14 agosto 2005 -7-
BassoSarca/Ledro (pag.32)
«Ora le circonvallazioni di Nago e
Torbole»
D´accordo sia Parolari che Bertolini
Necessari i by-pass per i
due paesi
NAGO TORBOLE - Con l´apertura della
circonvallazione di Mori si propone ora con forza la questione viabilità sul
territorio di Nago Torbole. Intervengono sull´argomento sia il sindaco Ennio
Bertolini, sia Giuseppe Parolari, consigliere provinciale ed ex primo cittadino.
Entrambi sostanzialmente concordi sulla necessità di un doppio by-pass, uno per
Nago e uno per Torbole. Un´alleanza inedita quella tra i due, con gli opportuni
distinguo: Bertolini è per il tunnel lunghissimo, Parolari no. L´esponete dei
Ds, inoltre, vede di buon occhio anche un collegamento su rotaia.
Bertolini
anzitutto si lamenta della rotatoria di Nago: «Il progetto originario prevedeva
un piccolo tunnel verso Arco. Non è stato fatto e l´assenza si fa sentire. Ora
bisognerà pensare almeno a incanalare il traffico, quello verso Arco e quello
verso Riva». Quanto al discorso complessivo, sulla viabilità di accesso al Basso
Sarca, «sono dell´idea - dice - che si debba pensare al tunnel "super-lungo" che
parta al lago di Loppio e arrivi alla rotatoria di Arco. Per Torbole, poi, è
ormai sempre più necessaria la circonvallazione. Che inizi in zona Conca d´Oro e
porti a nord della centrale idroelettrica. Non so se è un sogno ma noi abbiamo
bisogno di questa nuova strada. Per l´Alto Garda è indispensabile risolvere il
problema del traffico sia a Nago sia a Torbole».
Per Parolari «oggi si
scontrano due opinioni: c´è chi dice che la bretella di Mori risolve i problemi
del Basso Sarca, chi invece sostiene che li aggrava.
Personalmente - dice
l´ex sindaco - non credo né alle proprietà taumaturgiche né ai poteri disastrosi
di un pezzo di strada. Dico semplicemente che si tratta di una circonvallazione
costruita per risolvere i problemi di Mori, cosa che sta facendo egregiamente.
Per quanto riguarda quelli della Busa, l´opera sicuramente rende più veloce e
facile il collegamento con l´autostrada e Rovereto, ma non risolve altri
problemi che rimangono come prima.
Chi sostiene che la bretella è causa
degli intasamenti nell´Alto Garda e all´incrocio di Nago evidentemente non
ricorda che l´Alto Garda e l´incrocio erano intasati ancora prima che venisse
inaugurata l´opera. Per quanto riguarda l´incrocio di Nago, è una fortuna che
sia stata fatta la rotatoria altrimenti i guai sarebbero maggiori».
Parolari
poi passa al problema centrale: «L´Alto Garda - spiega - è un territorio piccolo
che può accogliere solo un certo numero di persone e di automobili, mentre ne
stanno arrivando numeri non più sostenibili. I veicoli poi passano tutte per
Nago-Torbole che è il collo di bottiglia, il vero luogo di sofferenza.
Finita la telenovela di Mori, bisogna concentrare gli sforzi su questa zona,
lavorare per delle soluzioni che secondo me devono essere almeno tre.
La
prima deve prevedere l´allontanamento del traffico dai centri abitati. Lo si può
fare completando le circonvallazioni di Arco e di Riva e costruendo velocemente
anche quelle di Nago e di Torbole.
La seconda: evitare a ogni costo la
costruzione di una megastrada di accesso alla Busa, che sarebbe destinata a
diventare un tratto della pedemontana di collegamento tra Vicenza a Brescia, a
nord del lago. Se così fosse, addio qualità della vita, addio qualità del
turismo, addio sviluppo e benessere, ci saremmo fatti strozzare dalla nostra
stessa ingordigia per un piatto di lenticchie. L´Alto Garda deve invece restare
zona di arrivo, non deve diventare zona di transito. Bisogna disincentivare in
tutti i modi il traffico di passaggio, migliorare il collo di bottiglia in
entrata rendendolo più scorrevole con la circonvallazione di Nago ma senza
trasformarlo in un pezzo d´autostrada.
La terza soluzione è lavorare per
ridurre il numero degli automezzi in arrivo, che sono troppi. Lo si può fare
puntando decisamente su un turismo di qualità e non di quantità, ma anche
spostando parte del traffico su rotaia, con il ripristino di quanto l´uomo aveva
progettato e costruito all´inizio del secolo scorso, allora un trenino oggi una
metropolitana di superficie». S.I.
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