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10 febbraio 2005

last modified 2007-06-08 13:49

CronacaRiva (pag.38)

E il Comitato «Giacomo Cis» propone alcuni interventi di miglioramento
Ponale, un successo annunciato

Trascorsi più di sei mesi dal giorno della riapertura della vecchia Ponale, il Comitato «Giacomo Cis» ha fatto un bilancio della situazione e senza tema di smentita afferma che «si è trattato di un successo enorme che ci riempie di gioia - scrive in una nota il presidente Bicio Di Stasio - Gli sforzi ed il lavoro sono stati ampiamente ripagati da un gradimento che è andato oltre alle più rosee aspettative. Soprattutto vi è stata una inattesa fruizione da parte di utenti pedoni. Infatti - prosegue Di Stasio - noi sapevamo che la Ponale sarebbe stata presa d´assalto da un gran numero di ciclisti, ma non avevamo preventivato un così consistente numero di pedoni.
«Possiamo dire che la struttura “ha tenuto”. Non vi è stata la temuta caduta di sassi, nonostante qualche migliaio di persone abbia percorso ogni giorno e ad ogni ora il sentiero non vi sono stati feriti. L´unico fatto che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche - scrive Di Stasio - non avrebbe potuto essere ascritto in alcun modo al sentiero ma esclusivamente alla irresponsabilità dei giovani protagonisti. Unico appunto che ci arriva da varie parti è la velocità in discesa da parte dei bikers. Per questo il Comitato ha previsto di effettuare alcuni interventi tesi ad aumentare sia la sicurezza di percorrenza per i bikers e pedoni che a svolgere un´opera di informazione. Per quanto riguarda le opere che servono ad aumentare la sicurezza un primo intervento consisterà nell´opera di consolidamento dello steccato in legno esistente, che in più punti mostra di essere cedevole; abbiamo pensato di sostituire alcuni pali con altri (non più in abete ma in larice), abbiamo pensato di posizionare alcuni cartelli in tre lingue che invitino i ciclisti a rispettare i pedoni, abbiamo pensato - prosegue Di Stasio - di proteggere con una struttura leggerissima composta da pali in larice e corda in canapa alcuni punti troppo scoperti. Con lo stesso sistema di pali e corda in canapa vogliamo poi porre alcune barriere che evitino che i ciclisti in discesa sfruttino la conformazione del sentiero come trampolino di salto. Per quanto riguarda l´informazione abbiamo pensato di porre cinque bacheche in legno con pannelli sulle quali saranno stampati con sistema digitale alcuni semplici e brevi testi in tre lingue e alcuni supporti fotografici. Le bacheche saranno poste all´inizio ed alla fine del sentiero, presso la Tagliata, presso il vecchio Acquedotto e vicino al Belvedere. Un´ultimo intervento riguarderà la posa di un opera ad olio del maestro rivano Germano Alberti nel capitello della Galleria della Tagliata».

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