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14 agosto 2005 -7-

last modified 2007-06-08 13:49

BassoSarca/Ledro (pag.32)

«Ora le circonvallazioni di Nago e Torbole»
D´accordo sia Parolari che Bertolini
Necessari i by-pass per i due paesi




NAGO TORBOLE - Con l´apertura della circonvallazione di Mori si propone ora con forza la questione viabilità sul territorio di Nago Torbole. Intervengono sull´argomento sia il sindaco Ennio Bertolini, sia Giuseppe Parolari, consigliere provinciale ed ex primo cittadino. Entrambi sostanzialmente concordi sulla necessità di un doppio by-pass, uno per Nago e uno per Torbole. Un´alleanza inedita quella tra i due, con gli opportuni distinguo: Bertolini è per il tunnel lunghissimo, Parolari no. L´esponete dei Ds, inoltre, vede di buon occhio anche un collegamento su rotaia.
Bertolini anzitutto si lamenta della rotatoria di Nago: «Il progetto originario prevedeva un piccolo tunnel verso Arco. Non è stato fatto e l´assenza si fa sentire. Ora bisognerà pensare almeno a incanalare il traffico, quello verso Arco e quello verso Riva». Quanto al discorso complessivo, sulla viabilità di accesso al Basso Sarca, «sono dell´idea - dice - che si debba pensare al tunnel "super-lungo" che parta al lago di Loppio e arrivi alla rotatoria di Arco. Per Torbole, poi, è ormai sempre più necessaria la circonvallazione. Che inizi in zona Conca d´Oro e porti a nord della centrale idroelettrica. Non so se è un sogno ma noi abbiamo bisogno di questa nuova strada. Per l´Alto Garda è indispensabile risolvere il problema del traffico sia a Nago sia a Torbole».
Per Parolari «oggi si scontrano due opinioni: c´è chi dice che la bretella di Mori risolve i problemi del Basso Sarca, chi invece sostiene che li aggrava.
Personalmente - dice l´ex sindaco - non credo né alle proprietà taumaturgiche né ai poteri disastrosi di un pezzo di strada. Dico semplicemente che si tratta di una circonvallazione costruita per risolvere i problemi di Mori, cosa che sta facendo egregiamente. Per quanto riguarda quelli della Busa, l´opera sicuramente rende più veloce e facile il collegamento con l´autostrada e Rovereto, ma non risolve altri problemi che rimangono come prima.
Chi sostiene che la bretella è causa degli intasamenti nell´Alto Garda e all´incrocio di Nago evidentemente non ricorda che l´Alto Garda e l´incrocio erano intasati ancora prima che venisse inaugurata l´opera. Per quanto riguarda l´incrocio di Nago, è una fortuna che sia stata fatta la rotatoria altrimenti i guai sarebbero maggiori».
Parolari poi passa al problema centrale: «L´Alto Garda - spiega - è un territorio piccolo che può accogliere solo un certo numero di persone e di automobili, mentre ne stanno arrivando numeri non più sostenibili. I veicoli poi passano tutte per Nago-Torbole che è il collo di bottiglia, il vero luogo di sofferenza.
Finita la telenovela di Mori, bisogna concentrare gli sforzi su questa zona, lavorare per delle soluzioni che secondo me devono essere almeno tre.
La prima deve prevedere l´allontanamento del traffico dai centri abitati. Lo si può fare completando le circonvallazioni di Arco e di Riva e costruendo velocemente anche quelle di Nago e di Torbole.
La seconda: evitare a ogni costo la costruzione di una megastrada di accesso alla Busa, che sarebbe destinata a diventare un tratto della pedemontana di collegamento tra Vicenza a Brescia, a nord del lago. Se così fosse, addio qualità della vita, addio qualità del turismo, addio sviluppo e benessere, ci saremmo fatti strozzare dalla nostra stessa ingordigia per un piatto di lenticchie. L´Alto Garda deve invece restare zona di arrivo, non deve diventare zona di transito. Bisogna disincentivare in tutti i modi il traffico di passaggio, migliorare il collo di bottiglia in entrata rendendolo più scorrevole con la circonvallazione di Nago ma senza trasformarlo in un pezzo d´autostrada.
La terza soluzione è lavorare per ridurre il numero degli automezzi in arrivo, che sono troppi. Lo si può fare puntando decisamente su un turismo di qualità e non di quantità, ma anche spostando parte del traffico su rotaia, con il ripristino di quanto l´uomo aveva progettato e costruito all´inizio del secolo scorso, allora un trenino oggi una metropolitana di superficie». S.I.

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