10 febbraio 2005
CronacaRiva (pag.38)
E il Comitato «Giacomo Cis»
propone alcuni interventi di miglioramento
Ponale, un successo
annunciato
Trascorsi più di sei mesi dal giorno
della riapertura della vecchia Ponale, il Comitato «Giacomo Cis» ha fatto un
bilancio della situazione e senza tema di smentita afferma che «si è trattato di
un successo enorme che ci riempie di gioia - scrive in una nota il presidente
Bicio Di Stasio - Gli sforzi ed il lavoro sono stati ampiamente ripagati da un
gradimento che è andato oltre alle più rosee aspettative. Soprattutto vi è stata
una inattesa fruizione da parte di utenti pedoni. Infatti - prosegue Di Stasio -
noi sapevamo che la Ponale sarebbe stata presa d´assalto da un gran numero di
ciclisti, ma non avevamo preventivato un così consistente numero di
pedoni.
«Possiamo dire che la struttura “ha tenuto”. Non vi è stata la temuta
caduta di sassi, nonostante qualche migliaio di persone abbia percorso ogni
giorno e ad ogni ora il sentiero non vi sono stati feriti. L´unico fatto che
avrebbe potuto avere conseguenze tragiche - scrive Di Stasio - non avrebbe
potuto essere ascritto in alcun modo al sentiero ma esclusivamente alla
irresponsabilità dei giovani protagonisti. Unico appunto che ci arriva da varie
parti è la velocità in discesa da parte dei bikers. Per questo il Comitato ha
previsto di effettuare alcuni interventi tesi ad aumentare sia la sicurezza di
percorrenza per i bikers e pedoni che a svolgere un´opera di informazione. Per
quanto riguarda le opere che servono ad aumentare la sicurezza un primo
intervento consisterà nell´opera di consolidamento dello steccato in legno
esistente, che in più punti mostra di essere cedevole; abbiamo pensato di
sostituire alcuni pali con altri (non più in abete ma in larice), abbiamo
pensato di posizionare alcuni cartelli in tre lingue che invitino i ciclisti a
rispettare i pedoni, abbiamo pensato - prosegue Di Stasio - di proteggere con
una struttura leggerissima composta da pali in larice e corda in canapa alcuni
punti troppo scoperti. Con lo stesso sistema di pali e corda in canapa vogliamo
poi porre alcune barriere che evitino che i ciclisti in discesa sfruttino la
conformazione del sentiero come trampolino di salto. Per quanto riguarda
l´informazione abbiamo pensato di porre cinque bacheche in legno con pannelli
sulle quali saranno stampati con sistema digitale alcuni semplici e brevi testi
in tre lingue e alcuni supporti fotografici. Le bacheche saranno poste
all´inizio ed alla fine del sentiero, presso la Tagliata, presso il vecchio
Acquedotto e vicino al Belvedere. Un´ultimo intervento riguarderà la posa di un
opera ad olio del maestro rivano Germano Alberti nel capitello della Galleria
della Tagliata».
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