novembre 2004
La Ponale fa il pieno
Quello che oggi è diventato il sentiero del Ponale è un percorso frequentato da centinaia di persone ogni giorno, soprattutto abitanti di Riva del Garda che in questi tre mesi di apertura si sono lentamente riappropriati della Ponale. E il Comitato Giacomo Cis, che ha in gestione l’opera, pensa già ad ampliamenti futuri.
È frequentissimo passeggiare sulla Ponale e incontrare famiglie intere, con bambini e cani al guinzaglio, che camminano lungo il sentiero predisposto dal Servizio Ripristino provinciale, curiosando gli inattesi scorci sul blu del lago e le tracce delle fortificazioni della prima guerra mondiale. "Siamo stupiti ma soddisfatti di questa riscoperta della Ponale da parte dei rivani – ha commentato il sindaco Paolo Matteotti – che ormai la considerano la propria passeggiata: la città è finalmente ridiventata proprietaria di uno spazio rimasto chiuso troppo a lungo. Probabilmente anche questo inverno, grazie al nostro clima gradevole, il sentiero sarà frequentatissimo, soprattutto dai pedoni, più che dai bikers".
Un risultato che stupisce anche il Comitato Giacomo Cis: "Mentre era prevedibile che il sentiero costituisse un eccezionale appeal per gli appassionati di bici, ciò che non avevamo assolutamente previsto era una presenza così massiccia di pedoni – è stato il commento del presidente, Fabrizio Di Stasio – Sicuramente questo, che di per sé è un ottimo risultato, comporta un problema di convivenza che pur essendo sentito, ritengo non sia così pressante: durante l’estate ho percorso la Ponale tutti i giorni e non mi sono mai trovato di fronte a situazioni di pericolo. In ogni modo, per cercare evitare ogni possibile rischio, come Comitato abbiamo deciso di introdurre rallentamenti per le biciclette, in particolare nei punti dove i bikers tagliano le curve o fanno dei salti sfruttando i dossi è nostra intenzione aggiungere dei dissuasori di velocità, magari utilizzando delle piante, per obbligarli su percorsi definiti, pieni di curve".
Sono già alcune settimane che il Comitato Giacomo Cis ha affidato l’incarico di manutenzione del sentiero a una persona che opera da anni nel settore: "Si tratta di Francesco Brancaccio – ha proseguito Di Stasio – finora si è già recato alcune volte lungo il percorso e non ha riferito di nessuna problematica particolare, anche se forse è un po’ presto per capire quali sono gli interventi necessari. Senza considerare che la Ponale necessita di pochissima manutenzione visto che vogliamo rinaturalizzarla. Forse le uniche segnalazioni possono riguardare il fondo stradale, che ha poca tenuta a causa della scarsa qualità del materiale impiegato, e le canalette di scolo che spesso anche i bikers aiutano ad ostruire per avere un fondo più scorrevole. Unica nota stonata sono i lavori di sbarramento di alcuni accessi a fortificazioni, sfuggiti al primo intervento: se non vi è nulla da dire sui criteri adottati per lo sbarramento degli accessi alla Tagliata e ai camminamenti in roccia, questa seconda tranches di lavori sembra avere una regia meno attenta. Basti pensare alle chiusura dell’accesso alla cisterna dello Sperone, dove è stato demolito un muretto che impediva all’acqua del troppo pieno di riversarsi sulla strada, ed è stata costruita una cancellata con tettuccio; mi auguro che il problema venga risolto a breve".
Tra le prospettive future quella di realizzare un anello di congiunzione tra la Ponale e il porto: "Abbiamo già chiesto e ci piacerebbe ottenere la parte di Gardesana dismessa che va da Riva fino allo Sperone – sono state le conclusioni del presidente – si tratta di alcune gallerie peraltro già a posto. Questo tratto si presterebbe in maniera eccellente ad una serie di usi che vanno la di là della cilcabile per lo Sperone o l’accesso alla tagliata, in quanto potrebbe essere utilizzato per spostare alcune manifestazioni in un contesto assolutamente suggestivo e che non trasmetterebbe i rumori alla città dormiente. Se poi si riuscisse a ripristinare anche il tratto franato fino al porto del Ponale e ricavare un anello che da Riva, passando per lo sperone, arrivi al porto del Ponale per poi salire al ponte di Pregasina, sarebbe perfetto, tanto più se consideriamo che entro l’anno prossimo Molina dovrebbe concludere anche la sua ciclabile a partire proprio dal ponte di Pregasina".
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