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lagodigarda05082004

last modified 2007-06-08 13:50

Riva (pag.37)

Acque nere, un flagello per tutto il lago
Secondo i tecnici il protozoo responsabile
dell´inquinamento non è tossico per l´uomo

Un ingrandimento del prozoo ciliato, quindi l´intervento del vigili del fuoco nel porto di Riva in occasione di un intervento anti-inquinamento

Il fenomeno delle acque nere di Garda riguarda non solo Riva ma tutto il lago ed è talmente è diffuso, su tutta la superficie, che non ha precedenti. Dunque desta preoccupazione, anche se, a detta dei tecnici non ci sono pericoli di tossicità per l´uomo.
Il responsabile delle macchie nere che, per quel che rigurda Riva, sono visibili in particolare nei pressi di piazza Catena e nel canale della Rocca, è stato nel frattempo individuato grazie all´impegno dei tecnici Appa, della stazione scientifica di porto San Nicolò e della responsabile, la dottoressa Chiara Defrancesco, che in questi giorni ha mantenuto un filo diretto con il sindaco di Riva, Paolo Matteotti.
Si tratta di un protozoo ciliato, un microrganismo al cui interno vivono colonie di alghe responsabili della colorazione scura delle acque, un fenomeno di simbiosi, purtroppo ancora poco studiato. Il protozoo è diffuso in tutto il lago, soprattutto nella zona di Verona, tra Torri del Benaco e Peschiera, e non è dunque circoscritto nella sola area trentina.
In questi giorni i tecnici dell´Agenzia provinciale per la protezione dell´ambiente stanno lavorando assieme ad altri esperti per acquisire informazioni aggiuntive su questo microrganismo, che sembrerebbe non essere dannoso per l´uomo. «I prelievi sono stati effettuati su tutto il lago - ha spiegato la dottoressa Chiara Defrancesco - e ora siamo in contatto con alcuni specialisti per capire le cause, poiché un fenomeno di queste proporzioni non era mai stato rilevato e va dunque attentamente controllato e monitorato». Al lavoro anche i tecnici del Laboratorio Medico Biotossicologico di Trento: «Dai primi test eseguiti in queste ore - ha chiarito il dottor Italo Dell´Eva - non è stata rilevata tossicità per l´uomo, possiamo dire di essere abbastanza tranquilli anche perché la letteratura esistente su questo organismo non riporta dati specifici sulla tossicità. In ogni modo nei prossimo giorni approfondiremo ulteriormente con nuovi esami».
«È evidente - ha chiarito il sindaco Paolo Matteotti - che il fenomeno non può essere controllato con mezzi artificiali, bisogna cercare di capire il perché di questo suo abnorme sviluppo e, in futuro, cercare di promuovere azioni per la salvaguardia del lago perché la proliferazione di alghe e microrganismi non è certo un buon segnale dello stato di salute delle nostre acque».
Anche se, su altri fronti, si stanno registrando piccoli segnali positivi, come ha spiegato il sindaco che sta seguendo attentamente lo stato delle acque del Garda: «La anabena, ovvero l´alga gialla, è quasi completamente sparita circa tre settimane fa. La perturbazione che si è verificata ai primi di luglio ha fatto abbassare bruscamente la temperatura del lago fino a 14 gradi, complici anche alcuni invasi freddi sul Sarca». E questo nonostante in primavera era stato segnalato un forte rischio di fioritura di microrganismi a causa di un eccesso di nutrienti come il fosforo.
Sparito, ma se solo momentaneamente, anche il fenomeno delle schiume presso la centrale Enel di Riva: «Le alghe che causano le schiume, le oscillatorie, - ha concluso Paolo Matteotti - prediligono l´acqua fredda e quindi durante l´estate si spostano in profondità. Il banco di alghe nel lago di Ledro si trova ora più in basso rispetto al tubo di presa della turbina della centrale di Riva e dunque le alghe non possono venire "pescate" e tradotte nel lago di Garda».

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