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28 agosto 2005 -20-

last modified 2007-06-08 13:48

BassoSarca/Ledro (pag.36)

«Al Tiffany un pub di tendenza»
Mosaner
e Valandro
La città
che cambia


RIVA DEL GARDA - Sull´operazione Museo virtuale della vela alla Spiaggia degli olivi-Tiffany e sulle critiche sollevate dal consigliere comunale Rocco Frizzi, il sindaco di Riva del Garda, Claudio Molinari, pur cercato in questi giorni, non risponde. L´Adige non è riuscito a intervistarlo.
Sarebbe stato interessante porgli quattro domande.
La prima, se sulla decisione di realizzare il museo virtuale ci sia stato sufficiente coinvolgimento della cittadinanza.
La seconda, se i 35 mila euro spesi per la consulenza affidata alla ditta Multigram della famiglia Volani non siano eccessivi.
La terza, se il Comune ha sviluppato una strategia precisa o ha rincorso un finanziamento facile.
La quarta, un giudizio sulla collaborazione tra Comune governato dal centrosinistra e un´azienda vicina a Forza Italia.
Le quattro domande sono state poste allora al vicesindaco Adalberto Mosaner: «Non voglio entrare nel dettaglio - dice - è opportuno che sia il sindaco a rispondere. In ogni modo ricordo che nella scorsa amministrazione abbiamo discusso a lungo di Spiaggia degli olivi in consiglio. Soprattutto l´ex sindaco Paolo Matteotti, io e l´ex assessore Tanas. Il sunto della nostra posizione e, comunque, la mia idea è che al Tiffany una discoteca non ha più senso. Per una ragione semplice: non credo debba essere il pubblico a promuovere iniziative di questo tipo.
Un´altra discoteca, l´ex Apres non sta lavorando benissimo: sono iniziative che ormai fanno fatica a reggere nell´Alto Garda. Inoltre ci sono normative contro l´inquinamento acustico più restrittive che in passato. Ecco allora, perché non puntare a un locale che offra qualcosa di nuovo, ad esempio sulla scia della Galleria Civica di Trento, giudicato lo scorso anno il miglior bar di tendenza a livello nazionale? Al Tiffany va creata una struttura aperta, permeabile al pubblico, transitabile. Un bar per aperitivi magari. Dove si possa anche ascoltare buona musica e dove possano trovare spazio i cinque o sei video del Museo virtuale della vela. Del resto solo virtuale può essere questo museo. Gli spazi sono limitati».
Sulla destinazione della Spiaggia degli Olivi Alberto Bertolini, presidente della società Lido spiega che la condivisione delle scelte tra Comune e la società proprietaria dello stabile dev´essere massima: «non potevamo certo prendere decisioni in autonomia». Sull´idea del Museo della vela: «Credo che Molinari abbia visto questa possibilità e abbia colto la palla al balzo».
A titolo personale interviene anche il consigliere e capogruppo della Margherita Salvador Valandro. Anzitutto liquida come «panzane ferragostane» la «questione inciucio».
«Fare un Museo della Vela all´interno del compendio della Spiaggia degli Ulivi - dice - mi trova indifferente, purché si rispetti quanto detto in consiglio comunale. Ossia: "Occorre investire in progetti e gestioni che sappiano ridare un certo lustro e valorizzare l´uso pubblico dell´impianto. Sul modello di locali che fanno la fortuna di alcune rinomate località turistiche italiane, più senso avrebbe certamente un posto che possa offrire dei servizi, anche d´eccellenza, di ristorazione, intrattenimento e svago. Un cocktail bar di giorno che si trasformi, la sera, in punto di ritrovo per giovani e meno giovani, che abbiano voglia di ascoltare della musica, ballare e divertirsi». In questo contesto, secondo Valandro, Museo e spazio di intrattenimento sono complementari. Il consigliere della Margherita, che non gradisce la raccolta di firme avviata dal comitato «Salva-Tiffany», richiama «l´amministrazione a un agire coscienzioso e rispettoso - meglio se maggiormente condiviso - diretto a ridare al più presto alla città un pezzo importante della sua storia. Se il Museo, con i finanziamenti che si porta dietro, può essere il tramite per arrivare a questo, ben venga». S.I.

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