29 gennaio 2005 -5-
CronacaRiva (pag.38)
Di PAOLO LISERRE
Nel giorno in
cui la Cgil Funzione
Di PAOLO LISERRE
Nel giorno in cui
la Cgil Funzione Pubblica invita ad un «risveglio di tutte le coscienze» del
Basso Sarca e dice chiaro e tondo che «la battaglia sulla Miralago non è persa
ma siamo solo all´inizio del secondo tempo della grande mobilitazione che
contraddistinse gli anni Ottanta», ecco che da Trento arriva la doccia-fredda,
per molti la fine di ogni speranza di mantenere la destinazione del compendio
Miralago a fini sociali, sanitari e assistenziali. La doccia fredda cala nella
Busa nel primo pomeriggio, sotto forma di emendamento al bilancio provinciale,
firmatario il presidente della giunta provinciale Lorenzo
Dellai.
All´articolo 14 del disegno di legge che prevede la costituzione
della società «Patrimonio del Trentino spa» (praticamente l´immobiliare
provinciale con un patrimonio di un miliardo e 600 milioni di euro che oggi
rendono meno dell´1% all´anno), viene inserito il comma 8bis che recita
testualmente: «Il comma 5 dell´articolo 9 della legge provinciale 12 luglio 1991
numero 14 (ordinamento dei servizi socio-assistenziali in provincia di Trento) è
abrogato». E la giunta provinciale spiega anche il perchè di questo passaggio,
peraltro annunciato: «L´abrogazione dell´articolo 9 comma 5 della suddetta
legge, che prevede una specifica destinazione alla Colonia Miralago, è
funzionale a consentire un più ampio ventaglio di possibilità per l´utilizzo
della predetta unità immobiliare in coerenza con gli strumenti urbanistici del
Comune di Riva del Garda». Prg, piano Cecchetto e piano attuativo dello stesso
prevedono ben altro che servizi socio-assistenziali. Ma c´era l´ostacolo di
quella legge da modificare. Un emendamento della maggioranza e il gioco è fatto.
In pieno accordo col Comune di Riva
E pensare che poche ore prima i
responsabili della Cgil-Funzione Pubblica avevano fatto leva proprio sul
contenuto di quella legge per rilanciare la loro proposta contenuta in un
opuscolo che verrà distribuito nei prossimi giorni. «Non la proposta ma una
proposta - hanno osservato Mirko Carotta, Chiara Rossi, Michele Olivieri,
Graziano Baldelli, Oscar Chistè e Renata Greggio, della segreteria confederale
della Cgil - Prima di tutto per riportare al centro della discussione il grande
assente di questi ultimi anni: la comunità. È l´inizio di un percorso per
consentire alla gente di dire la sua, di ragionare, di esprimersi». Chiara
Rossi, Graziano Baldelli e Sergio Chistè hanno ricordato a più riprese la forte
valenza e la risposta che negli anni questa struttura ha dato e continua a dare
alla richieste sociali della comunità. Centro diurno per ragazzi (oggi sono 40
gli ospiti ma le richieste sfondano il doppio), sede per scuole materne in fase
di ristrutturazione, per tre anni sede anche della Casa di Riposo di Riva
durante i lavori in via Ardaro. Il tutto in un contesto importantissimo anche
sotto il profilo naturalistico, un contesto unico che l´eventuale trasloco nel
programmato «polo sociale all´ex ospedale di Riva» difficilmente riuscirebbe a
soddisfare con gli stessi indici di gradimento e di risposta. Per la
Cgil-Funzione Pubblica nell´attuale compendio dovrebbero trovare posto: 1) un
edificio destinato alla crezione di una struttura di tipo
alberghiero-residenziale per la Terza Età; 2) un secondo edificio in cui si
realizzi un centro riabilitativo che offra palestre, saune, sale per la
riabilitazione motoria, sale giochi, come integrazione ai servizi del complesso
alberghiero e aperto a tutta la cittadinanza esterna; 3) un terzo edificio che
contenga il centro educativo diurno e la colonia estiva lacuale; 4) un quarto
edificio con uffici amministrativi e centro di formazione permanente per gli
operatori provinciali, assieme all´alloggio del custode. Per finire l´ipotesi di
utilizzo prospettata dalla Cgil-Funzione Pubblica prevede la costruzione di una
piscina, aperta a tutta la popolazione rivana e limitrofa. Sogni ormai? Forse
sì. Ma la «sfida» è appena cominciata. Il problema è vedere le risposte. Di
tutti.
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