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11 settembre 2004

last modified 2007-06-08 13:48

Riva (pag.39)

«La Spiaggia degli Olivi è di tutti»
Spisani anima un comitato
per il rilancio di quell´area

La Spiaggia degli Olivi: sul suo destino, ancora incerto, si stanno incrociando proposte differenti. Sotto Ivo Bombardelli

«La Spiaggia degli Olivi è un bene che appartiene all´intera Riva». Sulla base di questo inamovibile principio si sta formando un comitato spontaneo di cittadini disposti a dare battaglia perché l´ex Kursaal non si trasformi, come peraltro paventato, nel deposito di lusso della Fraglia della Vela.
L´altra sera, nel corso di una riunione informale, sono state gettate le basi per vigilare con maggiore attenzione su quanto farà nelle prossime settimane l´amministrazione comunale per garantire che la Spiaggia degli Olivi, col suo carico di storia, rimanga a disposizione della città. A capeggiare la fronda un inguaribile romantico, Gianfranco Spisani, che giura di essere stato trascinato in questa faccenda solo perché non ci sta a vedere mortificata così una delle zone più belle e più rinomate della sua città. «Premetto che non ho nulla contro la Fraglia della Vela - si è precipitato a dichiarare - Anzi, più i soci lavorano per dare lustro a quel tratto di litorale, più sono contento». Ma c´è un ma: «Insomma, se si decide di cedere alla Fraglia anche quei volumi, significa che si punta ad uno sfruttamento minoritario del bene. Pure ammettendo che si realizzi un bar e non un deposito per le derive, si avalla un´operazione che esclude da quell´area la maggior parte dei fruitori. Senza calcolare che si tratterebbe di un intervento che imporrebbe al sodalizio velico una complicata trasformazione societaria».
Spisani e soci sono invece convinti che il miglior modo per sfruttare quelle cubature sia quello di restituirle alla loro originaria funzione: «Lì ci sono stati il Circolo Forestieri prima e il Kursaal poi, due punti fermi della rivanità, centri di aggregazione densi di storia e di significato. Perché l´amministrazione comunale non ha mai preso in considerazione le tre proposte che diverse cordate di imprenditori hanno avanzato per riportare la Spiaggia degli Olivi ai fasti di un tempo? Perché nessuno si è mai preso la briga di sfogliare quei documenti?». Domande per le quali Spisani ha una sua risposta: «A pensar male - ha spiegato - si compie peccato, ma ci si indovina sempre: perché sull´area di pregio che va dal canale della Rocca a Punta Lido non esiste nessun tipo di programmazione urbanistica? Forse a qualcuno interessa che rimanga così, allo stato brado, in modo da poter poi intervenire all´improvviso e chiudere la partita». Ma non sarà possibile, perché il Comitato si è riproposto di vigilare su tutto ciò che accadrà in quella manciata di metri quadri. «Io un´idea di come utilizzare quegli spazi ce l´avrei: costruiamo un bel molo che dalla spiaggia si spinga verso Punta Lido e creiamo lì il porto della Fraglia. Nello spazio lasciato libero, con un investimento modesto, si potrebbe realizzare una bella piscina all´aperto, sfruttando anche la struttura della Spiaggia degli Olivi e mantenendone intatta la destinazione originaria».
Ora il neonato comitato starà alla finestra ad osservare che effetto faranno le parole di Spisani: eventualmente è già pronto a costituirsi e ad organizzare una raccolta di firme per un referendum. Dove i politici non vogliono decidere, decidano allora i cittadini.

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