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1 giugno 2005

last modified 2007-06-08 13:50

CronacaRiva (pag.37)


Di questo passo alla fine di luglio si arriverà al limite minino: 15 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera. Allarme rosso e allora sì che la situazione sarà veramente molto preoccupante. Ma siccome in certe situazione e in certi ambiti si può solo prevenire e risulta difficile curare quando ormai la "malattia" è conclamata, la giunta Molinari lancia l´allarme: il caldo di queste giorni, la mancanza di precipitazioni, un inverno secco, stanno facendo soffrire tremendamente il lago di Garda il cui livello si abbassa di giorno in giorno. Bisogna fare qualcosa, dice il sindaco e in coro la giunta, a cominciare dall´assessore all´ambiente (ed ex primo cittadino) Paolo Matteotti. E per questo dalla prima riunione ufficiale della nuova legislatura è scaturita la volontà di investire del problema i massimi livelli provinciali. Detto, fatto.
Ieri Molinari e Matteotti hanno inviato un «telegramma allarmato» all´assessore all´ambiente Mauro Gilmozzi e a quello alle opere pubbliche e protezione civile Silvano Grisenti. Chiedendo in buona sostanza di attivarsi presso gli organi competenti limitrofi (Regione Lombardia, Aipo, Comunità del Garda, Autorità di Bacino del Po) per fare di concerto qualcosa. Ma cosa? «Si può pensare ad esempio - osserva il neo assessore all´ambiente Paolo Matteotti - a diminuire la portata d´uscita dallo sbarramento artificiale di Salionze». Oltre guarda lo stesso Molinari: «È forse necessaria una rivoluzione colturale, oltre che culturale, nei sistemi di irrigazione della Mantovana». Dopodiché, per l´immediato, bisogna confidare in Giove Pluvio anche se il rovescio della medaglia è che 15-20 giorni di pioggia (tanti ne sono necessari per rimettere le cose a posto) segnerebbero profondamente la stagione turistica gardesana.
Oggi, 1° giugno 2005, la situazione è anche peggiore di due anni fa, inizio della torrida estate del 2003 che segnò con lutti profondi buona parte dell´Europa. I dati non mentono e non possono nascondere la realtà del fatti. Il 1° giugno di due anni fa il livello del Garda era di 82 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera; alle 6.30 di ieri era attestato a quota 76,8, cinque metri e poco più meno del 2003. E molto lontano dalla situazione ottimale dell´anno scorso quando, sempre il 1° giugno, si era sul metro e 30 centimetri. Per Vicenzo Ceschini, vicepresidente della Comunità del Garda, oggi la situazione non è comunque allarmante: «Certo, se le condizioni ambientali non muteranno - afferma Ceschini - alla fine di luglio il Garda entrerà in crisi». E di riflesso inevitabile anche le campagne del mantovano. Il livello massimo estivo dovrebbe essere di 135 centimetri (da maggio ad agosto), quello medio di poco superiore al metro. «All´appello - prosegue Ceschini - mancano una quarantina di centimetri». Il che significa qualcosa come 144 milioni di metri cubi d´acqua, considerato che ogni centimetro equivale a 3 milioni 600 mila metri cubi d´acqua. E in conclusione di tutto bisogna considerare che i prelievi sono scesi a 30 metri cubi al secondo quando nel mantovano avrebbero diritto in questo momento ad un prelievo di 80 metri cubi al secondo. Pericoli immediati per la fauna ittica? Per pesci come coregone e persico no, visto che depongono le uova in acque profonde. Sì invece per le aole (specie comunque sempre più in estinzione) che le uova le depongono a profondità minori: l´abbassamento e il surriscaldamento delle acque del lago possono "bruciare" le uova.
P.L.

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