28 agosto 2005 -20-
BassoSarca/Ledro (pag.36)
«Al Tiffany un pub di
tendenza»
Mosaner
e Valandro
La città
che
cambia
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RIVA DEL GARDA - Sull´operazione Museo
virtuale della vela alla Spiaggia degli olivi-Tiffany e sulle critiche sollevate
dal consigliere comunale Rocco Frizzi, il sindaco di Riva del Garda, Claudio
Molinari, pur cercato in questi giorni, non risponde. L´Adige non è riuscito a
intervistarlo.
Sarebbe stato interessante porgli quattro domande.
La
prima, se sulla decisione di realizzare il museo virtuale ci sia stato
sufficiente coinvolgimento della cittadinanza.
La seconda, se i 35 mila euro
spesi per la consulenza affidata alla ditta Multigram della famiglia Volani non
siano eccessivi.
La terza, se il Comune ha sviluppato una strategia precisa o
ha rincorso un finanziamento facile.
La quarta, un giudizio sulla
collaborazione tra Comune governato dal centrosinistra e un´azienda vicina a
Forza Italia.
Le quattro domande sono state poste allora al vicesindaco
Adalberto Mosaner: «Non voglio entrare nel dettaglio - dice - è opportuno che
sia il sindaco a rispondere. In ogni modo ricordo che nella scorsa
amministrazione abbiamo discusso a lungo di Spiaggia degli olivi in consiglio.
Soprattutto l´ex sindaco Paolo Matteotti, io e l´ex assessore Tanas. Il sunto
della nostra posizione e, comunque, la mia idea è che al Tiffany una discoteca
non ha più senso. Per una ragione semplice: non credo debba essere il pubblico a
promuovere iniziative di questo tipo.
Un´altra discoteca, l´ex Apres non sta
lavorando benissimo: sono iniziative che ormai fanno fatica a reggere nell´Alto
Garda. Inoltre ci sono normative contro l´inquinamento acustico più restrittive
che in passato. Ecco allora, perché non puntare a un locale che offra qualcosa
di nuovo, ad esempio sulla scia della Galleria Civica di Trento, giudicato lo
scorso anno il miglior bar di tendenza a livello nazionale? Al Tiffany va creata
una struttura aperta, permeabile al pubblico, transitabile. Un bar per aperitivi
magari. Dove si possa anche ascoltare buona musica e dove possano trovare spazio
i cinque o sei video del Museo virtuale della vela. Del resto solo virtuale può
essere questo museo. Gli spazi sono limitati».
Sulla destinazione della
Spiaggia degli Olivi Alberto Bertolini, presidente della società Lido spiega che
la condivisione delle scelte tra Comune e la società proprietaria dello stabile
dev´essere massima: «non potevamo certo prendere decisioni in autonomia».
Sull´idea del Museo della vela: «Credo che Molinari abbia visto questa
possibilità e abbia colto la palla al balzo».
A titolo personale interviene
anche il consigliere e capogruppo della Margherita Salvador Valandro. Anzitutto
liquida come «panzane ferragostane» la «questione inciucio».
«Fare un Museo
della Vela all´interno del compendio della Spiaggia degli Ulivi - dice - mi
trova indifferente, purché si rispetti quanto detto in consiglio comunale.
Ossia: "Occorre investire in progetti e gestioni che sappiano ridare un certo
lustro e valorizzare l´uso pubblico dell´impianto. Sul modello di locali che
fanno la fortuna di alcune rinomate località turistiche italiane, più senso
avrebbe certamente un posto che possa offrire dei servizi, anche d´eccellenza,
di ristorazione, intrattenimento e svago. Un cocktail bar di giorno che si
trasformi, la sera, in punto di ritrovo per giovani e meno giovani, che abbiano
voglia di ascoltare della musica, ballare e divertirsi». In questo contesto,
secondo Valandro, Museo e spazio di intrattenimento sono complementari. Il
consigliere della Margherita, che non gradisce la raccolta di firme avviata dal
comitato «Salva-Tiffany», richiama «l´amministrazione a un agire coscienzioso e
rispettoso - meglio se maggiormente condiviso - diretto a ridare al più presto
alla città un pezzo importante della sua storia. Se il Museo, con i
finanziamenti che si porta dietro, può essere il tramite per arrivare a questo,
ben venga». S.I.

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