20 aprile 2005 -13-
CronacaRiva
(pag.38)
Il riordino complessivo del quartiere
fieristico della Baltera muove i primi passi. La ditta «Trasporti e Scavi di
Zampedri Andrea&c. sas» di Riva del Garda si è aggiudicata i lavori di
demolizione del capannone della ex Bmc (6.500 metri quadrati), proprio di fronte
agli attuali padiglioni B e C del Palafiere, al quale seguirà nei mesi a venire
anche quello dell´azienda Betta Trasporti (4.200 metri quadrati) ed entro la
fine dell´anno quello della «Debiasi Costruzioni». L´affidamento dei lavori, che
dovrebbero partire nel prossimo mese di giugno, è avvenuto nella serata di
lunedì quando la Garda Trentino Fiere spa (società controllata da Provincia e
Lido di Riva, e quindi dal Comune) ha provveduto all´esame delle offerte
pervenute e a decretare il vincitore. Sei le aziende che hanno partecipato
all´appalto: la Uez Michele di Trento, la Trasporti e Scavi di Zampedri Andrea
di Riva, la Pasquazzo spa Impresa Costruzioni di Ivano Fracena, la Bianchi snc
di Mori, la Zampedri Lorenzo&c. snc di Pergine Valsugana e la Miscone srl
di Cavalese.
La ditta vincitrice, la «Trasporti e Scavi di Zampedri Andrea»,
si è aggiudicata l´opera proponendo un ribasso sulla base d´asta (290.890.000
euro) del 38,43% per una cifra finale quindi 194 mila euro, ai quali vanno
aggiunti 15mila euro per gli oneri legati alla sicurezza e che non sono soggetti
a ribasso.
L´intervento di demolizione del capannone dell´ex Bmc dovrebbe
iniziare nel prossimo mese di giugno e avrà una durata di circa un mese. Per ora
il presidente di Garda Trentino Fiere e Palacongressi Mauro Malfer si limita a
dire che gli spazi ricavati «saranno funzionali agli eventi fieristici». Il che
nell´immediato significa solo che in occasione della prossima edizione dell´Expo
Schuh sull´area recuperata verranno ricavati ulteriori 234 posti macchina per
rinforzare l´offerta di parcheggi del polo fieristico di Riva. E non va nemmeno
dimenticato che l´abbattimento del capannone dell´ex Bmc significa anche
l´eliminazione di una gran quota di amianto.
La destinazione finale nel
dettaglio la si conoscerà nel momento della stesura del progetto complessivo del
quartiere fieristico. Il passaggio è complesso e delicato. Prima di affidare
l´incarico al progettista per la stesura definitiva (operazione che richiede la
massima attenzione e tempi un po´ più lunghi del normale trattandosi di una
società controllata dall´ente pubblico, Provincia o Comune che sia) è ovvio che
la società Garda Trentino Fiere debba portare a casa la necessaria variante
urbanistica o in alternativa una deroga per poter intervenire o anche solo
conferire l´incarico ufficiale al progettista che s´intenderà individuare.
Variante o deroga dovranno ovviamente passare al vaglio e all´approvazione del
consiglio comunale e quindi della Provincia. Intanto per il prossimo autunno è
prevista anche la dismissione dell´area attualmente occupata dalla «Debiasi
Costruzioni»: la concessione edilizia per effettuare i lavori ai Lavini di Marco
è già stata staccata, quando la nuova sede sarà pronta verrà siglata
ufficialmente la permuta con la Provincia e si potrà procedere alla demolizione.
Operazione che dovrebbe avvenire entro la fine dell´anno. Anche perché parte
dell´area sarà occupata dalla nuova Variante Ovest.Cantiere di via Pilati,
carenza di parcheggi, dislocazione del mercato (con quel che ne consegue in tema
di ulteriore perdita di posti auto e di convivenza con i negozi). Temi
caldissimi nel panorama rivano verso i quali l´amministrazione Matteotti sta
cercando di porre rimedio. Ma le critiche (e anche i suggerimenti) sono
all´ordine del giorno. Ecco cosa scrive un cittadino rivano, Andrea Viganotti,
residente in viale Prati: «Quanto è successo in occasione del mercato a parer
mio (peraltro condiviso da molti amici) è frutto dell´improvvisazione
dell´amministrazione comunale di Riva alla quale era ben nota la riduzione degli
spazi per i commercianti ambulanti. (vedi cantiere Via Pilati) - scrive
Viganotti - Da tempo si era stabilito che per ragioni di sicurezza stradale e
cittadina, le bancarelle dovevano essere sistemate in una unica fila, per
permettere il passaggio almeno ai mezzi di soccorso. Inoltre In riferimento alle
recenti normative delle zone a pagamento, cosiddette «zone blu», vorremmo
segnalare la vendita di un numero di abbonamenti decisamente superiore alla
disponibilità dei parcheggi, anche a persone non residenti nel centro storico;
oltretutto da una decina di giorni, causa inizio lavori nel Cantiere di Via
Pilati, un gran numero di parcheggi è venuto meno, e alcune zone blu sono
improvvisamente diventate «zone rosse», zone quindi a pagamento anche per coloro
che ingenuamente come me hanno acquistato l´abbonamento valido per tutto l´anno
2005, senza che al momento dell´acquisto fossero state segnalate condizioni
limitative.
«Di questo passo dove vogliamo arrivare? Signor Sindaco - domanda
Viganotti - non le sembra venuto il momento di affrontare questi problemi e di
risolverli?
I cittadini residenti in queste aree le sarebbero estremamente
grati; così pure lo sarebbero i commercianti della zona interessata che non
hanno mai visto di buon occhio il mercato ambulante che fagocita spazi vitali
per la visibilità delle proprie aziende. Mi risulta che una ventina di anni fa
l´amministrazione comunale ventilava l´ipotesi di trasferire il mercato ai
giardini di Porta orientale o in alternativa lungo i viali del Rione de Gasperi.
Perché non utilizzare temporaneamente questi spazi? Non dimentichiamo che
l´estate rivana è alle porte e con essa tutti i problemi e benefici che ne
conseguono! Questa mia lettera vuole essere un chiaro sintomo del malessere mio
e di molti amici che andranno a votare il prossimo 8 maggio. La presente valga
come memoria ai prossimi responsabili della cosa pubblica».
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