5 settembre 2004
Riva (pag.35)
Modifiche progettuali alla
galleria di via Monte Oro
La rotonda alla francese
un pericolo per le
auto
Torna all´attacco il Comitato Monte
Oro, nonostante le ruspe ormai abbiano sbancato il terreno e la perforazione del
tunnel sia iniziata da tempo. Non si rassegna Alberto Maganzini: non si rassegna
a vedere sbucare quella galleria a ridosso del centro storico, non si rassegna
ad assistere senza muovere un dito alla radicale modifica di un paesaggio tra i
più affascinanti della città. «Una follia progettuale», la definisce. Una follia
soprattutto perché in questi giorni i lavori stanno mettendo a repentaglio la
sicurezza degli abitanti di tutto il Lavino, da via Ardaro fino a San Giacomo:
si frantumano i massi pericolanti, si ingabbiano le pendici della Maddalena, «si
arriva persino a demolire una villa per ricostruirla trenta metri più in là, in
modo da scongiurarne l´eventuale crollo. Siamo sconcertati - commenta Manganzini
- Già con la galleria dell´Agnese s´è dovuta a suo tempo ricostruire ex novo una
villa semidistrutta dagli scavi, così come la galleria della circonvallazione di
Mori ha causato danni notevoli alle case sovrastanti».
Ma a destare maggiore
stupore è stata una scoperta fatta visionando le ultime modifiche al progetto
del tunnel: «Non solo ne constatiamo il continuo rimaneggiamento anche in corso
d´opera, che sta a dimostrare le carenze e le leggerezze che hanno sempre
accompagnato questo lavoro - sostiene Maganzini - ma notiamo come le soluzioni
adottate siano anche peggio di ogni previsione». A pochi metri dall´uscita sud,
infatti, è stata prevista la realizzazione di una rotonda "alla francese", di
quelle cioè in cui mantiene la precedenza chi l´ha già imboccata: «Questa non
solo non risolverà l´accesso a via Bastione e Riva centro, ma creerà sicuramente
un rischio elevato per i veicoli in uscita verso Limone, che si troveranno a
dover frenare improvvisamente per la rotonda a pochi passi dallo
sbocco».
L´ennesima riprova, secondo Maganzini, che si tratta di un progetto
profondamente sbagliato. E che meglio sarebbe stato realizzare un tunnel che
superasse la centrale. Un´ipotesi che gli amministratori non hanno peraltro
scartato a priori, per lo meno a parole, visto che si era parlato a suo tempo di
tunnel di servizio per l´accesso al centro in vista di un suo prolungamento
verso Limone. Ebbene, Maganzini si è recato negli uffici provinciali competenti
per verificare la veridicità di tali propositi: «Candidamente ci è stato
risposto che di progetti di tunnel lungo non ne hanno nemmeno sentito parlare. A
quasi due anni dall´approvazione della delibera di consiglio non esiste nemmeno
uno studio di massima per l´opera richiesta. Pertanto la storiella di politici e
tecnici è solo una solenne panzana per imbonire noi cittadini». L´unico aspetto
positivo della faccenda è che le elezioni del 2005 sono alle porte. «Per parte
nostra - ha dichiarato Maganzini - non mancheremo di scuotere gli attuali
aspiranti amministratori da questo imperdonabile immobilismo. Il tunnel corto è
in fase di scavo, ma con una sincera volontà politica crediamo vi sia ancora
spazio per rimediare e per fornire Riva di quella sacrosanta circonvallazione
con tunnel lungo di cui ha realmente bisogno».
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