21 settembre 2005 -28-
CronacaRiva (pag.38)
Chemolli rilancia gli Olivi
ruggenti
«Ma se fanno il Museo
la nostra città muore»
Il
progetto
fuori dal cassetto
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SOGNO CONTESO. Il complesso della Spiaggia degli Olivi e Gianfranco Chemolli (foto Calabrese) |
Di BEPPE BONURA
Ma davvero se si
trasformasse il complesso della Spiaggia degli Olivi in Museo della vela, Riva
del Garda morirebbe? Gianfranco Chemolli, che l´ha gestito per anni, cominciando
a 13 anni come semplice apprendista cameriere («avevo i calzoni corti e le pezze
al sedere, ma a vent´anni ero già direttore del locale...»), ne è fermamente
convinto. E non solo: «Oltre il 99% dei rivani rivuole la sua spiaggia e la
vuole riaperta come luogo di incontro, di svago, come incantevole terrazza
aperta sul lago. Solo l´1% (il sindaco per intenderci...), preferisce la
soluzione museale». Ritorno ad un passato «ruggente» dunque, quanto al
al
futuro della struttura, disegnata negli anni ´30 dall´architetto Maroni e
«benedetta» da D´Annunzio, Chemolli «rispolvera» un progetto presentato 4 anni
fa. «Allora - ricorda - fu accolto con vivo interesse, anche perché realizzato
da professionisti locali seri e competenti, dopo aver preso visione delle leggi
in materia di ripristino e tenendo presenti tutti i vincoli esistenti. Poi sono
successe tante cose: la scomparsa del sindaco Malossini, l´avvento di un primo
cittadino "strano" come Matteotti, i continui cambiamenti ai vertici della Lido
spa proprietaria dell´immobile». Morale: «Il sogno è finito in un cassetto,
senza più vedere la luce nemmeno per un attimo, anche se resta sempre
validissimo».
Punto forte dell´idea di Chemolli è la realizzazione di una
piscina affacciata sul lago a tre «petali»: uno per gli adulti, uno per i
bambini (con relativi giochi acquatici) e un terzo destinato ad area relax con
idromassaggio. Limite esterno, una murata utilizzabile come molo per le
imbarcazioni.
Il progetto prevede poi una sala di rappresentanza polivalente
«ma sempre con musica, piano bar, disco pub, varietà, attrazioni, naturalmente
diversificando le serate», spiega ancora Chemolli. Sulla bella terrazza
circolare verrebbe realizzata una copertura leggera per dare spazio «ad un
pubblico maturo» e alla possibilità di ospitare concertini. Completerebbe
l´offerta un´area bar (caffé, gelateria, birreria, snack, paninoteca) con
plateatico interno ed esterno. Infine un «ristorante con sala plateatico nel
verde e terrazza».
Insomma un salotto sul lago, gioia per i turisti in cerca
di un locale dove passare anche un´intera giornata fra i piaceri del lago, lo
spuntino sfizioso, la buona tavola e il divertimento notturno. E un sicuro punto
di ritrovo per i rivani, nonché sede ideale per eventi e manifestazioni di
grande richiamo.
Ma per concretizzare questo sogno servono soldi: la
struttura, oltre agli aggiornamenti, abbisogna di un importante intervento
conservativo e ci sono tutti gli impianti da rifare e mettere a norma. «La stima
è che ci vorranno 5 milioni di euro. Quattro anni fa avevo un team di amici che
avrebbero entusiasticamente finanziato l´opera per il piacere di esserci, ma
oggi non so se saranno ancora disponibili». E Allora? «Si potrebbe costituire
una società di albergatori come accadde nel lontano 1954: avrebbero tutto
l´interesse a rimettere in piedi il complesso. Oppure, e qui finisce veramente
che mi tirano le pietre, il Comune potrebbe vendere l´Hotel Lido e con quei
soldi finanziare l´opera. Avanzerebbero pure dei bei soldi per altre
iniziative».
Già, ma il sindaco pare sia di tutt´altro avviso....
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