26 novembre 2005 -12-
BassoSarca/Ledro (pag.40)
È nato ufficialmente il Coordinamento dei sindaci
È
nato ufficialmente il Coordinamento dei sindaci dei Comuni rivieraschi
del lago di Garda per salvaguardare i livelli del lago di Garda: il
coordinamento riunitosi a Bardolino nei giorni scorsi ha dato vita ad
un modello di consultazione permanente tra i diversi Comuni delle
sponde gardesane denominato «Conferenza dei Sindaci dei Comuni
rivieraschi del lago di Garda». Le adesioni sono già 22 su 26 e, tra
non molto, ci sarà anche il "sì" ufficiale degli ultimi 4 Comuni. I
lavori hanno come referenti tre sindaci, in rappresentanza dell´area
lombarda, di quella veneta e di quella trentina con la designazione del
sindaco di Riva Claudio Molinari; si è deciso di mantenere attivo il
coordinamento in maniera tale da affrontare, unendo le forze, la
questione dei livelli del lago che nei mesi scorsi, a causa di uno
sfruttamento massiccio per l´irrigazione delle campagne del mantovano,
ha provocato gravi problemi all´ecosistema e danni all´immagine
turistica.
Primo interlocutore è il Governo. In un documento
emesso dalla neo costituita Conferenza dei sindaci rivieraschi che sarà
consegnato martedì prossimo alla Commissione governativa per
l´ambiente, si chiede «un intervento di coordinamento di tutti i
livelli istituzionali coinvolti, in vista del ripetersi di condizioni
di emergenza, che ormai si palesano cicliche». I sindaci denunciano che
«le acque nel corso dei mesi estivi di quest´anno hanno raggiunto
livelli minimi di assoluta preoccupazione». Si ricorda come i comuni
rivieraschi trovano nel movimento turistico la principale fonte di
sostegno economico con i milioni di turisti annuali. La principale
risorsa di quest´area è il lago «per il binomio inscindibile
qualità/quantità delle sue acque. La attenta e gelosa custodia e
promozione della natura si associa, nelle preoccupazioni e nelle
iniziative della comunità gardesana, ad un recupero delle relazioni
storiche e culturali fra le diverse sponde. Appare sempre più evidente
la necessità - si afferma nel documento, - che nessun elemento sfugga
alla regia dei Comuni rivieraschi: pur considerando le diverse
responsabilità e i diversi ruoli connessi al tema della gestione della
risorsa acqua». I sindaci rivieraschi ritengono «di poter
legittimamente richiedere, a nome delle rispettive popolazioni, di
essere ufficialmente presenti là dove si assumono le decisioni relative
ai livelli delle acque del lago. In particolare chiedono di avere
formalmente interlocutore il Governo nazionale, con le autorità
regionali della Lombardia e del Veneto, e con le autorità provinciali
del Trentino, nonché con gli Enti preposti ali bacini del fiume Po e
del fiume Adige che, a seconda della stagione, utilizzano il lago di
Garda come bacino artificiale per esigenze di certo importanti, ma
estranee all´area gardesana. Nella consapevolezza degli enormi
interessi economici e sociali in gioco, i sindaci dei Comuni
rivieraschi del lago di Garda, si riservano di fare e di accogliere
proposte di contemperazione delle esigenze di tutti». Di qui la
richiesta al Governo per un intervento di coordinamento tra tutti i
soggetti coinvolti, sindaci rivieraschi in prima linea, visto che le
condizioni di emergenza di presentano ogni anno, con risultati
disastrosi per la salvaguardia dei livelli.
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