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12 ottobre 2004

last modified 2007-06-08 13:49

Riva (pag.38)

La «vergogna infinita» del Palagarda
Piove negli spogliatoi
Condensa sul parquet

Finché a lamentarsene sono gli organi della società rivana o gli addetti ai lavori del Gs Riva è un conto, ormai ci sono abituati, quando invece cominciano a sentirsi mugugni anche da parte di avversari e "ospiti occasionali", la faccenda si complica ulteriormente. L´argomento della discussione è sempre lo stesso, non potrebbe essere altrimenti: le condizioni del Palagarda, struttura ormai "provvisoria" da circa 7 anni. Domenica pomeriggio era ospite in riva al lago Castelletto Ticino, guidata in panchina da una colonna del basket italiano, "Meo" Sacchetti", con in campo giocatori del calibro di Rusconi e Portaluppi, reduci da una quasi ventennale carriera ai massimi livelli. Si sono lamentati, scandalizzati dalle condizioni in cui hanno dovuto giocare, anche se avendo perso la partita c´è qualche sospetto che a qualcosa dovessero pur attaccarsi. Perché dopotutto le difficoltà le hanno incontrate entrambe le squadre: il parquet era pericolosamente ricoperto da una pellicola di umidità che lo rendeva così assai scivoloso, a causa della condensa. Si saranno pur (giustamente o meno) lamentati gli avversari, ma la realtà è che a questi problemi la società rivana deve far fronte quasi tutti i giorni, come ci ricorda il presidente Bruno Santi. «Le condizioni in cui si è giocato erano sì cattive ma attribuire le colpe della sconfitta al campo mi è sembrato eccessivo, avessero vinto la partita avrebbe detto qualcosa? Per quanto riguarda la condensa noi possiamo farci poco, le abbiamo provate tutte: è un problema limitato a questo periodo dell´anno, nei mesi in cui è acceso il riscaldamento non abbiamo mai avuto guai. Domenica il riscaldamento lo volevamo avviare già prima della partita, il cruccio è che non funzionava ed i tecnici sono riusciti a farlo partire solo nel secondo tempo. Che fare? Magari il Comune potrebbe prestarci una di quelle macchinette che soffiano le foglie sulle strade, per tenere asciutto il campo, anche se fanno una puzza insopportabile! Ormai posso solo scherzare su questo argomento, sono rassegnato al fatto che a Riva quando si farà ( se mai si farà) il palazzetto non ci sarà più una squadra in B1». Santi è sconsolato, il problema della condensa per lui è una goccia in un mare di guai: «Ci abbiamo fatto il callo a queste cose, sono sette anni che conviviamo con questi problemi. In estate sono stati eseguiti lavori di sistemazione al parquet e la ditta incaricata ci ha trovato sotto decine di topi morti, animali che, tra l´altro, di frequente si divertono a rosicchiare i cavi delle strumentazioni. Nelle giornate di pioggia come domenica i servizi si allagano irrimediabilmente ed in alcuni punti del tendone, tipo alla cassa, piove visto che il "tetto" con il caldo estivo si dilata e tende a rompersi."
A risposta del presidente Santi le parole dell´assessore Marco Tanas, che come già fatto due mesi fa in sede di presentazione ha assicurato importanti cambiamenti: «Possiamo affermare con fermezza che il palazzetto nell´Alto Garda è stato inserito dalla Provincia come struttura finanziabile per la primavera del 2005. A Trento attendono da noi solo la disponibilità dei due comuni ed il luogo in cui si ritiene più opportuno costruire; con Arco siamo già d´accordo che spediremo la richiesta, il treno del finanziamento non va assolutamente fatto scappare (allora assessore, occorre salirci su questo treno, altrimenti chissà quando passa il prossimo, ndr). Le nostre discussioni in sede di consiglio comunale riguardano ora il luogo in cui destinare il palazzo, ed a questo riguardo stiamo valutando costi di gestione, dettagli tecnici ed altro; al momento è comunque deciso che si costruirà al posto dell´attuale Palagarda. Purtroppo abbiamo avuto notizia dei problemi che la società sta incontrando; noi già in estate abbiamo cercato di dare una mano con dei lavori ma sono sempre e solo "pezze". Ed è anche inutile sperperare denaro adesso che sappiamo che costruiremo il palazzetto».
L´augurio è che sia veramente così: non è il basket che ha bisogno di una nuova casa ma un´intera comunità che merita di poter disporre di una struttura adeguata alle esigenze di una zona in cui molte iniziative hanno necessità di un luogo dove esprimersi.
A.M.

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