23 ottobre 2004
Riva (pag.38)
Per il consigliere comunale è
«venuto il momento di ribellarsi. Basta subire il monopolio politico di pochi
imprenditori»
«No alla politica dell´improvvisazione e degli
affari»
Frizzi e la «querelle» sulla dislocazione del Palazzetto: «Ennesimo
dietrofront politico»
La decisione della giunta rivana di
spingere nella direzione «Baltera» per la soluzione del problema del Palazzetto
dello Sport sta sollevando numerose polemiche, soprattutto da parte delle
opposizioni. Secondo Rocco Frizzi, consigliere comunale de «L´Ora-Rifondazione
Comunista», «il documento non fa altro che confermare una voce che già
circolava, l´ennesimo dietrofront politico, il continuo prendere per i fondelli
tutti i cittadini del C9. È pietoso il tentativo della giunta di convincere che
la Baltera, quale destinazione per il palazzetto dello sport, sia migliore
dell´area Rigotti. A qualcuno la cosa non piace. Incredibile - incalza Frizzi -
abbiamo ancora da digerire il modo machiavellico usato per realizzare il
padiglione C che oggi vogliono ripetere l´operazione. Il padiglione C è stato
costruito su area artigianale grazie alle autorizzazioni per uso strettamente
polivalente, ovvero doveva ospitare oltre alle fiere anche eventi sportivi o
culturali. L´amministrazione comunale, azionista maggioritaria, si dimenticò di
concordare l´uso gratuito per simili eventi, morale la società avrebbe affittato
gli spazi a prezzo di mercato, quindi un campionato di basket sarebbe costato
all´incirca 700 milioni (vecchie lire) l´anno.
Un disciplinare firmato da
tutti i sindaci del C9 - ricorda Frizzi - stabiliva modalità e mezzi per la
gestione comune del nuovo palazzetto. Per la prima volta i consigli comunali di
Riva e Arco votavano insieme le varianti di PRG. Per la prima volta si
intravedeva l´inizio di una politica dedicata allo sport.
«Hanno motivato che
portandolo alla Baltera si avrebbe la partecipazione nei costi di gestione e
della struttura della società che si occupa di fiere. Dimenticando di dire che i
finanziamenti questa società li prende dalla Provincia, quindi soldi pubblici,
gli stessi che prenderebbero i comuni e non solo, visto che nel caso del
Palarigotti l´opera è intercomunale, grazie al protocollo 13 la copertura del
finanziamento provinciale sarebbe del 95%, quindi niente scuse. Hanno detto
dobbiamo evitare sperperi di terreno, niente cementificazioni, senza dire che
oggi l´area non è più agricola e quindi edificabile. Tuteliamo il sacro tesoro
delle fiere, concediamo loro l´ennesimo palazzo polivalente, pensiamo
all´indotto - polemizza il consigliere comunale - Qualche "utile idiota" ha
detto persino che è perfetta l´intesa fiere-turismo, fiere-cultura, fiere-sport
e così a Riva vogliono fare un teatro polivalente ad uso fieristico, un
palazzetto dello sport ad uso fieristico, gli alberghi principali diventando
grossi contenitori fieristici, trasformeranno la Miralago ad uso
fieristico-sociale e chissà cos´altro inventeranno.
E´ mai possibile che Riva
debba ormai convivere solo con l´assurdo connubio fieristico-nonsochè? Quale
politica dello sport, della cultura, del sociale, del turismo, dell´economia,
dell´ambiente si potrà mai fare a Riva del Garda?
«Questo scritto - conclude
Frizzi - oltre a essere rivolto a tutti i cittadini del C9 chiedendo di
ribellarsi lo rivolgo anche a tutti quegli imprenditori, commercianti,
albergatori, artigiani che stanno subendo passivamente e in silenzio il
monopolio politico di pochi imprenditori (soprannominati dai rivani ”mani sulla
città” o “cupola rivana”) inseriti all´interno delle società pubbliche che
condizionano negativamente lo sviluppo dell´intera Busa, fossilizzati su
investimenti che danno loro un immediato tornaconto portando l´economia rivana
lentamente in un vicolo cieco. Blocchiamo la politica dell´improvvisazione, la
politica degli affari, abbiamo altri tesori da valorizzare, altre strutture da
conservare, altre strade per creare nuovi indotti. La riapertura della Ponale è
un piccolo ma cospicuo esempio».
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