ragionare in termini di interessi complessivi di tutta l´area.
Ridisegnare il rapporto pubblico-privato. E quando dico tutto l´Alto Garda
intendo proprio tutto: la pubblica amministrazione in primo luogo perchè ha la
responsabilità del governo del territorio, ma anche l´imprenditoria locale, i
sindacati, il tessuto sociale».
Esce in parte dal tema «infinito» dell´Hotel
Lido e abbraccia tutti i problemi sul tappeto Roberto Pellegrini, presidente
della Garda Trentino Sviluppo (braccio operativo del Coordinamento Imprenditori
dell´Alto Garda) spesso nel mirino della critica politica quando si toccano temi
scottanti come le società e gli intrecci tra pubblico e privato.
Spesso della
Gts si ha la sensazione di un gruppo ristretto nato per fare gli interessi di
pochi eletti, i soliti, meglio ancora se coi soldi pubblici. È una sensazione
giusta o sbagliata?
«A mio avviso sbagliata anche se ammetto che forse in
passato queste cose sono successe. C´è semmai un limite di comunicazione e di
approccio con la città da parte nostra e quindi la necessità di riacquistare un
rapporto più stretto col territorio. Ma ci sono anche segmenti della politica,
per fortuna minoritari, che per presunzione e poca voglia di lavorare e di
informarsi sparano addosso senza conoscere le cose. Se lo fa un comune cittadino
va bene, se lo fa chi amministra la cosa pubblica diventa un fatto grave.
Comunque ritengo che per migliorare l´immagine della Gts agli occhi
dell´opinione pubblica sia fondamentale chiudere al più presto anche la partita
dell´Hotel Lido».
Una telenovela infinita. Ma forse state per arrivare ad un
punto d´accordo.
«Abbiamo individuato e condiviso un percorso e alcune tappe.
Sono fiducioso e spero che l´accordo venga siglato entro la fine dell´anno
perchè è una vergogna per Riva che quell´albergo sia chiuso da due anni. Ma i
problemi non sono finiti...».
In che senso?
«Nel senso che individuato il
percorso e stabilite le tappe l´hotel va ristrutturato. E per farlo ci vogliono
i soldi. E tanti».
Quattro milioni di euro ci sono. Ne vanno trovati poco più
di di tre per coprire la cifra prevista per realizzare la prima parte del
progetto, depandance esclusa.
«Esattamente. La Gts è pronta a cedere la parte
del contratto che riguarda l´Hotel Lido, non campeggio e gelateria sui quali
abbiamo fatto grossi investimenti. Le soluzioni sono tre: la società che nascerà
ad hoc gestirà direttamente la struttura ma la ritengo un´ipotesi poco
proponibile; la affidiamo alla Gts con ampio mandato a trovare soci adatti al
caso; ricerchiamo e troviamo fra l´imprenditoria locale soci pronti alla
gestione. E questa a mio avviso è la proposta migliore. Il mio auspicio è che un
gruppo di imprenditori locali siano pronti a scommettere su un´operazione che
sarà di volano per tutta l´economia locale. La responsabilità sociale del mondo
imprenditoriale deve crescere. E a fronte di questo la Gts è pronta a fare un
passo indietro perchè avrebbe già esaurito la sua missione di stimolo e di
volano».
Ma perchè allora non vendere l´immobile, monetizzare e reinvestire
su progetti più stretegici?
«Sono convinto che non sia nella missione
dell´ente pubblico gestire un hotel. E quindi non sono contrario a questa
ipotesi e non mi stupirei se andasse a finire così. Ma se, come ente pubblico,
devo alienare qualcosa questo è l´ultimo bene che vendo. In quella zona mollare
è un´operazione pericolosa, bisogna mantenere l´unitarietà della fascia lago
conquistata con fatica negli anni».
Ma su tutta la partita che riguarda
fiere, congressi e fascia-lago la Provincia ha fatto un discorso chiaro: io ci
metto il mio ma anche voi dovete metterci qualcosa. E tanto da vendere il Comune
non ha...
«In linea di massima il discorso mi può anche star bene. Ma è anche
vero che a Trento dovrebbero rendersi conto che il C9 è quello che tra tutti i
comprensori versa nelle casse provinciali più soldi di tutti. Se crolla
l´economia dell´Alto Garda, le ripercussioni riguardano tutto il Trentino. E
quindi la nostra zona merita la dovuta attenzione e anche qualcosa di più».
A
proposito di fascia-lago. Se nascesse una nuova società per gestire la struttura
della Colonia Miralago come centro fitness e welness, la Gts sarebbe della
partita?
«Perchè no se la cosa sta in piedi economicamente, se la Provincia
ci sta, se si pensa ad un sistema aperto e se la nostra presenza viene ritenuta
opportuna. Condivido la previsione del piano Cecchetto ma dico no ad una vendita
di quel bene ai privati».
Torniamo ai rapporti Lido-Gts. Perchè con Bertolini
i rapporti sono un tantino tesi?
«Sul piano personale non c´è alcun problema.
Molto probabilmente è fisiologico che società pubbliche e società private si
muovano con tempi diversi... Il problema è capire cosa vuole fare la pubblica
amministrazione».
Come sulla privatizzazione della Palacongressi, ad
esempio?
«Esattamente. Due anni fa avevamo raggiunto un´intesa in tal senso
tra Lido e Gts. Dopo tutto si è arenato. È necessario far entrare soggetti utili
alla crescita della Palacongressi. Penso alla Camera di Commercio, penso ad un
istituto finanziario, penso a soggetti privati del settore. A fronte di questo
la Gts è disponibile a fare un passo indietro. Ma la Lido, e quindi l´ente
pubblico, ne dovrebbe fare uno anche più significativo».
Ma c´è il timore che
i privati facciano quello che vogliono, che vendano una fiera al miglior
offerente.
«Capisco questa perplessità. Ma ci sono i patti parasociali,
vincoli e paletti che tutelano la componente pubblica. Questa è un´altra
operazione da chiudere in tempi brevi».
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