12 ottobre 2004
Riva (pag.38)
La «vergogna infinita» del
Palagarda
Piove negli spogliatoi
Condensa sul parquet
Finché a lamentarsene sono gli organi
della società rivana o gli addetti ai lavori del Gs Riva è un conto, ormai ci
sono abituati, quando invece cominciano a sentirsi mugugni anche da parte di
avversari e "ospiti occasionali", la faccenda si complica ulteriormente.
L´argomento della discussione è sempre lo stesso, non potrebbe essere
altrimenti: le condizioni del Palagarda, struttura ormai "provvisoria" da circa
7 anni. Domenica pomeriggio era ospite in riva al lago Castelletto Ticino,
guidata in panchina da una colonna del basket italiano, "Meo" Sacchetti", con in
campo giocatori del calibro di Rusconi e Portaluppi, reduci da una quasi
ventennale carriera ai massimi livelli. Si sono lamentati, scandalizzati dalle
condizioni in cui hanno dovuto giocare, anche se avendo perso la partita c´è
qualche sospetto che a qualcosa dovessero pur attaccarsi. Perché dopotutto le
difficoltà le hanno incontrate entrambe le squadre: il parquet era
pericolosamente ricoperto da una pellicola di umidità che lo rendeva così assai
scivoloso, a causa della condensa. Si saranno pur (giustamente o meno) lamentati
gli avversari, ma la realtà è che a questi problemi la società rivana deve far
fronte quasi tutti i giorni, come ci ricorda il presidente Bruno Santi. «Le
condizioni in cui si è giocato erano sì cattive ma attribuire le colpe della
sconfitta al campo mi è sembrato eccessivo, avessero vinto la partita avrebbe
detto qualcosa? Per quanto riguarda la condensa noi possiamo farci poco, le
abbiamo provate tutte: è un problema limitato a questo periodo dell´anno, nei
mesi in cui è acceso il riscaldamento non abbiamo mai avuto guai. Domenica il
riscaldamento lo volevamo avviare già prima della partita, il cruccio è che non
funzionava ed i tecnici sono riusciti a farlo partire solo nel secondo tempo.
Che fare? Magari il Comune potrebbe prestarci una di quelle macchinette che
soffiano le foglie sulle strade, per tenere asciutto il campo, anche se fanno
una puzza insopportabile! Ormai posso solo scherzare su questo argomento, sono
rassegnato al fatto che a Riva quando si farà ( se mai si farà) il palazzetto
non ci sarà più una squadra in B1». Santi è sconsolato, il problema della
condensa per lui è una goccia in un mare di guai: «Ci abbiamo fatto il callo a
queste cose, sono sette anni che conviviamo con questi problemi. In estate sono
stati eseguiti lavori di sistemazione al parquet e la ditta incaricata ci ha
trovato sotto decine di topi morti, animali che, tra l´altro, di frequente si
divertono a rosicchiare i cavi delle strumentazioni. Nelle giornate di pioggia
come domenica i servizi si allagano irrimediabilmente ed in alcuni punti del
tendone, tipo alla cassa, piove visto che il "tetto" con il caldo estivo si
dilata e tende a rompersi."
A risposta del presidente Santi le parole
dell´assessore Marco Tanas, che come già fatto due mesi fa in sede di
presentazione ha assicurato importanti cambiamenti: «Possiamo affermare con
fermezza che il palazzetto nell´Alto Garda è stato inserito dalla Provincia come
struttura finanziabile per la primavera del 2005. A Trento attendono da noi solo
la disponibilità dei due comuni ed il luogo in cui si ritiene più opportuno
costruire; con Arco siamo già d´accordo che spediremo la richiesta, il treno del
finanziamento non va assolutamente fatto scappare (allora assessore, occorre
salirci su questo treno, altrimenti chissà quando passa il prossimo, ndr). Le
nostre discussioni in sede di consiglio comunale riguardano ora il luogo in cui
destinare il palazzo, ed a questo riguardo stiamo valutando costi di gestione,
dettagli tecnici ed altro; al momento è comunque deciso che si costruirà al
posto dell´attuale Palagarda. Purtroppo abbiamo avuto notizia dei problemi che
la società sta incontrando; noi già in estate abbiamo cercato di dare una mano
con dei lavori ma sono sempre e solo "pezze". Ed è anche inutile sperperare
denaro adesso che sappiamo che costruiremo il palazzetto».
L´augurio è che
sia veramente così: non è il basket che ha bisogno di una nuova casa ma
un´intera comunità che merita di poter disporre di una struttura adeguata alle
esigenze di una zona in cui molte iniziative hanno necessità di un luogo dove
esprimersi.
A.M.
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