1 giugno 2005
CronacaRiva (pag.37)
Di questo passo alla fine di luglio si
arriverà al limite minino: 15 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera.
Allarme rosso e allora sì che la situazione sarà veramente molto preoccupante.
Ma siccome in certe situazione e in certi ambiti si può solo prevenire e risulta
difficile curare quando ormai la "malattia" è conclamata, la giunta Molinari
lancia l´allarme: il caldo di queste giorni, la mancanza di precipitazioni, un
inverno secco, stanno facendo soffrire tremendamente il lago di Garda il cui
livello si abbassa di giorno in giorno. Bisogna fare qualcosa, dice il sindaco e
in coro la giunta, a cominciare dall´assessore all´ambiente (ed ex primo
cittadino) Paolo Matteotti. E per questo dalla prima riunione ufficiale della
nuova legislatura è scaturita la volontà di investire del problema i massimi
livelli provinciali. Detto, fatto.
Ieri Molinari e Matteotti hanno inviato un
«telegramma allarmato» all´assessore all´ambiente Mauro Gilmozzi e a quello alle
opere pubbliche e protezione civile Silvano Grisenti. Chiedendo in buona
sostanza di attivarsi presso gli organi competenti limitrofi (Regione Lombardia,
Aipo, Comunità del Garda, Autorità di Bacino del Po) per fare di concerto
qualcosa. Ma cosa? «Si può pensare ad esempio - osserva il neo assessore
all´ambiente Paolo Matteotti - a diminuire la portata d´uscita dallo sbarramento
artificiale di Salionze». Oltre guarda lo stesso Molinari: «È forse necessaria
una rivoluzione colturale, oltre che culturale, nei sistemi di irrigazione della
Mantovana». Dopodiché, per l´immediato, bisogna confidare in Giove Pluvio anche
se il rovescio della medaglia è che 15-20 giorni di pioggia (tanti ne sono
necessari per rimettere le cose a posto) segnerebbero profondamente la stagione
turistica gardesana.
Oggi, 1° giugno 2005, la situazione è anche peggiore di
due anni fa, inizio della torrida estate del 2003 che segnò con lutti profondi
buona parte dell´Europa. I dati non mentono e non possono nascondere la realtà
del fatti. Il 1° giugno di due anni fa il livello del Garda era di 82 centimetri
sopra lo zero idrometrico di Peschiera; alle 6.30 di ieri era attestato a quota
76,8, cinque metri e poco più meno del 2003. E molto lontano dalla situazione
ottimale dell´anno scorso quando, sempre il 1° giugno, si era sul metro e 30
centimetri. Per Vicenzo Ceschini, vicepresidente della Comunità del Garda, oggi
la situazione non è comunque allarmante: «Certo, se le condizioni ambientali non
muteranno - afferma Ceschini - alla fine di luglio il Garda entrerà in crisi». E
di riflesso inevitabile anche le campagne del mantovano. Il livello massimo
estivo dovrebbe essere di 135 centimetri (da maggio ad agosto), quello medio di
poco superiore al metro. «All´appello - prosegue Ceschini - mancano una
quarantina di centimetri». Il che significa qualcosa come 144 milioni di metri
cubi d´acqua, considerato che ogni centimetro equivale a 3 milioni 600 mila
metri cubi d´acqua. E in conclusione di tutto bisogna considerare che i prelievi
sono scesi a 30 metri cubi al secondo quando nel mantovano avrebbero diritto in
questo momento ad un prelievo di 80 metri cubi al secondo. Pericoli immediati
per la fauna ittica? Per pesci come coregone e persico no, visto che depongono
le uova in acque profonde. Sì invece per le aole (specie comunque sempre più in
estinzione) che le uova le depongono a profondità minori: l´abbassamento e il
surriscaldamento delle acque del lago possono "bruciare" le
uova.
P.L.
Utenti abilitati