lagodigarda05082004
Riva (pag.37)
Acque nere, un flagello per tutto
il lago
Secondo i tecnici il protozoo responsabile
dell´inquinamento non è
tossico per l´uomo
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Un ingrandimento del prozoo
ciliato, quindi l´intervento del vigili del fuoco nel porto di Riva in
occasione di un intervento
anti-inquinamento |
Il fenomeno delle acque nere di Garda
riguarda non solo Riva ma tutto il lago ed è talmente è diffuso, su tutta la
superficie, che non ha precedenti. Dunque desta preoccupazione, anche se, a
detta dei tecnici non ci sono pericoli di tossicità per l´uomo.
Il
responsabile delle macchie nere che, per quel che rigurda Riva, sono visibili in
particolare nei pressi di piazza Catena e nel canale della Rocca, è stato nel
frattempo individuato grazie all´impegno dei tecnici Appa, della stazione
scientifica di porto San Nicolò e della responsabile, la dottoressa Chiara
Defrancesco, che in questi giorni ha mantenuto un filo diretto con il sindaco di
Riva, Paolo Matteotti.
Si tratta di un protozoo ciliato, un microrganismo al
cui interno vivono colonie di alghe responsabili della colorazione scura delle
acque, un fenomeno di simbiosi, purtroppo ancora poco studiato. Il protozoo è
diffuso in tutto il lago, soprattutto nella zona di Verona, tra Torri del Benaco
e Peschiera, e non è dunque circoscritto nella sola area trentina.
In questi
giorni i tecnici dell´Agenzia provinciale per la protezione dell´ambiente stanno
lavorando assieme ad altri esperti per acquisire informazioni aggiuntive su
questo microrganismo, che sembrerebbe non essere dannoso per l´uomo. «I prelievi
sono stati effettuati su tutto il lago - ha spiegato la dottoressa Chiara
Defrancesco - e ora siamo in contatto con alcuni specialisti per capire le
cause, poiché un fenomeno di queste proporzioni non era mai stato rilevato e va
dunque attentamente controllato e monitorato». Al lavoro anche i tecnici del
Laboratorio Medico Biotossicologico di Trento: «Dai primi test eseguiti in
queste ore - ha chiarito il dottor Italo Dell´Eva - non è stata rilevata
tossicità per l´uomo, possiamo dire di essere abbastanza tranquilli anche perché
la letteratura esistente su questo organismo non riporta dati specifici sulla
tossicità. In ogni modo nei prossimo giorni approfondiremo ulteriormente con
nuovi esami».
«È evidente - ha chiarito il sindaco Paolo Matteotti - che il
fenomeno non può essere controllato con mezzi artificiali, bisogna cercare di
capire il perché di questo suo abnorme sviluppo e, in futuro, cercare di
promuovere azioni per la salvaguardia del lago perché la proliferazione di alghe
e microrganismi non è certo un buon segnale dello stato di salute delle nostre
acque».
Anche se, su altri fronti, si stanno registrando piccoli segnali
positivi, come ha spiegato il sindaco che sta seguendo attentamente lo stato
delle acque del Garda: «La anabena, ovvero l´alga gialla, è quasi completamente
sparita circa tre settimane fa. La perturbazione che si è verificata ai primi di
luglio ha fatto abbassare bruscamente la temperatura del lago fino a 14 gradi,
complici anche alcuni invasi freddi sul Sarca». E questo nonostante in primavera
era stato segnalato un forte rischio di fioritura di microrganismi a causa di un
eccesso di nutrienti come il fosforo.
Sparito, ma se solo momentaneamente,
anche il fenomeno delle schiume presso la centrale Enel di Riva: «Le alghe che
causano le schiume, le oscillatorie, - ha concluso Paolo Matteotti - prediligono
l´acqua fredda e quindi durante l´estate si spostano in profondità. Il banco di
alghe nel lago di Ledro si trova ora più in basso rispetto al tubo di presa
della turbina della centrale di Riva e dunque le alghe non possono venire
"pescate" e tradotte nel lago di Garda».

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