3 novembre 2004
Riva (pag.36)
Mentre Riva e Arco (con la spinta
della Provincia) cercano di chiudere per la soluzione Baltera, la polemica
politica non si placa
«Sul Palazzetto un voltafaccia indecoroso»
L´attacco
di Pietro Matteotti: «Qualche assessore locale spera che Riva
retroceda...»
La querelle sul palazzetto dello sport
è sempre tra i primissimi argomenti del dibattito politico cittadino. Riva e
Trento spingono affinché la sede della nuova struttura sia alla Baltera, Arco si
sta pian pianino adeguando. Ma per l´ex vicesindaco Pietro Matteotti la
posizione assunta dall´attuale amministrazione rivana è solo un «voltafaccia
indecoroso».
«Il palazzetto dello Sport - osserva Matteotti - è una struttura
sovraccomunale che manca nel nostro Comprensorio e solo in quello. Il C9 non può
restare l´unico Comprensorio in provincia di Trento in termini di strutture
mancanti. L´Alto Garda merita la serie A, e ci potrebbe arrivare se ci fossero
una palazzetto adeguato e altri sponsor oltre allo sponsor principale il Garda
Cartiere senza il quale non ci sarebbero nemmeno stati i 6 anni in B Eccellenza.
Gli amministratori ed i politici devono capire questa esigenza, guardare al
futuro, pensare in termini positivi e passare dall´attuale posizione di stallo
ad una di convinto impegno. Tutta la Comunità dell´Alto Garda chieda questa
struttura polivalente indispensabile che, come il PalaGhiaie o il PalaOnda,
possa all´occorrenza ospitare anche i concerti di De Gregori o Roberto
Vecchioni».
«Una squadra e una società esemplari, con i bilanci in ordine e
che si trova di fronte un muro di gomma che "agisce" al rallentatore. Di sicuro
- sibila Matteotti - qualche assessore locale sta sperando che la squadra
retroceda, per non sentire più parlare in termini di assoluta urgenza del
problema, in modo da rallentare la soluzione. È un vecchio
trucco».
«L´accordo con Arco era stato siglato dalla precedente
amministrazione, la doppia variante urbanistica è stata portata a casa ed a
tutti gli effetti l´area ex Rigotti oggi ha una destinazione sportiva sia nel
Prg di Riva che in quello di Arco: il palazzetto (costo complessivo 13 milioni
di euro) era previsto di comune accordo parte su terreno di Riva parte su
terreno di Arco in una zona servita da infrastrutture viabili presenti e in
progetto, con una seria ipotesi gestionale e prospettiva. Caratteristiche,
tipologie, costi del progetto di fattibilità erano stati accettati ed approvati
dai rispettivi Consigli comunali - ricorda l´ex vicesindaco. - Nella primavera
2003 la prima parte dell´iter era stata compiuta (l´accordo Riva-Arco per
finanziare la realizzazione al netto del contributo provinciale, l´accordo con
tutti i comuni del C9 per partecipare alle spese di gestione, Consigli comunali,
la doppia variante urbanistica con prima adozione, osservazioni, seconda
adozione, approvazione Provincia). Il 3 febbraio 2003 trasmettevo come
vicesindaco reggente una lettera sottoscritta con il sindaco di Arco Veronesi in
cui si chiedeva alla Provincia il finanziamento dell´opera sulla base di uno
studio di fattibilità predisposto dalle due amministrazioni come da accordi con
la Provincia. Con il cambio di amministrazione a Riva, la seconda parte
dell´iter (acquisto o esproprio area, progetti, finanziamento, autorizzazioni,
appalto, esecuzione lavori, collaudo e agibilità) si è fermata e per il
palazzetto polivalente il futuro si è fatto buio. È indecente - attacca ancora
Pietro Matteotti - che una realtà come l´Alto Garda non abbia questa struttura
polivalente. Si stanno solo fermando una dopo l´altra una serie di opere che
nella precedente amministrazione erano state approvate anche con il voto
favorevole degli assessori di allora che sono anche oggi (ancora per pochi mesi
) assessori. Un voto double face. Un voltafaccia indecoroso, tenuto sotto
traccia, il più riservato possibile».
Nella bozza del patto d´Area trasmessa
da Riva agli altri Comuni del C9, si parla di palazzetto che dall´area Rigotti
passa alla Baltera, proprio dove Arco aveva dichiarato di non essere
assolutamente d´accordo: si parla di risparmio di territorio agricolo e di
riduzione di costi di gestione. Matteotti pone alcune domande.
«1) Ci si
rende conto che avendo fatto doppia variante urbanistica, il terreno alla ex
Rigotti è passato da agricolo a edificabile per infrastrutture pubbliche, e che
quindi in ogni caso agricolo non tornerà più, e che vi sono sentenze di Tar e
Consiglio di Stato che danno ragione ai proprietari contro gli enti pubblici
interessati?
2) Per una stagione nel padiglione "C" (nove mesi tra
allenamenti settimanali e partite), Palacongressi aveva con il suo direttore
quantificato (in data 28 luglio 2000) l´onere finanziario in 707 milioni di
lire, diciamo 360 mila euro.
Premesso che nel periodo dell´ Expo Schuh di
gennaio la squadra di basket dovrebbe chiedere un doppio turno fuori casa -
osserva Matteotti - chi mette nero su bianco che i costi di gestione rimangono
in capo all´ente fiera e che nessuno chiederà affitti né al Comune di Riva né
alla squadra di basket? Con una firma, posso anche accettare che il Palazzetto
emigri di nuovo alla Baltera da dove era partito con buona pace di
sovraccomunalità della struttura e di terzo polo urbano. Quando si dice che la
struttura si pagherebbe con una fiera o i costi di gestione sarebbero in carico
all´Ente Fiera, si intende che per il Comune di Riva e per la squadra di basket
il costo di affitto su base annua è zero? All´Ente Fiera sono tutti d´accordo?
Più i patti sono chiari, meglio è. Ma il nocciolo della questione è questo ed è
su questo che spettiamo risposte chiare».
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