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5 settembre 2004

last modified 2007-06-08 13:49

Riva (pag.35)

Modifiche progettuali alla galleria di via Monte Oro
La rotonda alla francese
un pericolo per le auto

Torna all´attacco il Comitato Monte Oro, nonostante le ruspe ormai abbiano sbancato il terreno e la perforazione del tunnel sia iniziata da tempo. Non si rassegna Alberto Maganzini: non si rassegna a vedere sbucare quella galleria a ridosso del centro storico, non si rassegna ad assistere senza muovere un dito alla radicale modifica di un paesaggio tra i più affascinanti della città. «Una follia progettuale», la definisce. Una follia soprattutto perché in questi giorni i lavori stanno mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti di tutto il Lavino, da via Ardaro fino a San Giacomo: si frantumano i massi pericolanti, si ingabbiano le pendici della Maddalena, «si arriva persino a demolire una villa per ricostruirla trenta metri più in là, in modo da scongiurarne l´eventuale crollo. Siamo sconcertati - commenta Manganzini - Già con la galleria dell´Agnese s´è dovuta a suo tempo ricostruire ex novo una villa semidistrutta dagli scavi, così come la galleria della circonvallazione di Mori ha causato danni notevoli alle case sovrastanti».
Ma a destare maggiore stupore è stata una scoperta fatta visionando le ultime modifiche al progetto del tunnel: «Non solo ne constatiamo il continuo rimaneggiamento anche in corso d´opera, che sta a dimostrare le carenze e le leggerezze che hanno sempre accompagnato questo lavoro - sostiene Maganzini - ma notiamo come le soluzioni adottate siano anche peggio di ogni previsione». A pochi metri dall´uscita sud, infatti, è stata prevista la realizzazione di una rotonda "alla francese", di quelle cioè in cui mantiene la precedenza chi l´ha già imboccata: «Questa non solo non risolverà l´accesso a via Bastione e Riva centro, ma creerà sicuramente un rischio elevato per i veicoli in uscita verso Limone, che si troveranno a dover frenare improvvisamente per la rotonda a pochi passi dallo sbocco».
L´ennesima riprova, secondo Maganzini, che si tratta di un progetto profondamente sbagliato. E che meglio sarebbe stato realizzare un tunnel che superasse la centrale. Un´ipotesi che gli amministratori non hanno peraltro scartato a priori, per lo meno a parole, visto che si era parlato a suo tempo di tunnel di servizio per l´accesso al centro in vista di un suo prolungamento verso Limone. Ebbene, Maganzini si è recato negli uffici provinciali competenti per verificare la veridicità di tali propositi: «Candidamente ci è stato risposto che di progetti di tunnel lungo non ne hanno nemmeno sentito parlare. A quasi due anni dall´approvazione della delibera di consiglio non esiste nemmeno uno studio di massima per l´opera richiesta. Pertanto la storiella di politici e tecnici è solo una solenne panzana per imbonire noi cittadini». L´unico aspetto positivo della faccenda è che le elezioni del 2005 sono alle porte. «Per parte nostra - ha dichiarato Maganzini - non mancheremo di scuotere gli attuali aspiranti amministratori da questo imperdonabile immobilismo. Il tunnel corto è in fase di scavo, ma con una sincera volontà politica crediamo vi sia ancora spazio per rimediare e per fornire Riva di quella sacrosanta circonvallazione con tunnel lungo di cui ha realmente bisogno».

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