25 gennaio 2005 -2-
CronacaRiva (pag.37)
Di PAOLO LISERRE
Che lo dicano
i rivani o più in
Di PAOLO LISERRE
Che lo dicano i
rivani o più in generale «quelli della Busa», a qualcuno ormai non fa più né
caldo né freddo. Chissà però cosa succede se a dirlo sono i turisti, quelli che
portano (o portavano) denaro e ricchezza e contribuiscono a diffondere nel mondo
il nome del Trentino e delle sue bellezze. Del movimento turistico altogardesano
i tedeschi rappresentano quasi la metà, il 41% delle presenze complessive nel
corso dell´ultimo anno (vedere riquadro a fianco). Di queste il 50% sono i
cosiddetti «giovani seniores», ospiti del Garda Trentino con un´età compresa tra
i 55 e i 75 anni (circa 18,5 milioni in tutta la Germania, dato dell´Ufficio
Federale Tedesco di statistica). Bene, i signori in questione amano il Garda, ci
vengono e ci tornano volentieri. Ma nella classifica delle «cose che vanno», e
che quindi apprezzano, agli ultimissimi posti ci piazzano viabilità, parcheggi e
trasporto pubblico. Una sonora bocciatura, perchè tutto è rimasto tale e quale a
venti o trent´anni fa e non è piacevole affrontare una vacanza sapendo di
doversi sobbarcare qualche ora di coda al semaforo di Mori, a Passo S. Giovanni
o tra Riva e Torbole. E nemmeno pensare di dover girare in circolo all´infinito
per trovare uno straccio di parcheggio.
Il risultato emerge da un´indagine
compiuta da «Trentino spa» e «Ingarda spa» nell´ambito del progetto di
promozione intergrata del lago di Garda portato avanti in accordo con le Regioni
Veneto e Lombardia e cofinanziato dal Ministero della attività produttive. Per
capire ovviamente gusti, richieste, tipologia di vacanza di questo target di
turisti. Ma anche le cose che secondo loro non vanno. E la mobilità in questo
senso è al primo posto assoluto. Un buon 29% degli intervistati frequenta
abitualmente la zona e il 35% c´è già stato almeno una volta. Il 64% si sposta
in automobile e quindi prova sulla propria pelle queste difficoltà, quelle che i
residenti verificano ogni giorno. Quanto al tipo di «consumatori», il 59% degli
intervistati sono persone che nell´ultimo anno hanno compiuto 2-3 viaggi, il 24%
anche più di tre. Quanto alle motivazioni che li hanno spinti a scegliere la
nostra zona, il 67% risponde per la «qualità della natura», il 62% per il «clima
mediterraneo», il 25% per la «qualità dell´ospitalità», il 18% per la «comodità
di arrivarci», il 14% per la «varietà delle pratiche sportive». Le cose che
preferiscono sono le «passeggiate a piedi» (43%), a seguire «scoprire ristoranti
e la cucina tipica» (38%): solo il 15% sceglie il Garda perché gli piace nuotare
nel lago. Per il 67% degli intervistati il lago di Garda «è buono come
l´aspettavo», per il 26% «è migliore» e solo per l´1% «è peggiore». E il 59%
pensa di tornarci sicuramente prima o poi.
Guarda caso (ma non è un caso)
l´indagine evidenzia un´altra pecca condivisa da molti residenti, rivani in
primis: l´esigua, se non inesistente, offerta di «vita notturna». «Molti ospiti
- si legge nello studio - lamentano che non ci siano occasioni culturali, di
svago e di divertimento dopo le nove di sera. Gli albergatori - prosegue
l´indagine - tendono a far restare i loro ospiti quanto più possibile in albergo
e la combinazione di questi due comportamenti è che non c´è abbastanza domanda
di "consumi notturni", il che appesantisce la debolezza dell´offerta». Per i
prossimi tre anni comunque il 14% dei «giovani seniores» tedeschi inseriscono il
lago di Garda tra le mete di vacanza. E questo valore è il secondo in assoluto
tra i 10 laghi oggetto dell´indagine. Solo il lago di Costanza lo precede, tutti
gli altri laghi del nord Italia sono alle spalle. Per Enio Meneghelli,
presidente di «Ingarda spa», «il lago di Garda ha ancora una forte capacità di
presa sull´immaginario del turista per due fattori: la posizione climatica e
l´amenità dei luoghi. I punti dolenti sono la mobilità e le difficoltà di
logistica, trasporti, parcheggi. Bisogna provvedere, bisogna intervenire.
Tenendo presente - prosegue Meneghelli - che non si tratta di soddisfare
peculiarità di spocchiosi turisti che vengono qui una volta nella loro vita ma
esigenze e richieste che sono di tutti i cittadini. Anzi, prima di tutto dei
cittadini».
Utenti abilitati