2 agosto 2005 -10-
CronacaRiva (pag.35)
Garda, nove centimetri ed è
allarme rosso
A giorni il blocco dei prelievi, sarebbe una scelta
storica
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Di MATTIA PELLI
Le fotografie dicono
molto più di qualsiasi cifra: il Garda sta soffrendo, e parecchio. A punta Lido
è praticamente nata una nuova piccola spiaggia a causa della diminuzione dei
livelli del lago, mentre alla Spiaggia degli olivi la piattaforma per prendere
il sole che solitamente si raggiunge dall´acqua è completamente a secco e alla
Rocca, punto di riferimento dei rivani, dove prima c´era il lago ora si vedono
gli scarichi.
Per capire meglio la situazione le cifre sono però
indispensabili, ma ottenere dati certi non è cosa semplice: a seconda
dell´istituzione interpellata, le cifre oscillano in modo significativo.
Secondo Navigarda il livello del lago ieri era attorno ai 30 centimetri
sopra lo zero idrometrico di Peschiera, «Lo stesso livello - assicura Marcello
Coppola, direttore della compagnia di navigazione - del 2003, l´anno peggiore di
tutti».
Cifre che contrastano con quelle fornite dalla Comunità del Garda:
secondo il vicepresidente Vincenzo Ceschini, ieri i livelli hanno toccato quota
21,6 centimetri sopra lo zero idrometrico. «Nel 2003, alla stessa data - spiega
Ceschini - il livello era di 13 centimetri più alto».
Numeri diversi, diverse
le valutazioni che ne derivano. Marcello Coppola invita a non fare allarmismi e
assicura: «Se va avanti così non ci sarà nessun problema di navigazione, al
massimo si dovranno sostituire gli aliscafi con i catamarani». Ceschini appare
molto più preoccupato e spiega che per il 10 agosto è prevista una riunione
della Comunità del Garda per parlare, ancora una volta, delle condizioni del
lago.
Per risolvere il piccolo giallo che riguarda le cifre meglio risalire
alla fonte primaria di informazione: l´Aipo (Agenzia interregionale per il fiume
Po) che si occupa delle rilevazioni sul lago. E qui si scopre che la situazione
è peggiore rispetto alle più cupe previsioni: il livello del lago era ieri di 19
centimetri sopra lo zero idrometrico, cifra raggiunta nel 2003 attorno al 21
agosto. Solo nove centimetri più della soglia di allarme (posta a dieci
centimetri) che - come spiega un tecnico - verrà raggiunta tra quattro o cinque
giorni, anche se le piogge previste per mercoledì potranno interrompere per
qualche giorno la discesa.
E allora cosa succederà? «Chiuderemo i rubinetti»
spiegano all´Aipo. Già ieri mattina la quantità di acqua prelevata dagli
impianti di irrigazione del mantovano era stata abbassata da 69 metri cubi al
secondo a 60, ma se la soglia d´allarme dovesse essere raggiunta i prelievi
verrebbero completamente azzerati, provvedimento storico che nel 2003 era stato
solamente sfiorato.
Una decisione che senza dubbio raccoglierebbe il plauso
del sindaco di Riva del Garda Claudio Molinari, che con un comunicato diffuso
nei giorni scorsi si diceva estremamente preoccupato. «Una situazione - scriveva
- che potrebbe essere la più grave degli ultimi 50 anni».
Il sindaco invoca
un tavolo che riunisca - oltre alla Provincia di Trento - le Regioni Lombardia e
Veneto e che possa prendere decisioni vere su prelievi a fini agricoli e rilasci
idroelettrici: «La volontà da parte del presidente della giunta trentina c´è -
attacca Molinari - non altrettanto da parte degli altri due presidenti». Una
dimostrazione di scarso interesse per le sorti del lago: «Addirittura ci sono
voci preoccupanti che arrivano da Milano secondo le quali lo zero idrometrico
andrebbe abbassato per permettere un maggior prelievo di acqua dal lago».
Preoccupato per le sorti del turismo? «Preoccupato perché a medio termine
potremmo trovarci con un un malato».

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