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Gli artigiani chiedono spazi
I risultati dell'Indagine conoscitiva sulle esigenze delle ditte artigiane promossa dal Comune e dall'Associazione Artigiani del C9
A partire dallo scorso novembre il Comune di Riva del Garda insieme all'Associazione Artigiani e Piccole Imprese del C9 ha promosso un'Indagine conoscitiva tra le 350 imprese artigiane presenti sul territorio comunale, che contano 645 addetti al 31 dicembre 2002, sulle esigenze di aree e spazi per ammodernamenti, ampliamenti, trasferimenti aziendali.
L'indagine è stata svolta nei mesi scorsi tramite un questionario, a cui hanno risposto 92 aziende. Si tratta di imprese attive nei comparti più diversi, tra cui 17 tra estetiste e parrucchiere, che occupano complessivamente, tra titolari, soci e collaboratori, quasi 300 persone.
Dalle risposte è emersa una forte richiesta di nuovi spazi: complessivamente oltre due ettari, metà coperti e metà scoperti. Gli scopi sono la riorganizzazione dell'attività, l'adeguamento delle strutture ad esigenze di sicurezza e di salubrità, le necessità di ampliamenti e spostamenti di attività, con importanti ricadute sulla potenziale crescita occupazionale, stimata in un 10-15%.
Sono nove le aziende che hanno chiesto ampliamenti superiori ai 400 metri quadrati e tra esse ci sono quelle che prevedono nuovi rami d'attività. Un'altra decina di aziende hanno bisogno di trasferirsi, pur mantenendo le stesse dimensioni, a causa dell'inadeguatezza degli spazi e delle strutture attuali.
E' necessaria quindi - è stato detto alla presentazione dei risultati dell'Indagine giovedì 8 maggio presso il Municipio di Riva - una regìa pubblica dell'organizzazione dei nuovi spazi e quindi che il Comune si attivi per individuare nuove aree artigianali. Secondo il presidente comprensoriale dell'Associazione artigiani Ilos Parisi, l'area migliore da questo punto di vista sarebbe quella in località Fangolino, al confine con il Comune di Arco e contigua alla zona artigianale arcense. Parisi ha ricordato l'urgenza di queste richieste di fronte alle difficoltà che oggi le imprese incontrano non per mancanza di lavoro, ma per carenza di spazi per lavorare.
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