4 novembre 2004
Riva (pag.38)
Dopo il vertice di martedì sera tra giunta comunale
Dopo il vertice di martedì sera tra
giunta comunale e il governatore trentino Lorenzo Dellai, il pallino e
l´attenzione ora si spostano sulle prossime mosse dell´esecutivo guidato da
Paolo Matteotti. Il presidente della Provincia è stato chiaro: soldi in cassa ce
ne sono sempre meno ma siamo pronti ad investire sui progetti rivani, certo è
che anche il Comune deve fare la sua parte. Quindi, metterci un numero
consistente di milioni di euro. Problema: dove li va a prendere questi soldi il
Comune di Riva e la partecipata Lido spa? Mettendo sul mercato parte del proprio
patrimonio immobiliare, come in buona sostanza ha fatto intendere chiaramente lo
stesso sindaco Matteotti.
Quindi vendere. Ma cosa vendere? Qui il problema
diventa in parte anche politico. Nel senso che il sindaco, parte della
Margherita e la sinistra sono contrari all´ipotesi vendita dell´Hotel Lido («Per
me è una questione definita» fa sapere Paolo Matteotti); viceversa un partner
forte come Riva Domani (a cominciare da Enzo Bassetti) e anche alcune anime
della stessa civica di governo appoggiano questa soluzione se finalizzata a
raccogliere risorse da investire ad esempio sulla Miralago o sulla realizzazione
del teatro. Per questo il problema diventa anche politico e tutto di marca
rivana.
Fermo restando che Palazzo Lutti-Salvadori o il Municipio non si
toccano, non è che nel patrimonio immobiliare del Comune abbondino beni
appetibili dal mercato. La prima ipotesi più concreta, confermata ieri dallo
stesso sindaco, è quella di vendere il campeggio del Brione con annessa casa
colonica, oggi gestito dalla Gts. Valutazioni sommarie, considerando però
l´handicap della distanza dal lago a differenza di altre strutture analoghe in
fascia-lago, fissano il valore di mercato in una somma indicativa che varia dai
3 ai 5 milioni di euro. C´è poi la gelateria di Punta Lido che potrebbe portare
poco meno di un altro milione di euro. In fatto di dismissioni, una soluzione
logica, che riguarda però la Provincia, è la vendita delle due case cantoniere
presenti sul territorio comunale di Riva, quella verso Limone e quella al Rione
Degasperi. Ma da questo orecchio la Provincia pare sentirci poco.
In Comune
però si fa avanti un´altra ipotesi, per certi versi suggestiva. Vendere o più
probabilmente alienare parte di Palazzo S. Francesco, un´operazione che
consentirebbe di ricavare un cospicuo gruzzolo di soldini. Il presupposto
fondamentale però è il mantenimento di alcuni spazi a favore della collettività
e soprattutto quello dell´accesso allo storico e suggestivo chiosco centrale,
oggi abbandonato a sé stesso. L´ipotesi è tutt´altro che peregrina e a palazzo
c´è già chi ci sta pensando. «Ovvio che dovremo fare uno screening preciso dei
beni patrimoniali e di cosa è possibile o conveniente alienare - osserva il
sindaco - Ed è un´operazione che dovremo fare in tempi relativamente brevi». In
Comune non vogliono invece sentir parlare di alienazione della Colonia Miralago,
di proprietà della Provincia e punto sul quale qualche dubbio trentino ancora
persiste.
Non sembrano esservi dubbi invece da parte del presidente Dellai
sulla collocazione del nuovo palazzetto dello sport. Nel comunicato stampa
congiunto Provincia-Comune inviato ieri pomeriggio, si scrive testualmente: «Tra
le soluzioni prioritarie per trovare strumenti finanziari nuovi e per articolare
in maniera nuova ancne l´intervento finanziario dell´ente pubblico vi è il
riordino delle società per arrivare ad una società pubblica che sia proprietaria
degli immobili del comparto fieristico-congressuale mentre al privato toccherà
la gestione. In questa direzione - ha detto Dellai - alla Provincia sta bene che
il teatro trovi spazio dentro il nuovo Palazzo dei Congressi e sta bene che il
nuovo polo sportivo trovi spazi dentro la rinnovata area della Baltera». Messo
nero su bianco per la prima volta. A Riva ne sono convinti. Ad Arco si stanno
convincendo. Del resto tra qualche mese ci sono le
elezioni...
P.L.
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