Personal tools
You are here: Home Ambiente e Storia stampa spiaggia degli olivi 21 settembre 2005 -28-
Document Actions

21 settembre 2005 -28-

last modified 2007-06-08 13:48

CronacaRiva (pag.38)

Chemolli rilancia gli Olivi ruggenti
«Ma se fanno il Museo
la nostra città muore»
Il progetto

fuori dal cassetto


SOGNO CONTESO.
Il complesso della Spiaggia degli Olivi e Gianfranco Chemolli (foto Calabrese)

Di BEPPE BONURA
Ma davvero se si trasformasse il complesso della Spiaggia degli Olivi in Museo della vela, Riva del Garda morirebbe? Gianfranco Chemolli, che l´ha gestito per anni, cominciando a 13 anni come semplice apprendista cameriere («avevo i calzoni corti e le pezze al sedere, ma a vent´anni ero già direttore del locale...»), ne è fermamente convinto. E non solo: «Oltre il 99% dei rivani rivuole la sua spiaggia e la vuole riaperta come luogo di incontro, di svago, come incantevole terrazza aperta sul lago. Solo l´1% (il sindaco per intenderci...), preferisce la soluzione museale». Ritorno ad un passato «ruggente» dunque, quanto al
al futuro della struttura, disegnata negli anni ´30 dall´architetto Maroni e «benedetta» da D´Annunzio, Chemolli «rispolvera» un progetto presentato 4 anni fa. «Allora - ricorda - fu accolto con vivo interesse, anche perché realizzato da professionisti locali seri e competenti, dopo aver preso visione delle leggi in materia di ripristino e tenendo presenti tutti i vincoli esistenti. Poi sono successe tante cose: la scomparsa del sindaco Malossini, l´avvento di un primo cittadino "strano" come Matteotti, i continui cambiamenti ai vertici della Lido spa proprietaria dell´immobile». Morale: «Il sogno è finito in un cassetto, senza più vedere la luce nemmeno per un attimo, anche se resta sempre validissimo».
Punto forte dell´idea di Chemolli è la realizzazione di una piscina affacciata sul lago a tre «petali»: uno per gli adulti, uno per i bambini (con relativi giochi acquatici) e un terzo destinato ad area relax con idromassaggio. Limite esterno, una murata utilizzabile come molo per le imbarcazioni.
Il progetto prevede poi una sala di rappresentanza polivalente «ma sempre con musica, piano bar, disco pub, varietà, attrazioni, naturalmente diversificando le serate», spiega ancora Chemolli. Sulla bella terrazza circolare verrebbe realizzata una copertura leggera per dare spazio «ad un pubblico maturo» e alla possibilità di ospitare concertini. Completerebbe l´offerta un´area bar (caffé, gelateria, birreria, snack, paninoteca) con plateatico interno ed esterno. Infine un «ristorante con sala plateatico nel verde e terrazza».
Insomma un salotto sul lago, gioia per i turisti in cerca di un locale dove passare anche un´intera giornata fra i piaceri del lago, lo spuntino sfizioso, la buona tavola e il divertimento notturno. E un sicuro punto di ritrovo per i rivani, nonché sede ideale per eventi e manifestazioni di grande richiamo.
Ma per concretizzare questo sogno servono soldi: la struttura, oltre agli aggiornamenti, abbisogna di un importante intervento conservativo e ci sono tutti gli impianti da rifare e mettere a norma. «La stima è che ci vorranno 5 milioni di euro. Quattro anni fa avevo un team di amici che avrebbero entusiasticamente finanziato l´opera per il piacere di esserci, ma oggi non so se saranno ancora disponibili». E Allora? «Si potrebbe costituire una società di albergatori come accadde nel lontano 1954: avrebbero tutto l´interesse a rimettere in piedi il complesso. Oppure, e qui finisce veramente che mi tirano le pietre, il Comune potrebbe vendere l´Hotel Lido e con quei soldi finanziare l´opera. Avanzerebbero pure dei bei soldi per altre iniziative».
Già, ma il sindaco pare sia di tutt´altro avviso....

Pagina in PdfPagina in Html