Personal tools
You are here: Home Ambiente e Storia stampa turismo turismo13.042004
Document Actions

turismo13.042004

last modified 2007-06-08 13:51

Basso Sarca e Ledro (pag.36)

Turismo, la crisi che non c´è
In aumento (+0,3%) le presenze nell´Alto Garda, i dati dell´Apt
Economia
Malgrado
le tante
cassandre
il comparto tiene.
Bene Torbole.
Male Arco e Riva

Di MATTIA MASCHER
ALTO GARDA - Si avvicina ferragosto e come ogni anno è tempo di un primo bilancio per il turismo dell´Alto Garda. Nonostante il trend nazionale sia presentato da quasi tutti i mezzi d´informazione come fortemente deficitario e vengano strillati crolli del 25% nel settore dovuti alla tanto paventata crisi economica, all´alone di insicurezza generale creato dalla situazione internazionale e allo spietato rincaro dell´euro, alla voce "presenze turistiche 2004" l´economia locale fa registrare un +0.3% rispetto al periodo gennaio-luglio dello scorso anno che, con 2 milioni e mezzo di presenze annuali, eleva il C9 a piccolo baluardo della "resistenza".
Nei dati presentati all´Adige da Enio Meneghelli, fresco neopresidente di InGarda Spa (società pubblico-privata subentrante all´Apt), emerge la tenuta del settore. Anche se si è registrato un vistoso calo dello "zoccolo duro" del turismo altogardesano, con ben 15 mila presenze in meno di clienti tedeschi e di altrettanti italiani, il tutto è stato bilanciato da una maggior affluenza di austriaci, svizzeri, ungheresi e soprattutto inglesi (19 mila in più).
È bene però fare dei distinguo e alcune precisazioni: mentre infatti Nago Torbole e i comuni di Dro e Drena registrano ragguardevoli aumenti, rispettivamente del 3.4 e del 4.3%, Riva e Arco vedono una diminuzione dello 0.3 e del 2.4%. A ciò si aggiunga che, in barba alla crisi e al crollo delle borse, i pernottamenti negli alberghi sono in lieve crescita mentre gli esercizi extra alberghieri, campeggi in testa, hanno un negativo dell´1% con cui fare i conti. La situazione come detto, si presenta comunque complessivamente positiva, ma ciò non toglie qualche "preoccupazione per il futuro" commentano Meneghelli e Virginio Benini, direttore dell´Apt. «Si dovrebbero innanzitutto recuperare i flussi individuali e la clientela forte che quest´anno è venuta meno, ma soprattutto si dovrebbe procedere a un aumento degli standard di qualità, incrementando l´alta vivibilità della zona e trasformando il territorio stesso in prodotto differenziato, collegandolo attraverso politiche di marketing alle nostre peculiarità culturali, storiche naturali ma anche enogastronomiche e sportive. L´Alto Garda - continua Meneghelli- deve diventare, nel pieno rispetto dell´ambiente, un marchio da esportazione nazionale ed internazionale, creando delle vere e proprie nicchie di mercato e puntando su una sorta di plusvalore delle molteplici potenzialità che offre.» In soldoni, secondo il presidente di InGarda, molteplici sarebbero le attività pratiche da svolgere per la valorizzazione del nostro patrimonio: basti pensare alla possibilità di ampliamento e risistemazione delle rive del Sarca, con percorsi attrezzati e ulteriori ciclabili, al recupero della zona "Lido Palace" e alla riprogettazione della Spiaggia degli Ulivi per quanto riguarda la prospettiva rivana, nonché al potenziamento del servizo di trasporto e alla creazione di nuovi spazi per i giovani. In questo scenario la nuova società pubblico-privata, si presenta come promotrice di una nuova spinta propositiva che possa ricercare nuove sinergie fra comuni e imprenditori. «Spetta all´ente pubblico - conclude Meneghelli- ottemperare alle esigenze dei cittadini da una parte, e dei turisti dall´altra, delineando gli obbiettivi possibili, ma serviranno gli imprenditori per realizzarli, ed è in questo ambito che cercherà di inserirsi InGarda».

Pagina in PdfPagina in Html


Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: