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23 ottobre 2004

last modified 2007-06-08 13:50

Riva (pag.38)

Per il consigliere comunale è «venuto il momento di ribellarsi. Basta subire il monopolio politico di pochi imprenditori»
«No alla politica dell´improvvisazione e degli affari»
Frizzi e la «querelle» sulla dislocazione del Palazzetto: «Ennesimo dietrofront politico»

La decisione della giunta rivana di spingere nella direzione «Baltera» per la soluzione del problema del Palazzetto dello Sport sta sollevando numerose polemiche, soprattutto da parte delle opposizioni. Secondo Rocco Frizzi, consigliere comunale de «L´Ora-Rifondazione Comunista», «il documento non fa altro che confermare una voce che già circolava, l´ennesimo dietrofront politico, il continuo prendere per i fondelli tutti i cittadini del C9. È pietoso il tentativo della giunta di convincere che la Baltera, quale destinazione per il palazzetto dello sport, sia migliore dell´area Rigotti. A qualcuno la cosa non piace. Incredibile - incalza Frizzi - abbiamo ancora da digerire il modo machiavellico usato per realizzare il padiglione C che oggi vogliono ripetere l´operazione. Il padiglione C è stato costruito su area artigianale grazie alle autorizzazioni per uso strettamente polivalente, ovvero doveva ospitare oltre alle fiere anche eventi sportivi o culturali. L´amministrazione comunale, azionista maggioritaria, si dimenticò di concordare l´uso gratuito per simili eventi, morale la società avrebbe affittato gli spazi a prezzo di mercato, quindi un campionato di basket sarebbe costato all´incirca 700 milioni (vecchie lire) l´anno.
Un disciplinare firmato da tutti i sindaci del C9 - ricorda Frizzi - stabiliva modalità e mezzi per la gestione comune del nuovo palazzetto. Per la prima volta i consigli comunali di Riva e Arco votavano insieme le varianti di PRG. Per la prima volta si intravedeva l´inizio di una politica dedicata allo sport.
«Hanno motivato che portandolo alla Baltera si avrebbe la partecipazione nei costi di gestione e della struttura della società che si occupa di fiere. Dimenticando di dire che i finanziamenti questa società li prende dalla Provincia, quindi soldi pubblici, gli stessi che prenderebbero i comuni e non solo, visto che nel caso del Palarigotti l´opera è intercomunale, grazie al protocollo 13 la copertura del finanziamento provinciale sarebbe del 95%, quindi niente scuse. Hanno detto dobbiamo evitare sperperi di terreno, niente cementificazioni, senza dire che oggi l´area non è più agricola e quindi edificabile. Tuteliamo il sacro tesoro delle fiere, concediamo loro l´ennesimo palazzo polivalente, pensiamo all´indotto - polemizza il consigliere comunale - Qualche "utile idiota" ha detto persino che è perfetta l´intesa fiere-turismo, fiere-cultura, fiere-sport e così a Riva vogliono fare un teatro polivalente ad uso fieristico, un palazzetto dello sport ad uso fieristico, gli alberghi principali diventando grossi contenitori fieristici, trasformeranno la Miralago ad uso fieristico-sociale e chissà cos´altro inventeranno.
E´ mai possibile che Riva debba ormai convivere solo con l´assurdo connubio fieristico-nonsochè? Quale politica dello sport, della cultura, del sociale, del turismo, dell´economia, dell´ambiente si potrà mai fare a Riva del Garda?
«Questo scritto - conclude Frizzi - oltre a essere rivolto a tutti i cittadini del C9 chiedendo di ribellarsi lo rivolgo anche a tutti quegli imprenditori, commercianti, albergatori, artigiani che stanno subendo passivamente e in silenzio il monopolio politico di pochi imprenditori (soprannominati dai rivani ”mani sulla città” o “cupola rivana”) inseriti all´interno delle società pubbliche che condizionano negativamente lo sviluppo dell´intera Busa, fossilizzati su investimenti che danno loro un immediato tornaconto portando l´economia rivana lentamente in un vicolo cieco. Blocchiamo la politica dell´improvvisazione, la politica degli affari, abbiamo altri tesori da valorizzare, altre strutture da conservare, altre strade per creare nuovi indotti. La riapertura della Ponale è un piccolo ma cospicuo esempio».

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