Alzheimer: «Sportello aperto» a Casa Mielli

«Durante il viaggio… con l’Alzheimer», cartellone di iniziative organizzato dal Centro di ascolto dell’Apsp «Città di Riva» per la 26ª Giornata mondiale sulla demenza di Alzheimer, si chiude martedì 8 ottobre a Casa Mielli con lo «Sportello aperto».

Saranno presenti dalle 9 alle 16.30 il dott. Alessio Pichler, psicologo e consulente del Centro di ascolto, Sara Dellaidotti, educatrice professionale e operatrice validation di primo livello, gli operatori socio assistenziali e gli infermieri della struttura per colloqui di supporto, ascolto e a scopo informativo per tutti coloro che ne faranno richiesta. Su prenotazione sarà possibile incontrare l’esperto che maggiormente soddisfa i bisogni e le richieste degli interessati.

La Giornata mondiale sulla demenza di Alzheimer è stata istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI) con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle patologie più invalidanti e drammatiche che possono colpire l’uomo. La demenza di Alzheimer è una condizione che porta sempre con sé profonde sofferenze, soprattutto psicologiche, e tante difficoltà organizzative, non solo per chi ne è colpito, ma per tutta la famiglia. Uno dei recenti rapporti dell’OMS sulla demenza riporta stime di crescita allarmanti: 35,6 milioni di casi nel 2010 che raddoppieranno nel 2030 e triplicheranno nel 2050, con 7,7 milioni di nuovi casi all’anno, il cui impatto economico sui sistemi sanitari sarà particolarmente impegnativo. In Italia il numero totale delle persone con demenza è stimato in oltre un milione (di cui oltre 600 mila con demenza di Alzheimer), e in 3 milioni il numero delle persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari.

È importante sapere come di recente (il 14 maggio 2019), l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia pubblicato le linee guida “Risk reduction of cognitive decline and dementia”, le quali pongono ancora i riflettori sul concetto di prevenzione della malattia, sostenendo come l’attività fisica e l’adozione di uno stile di vita sano rappresentino le strategie più importanti per la prevenzione della demenza ed il rischio di decadimento cognitivo nella popolazione generale. Il documento sottolinea, infatti, come una modifica degli stili di vita (come l’abitudine al fumo, il consumo eccessivo di alcol, una alimentazione non equilibrata) o il controllo di alcune malattie (quali ipertensione, diabete, obesità, depressione, ipercolesterolemia) e fattori non strettamente sanitari ma più a carattere sociale e culturale (come l’isolamento sociale e gli stimoli cognitivi) possano essere implicati nell’insorgenza della demenza e, in generale, del decadimento cognitivo. La parola chiave pertanto, rimane ancora una volta “prevenzione”, alla luce del fatto che una cura per sconfiggere la malattia ancora non esiste. Quindi, ciascuno di noi, può fare molto per sé stesso per cercare di invecchiare bene o per ritardare i sintomi della demenza, se mai se ne ammalasse. La conoscenza, il sapere e la costruzione di “reti di sostegno” per i malati e le famiglie a livello territoriale , rappresentano ancora una volta l’arma vincente per cercare di vivere bene e per costruirsi, a partire da oggi ed indipendentemente dall’età, un buon invecchiamento.

Sito web: https://www.csarivadelgarda.it

Foto dal film di Philippe Le Guay «Florida» (Francia, 2015)

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