CHAN e Gasconade a «L'atlante»

Prosegue con i due nuovi progetti «CHAN» di Serena Porrati e «Gasconade» di Alessandro Carano, Giangiacomo Rossetti e Davide Stucchi la proposta espositiva «L'atlante» di «Der Blitz 2014», curata da Denis Isaia e Federico Mazzonelli in collaborazione con il Mart, il museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, in corso alla galleria civica «Giovanni Segantini» ad Arco dallo scorso 18 maggio. Inaugurata venerdì 18 luglio, la mostra prosegue fino al 7 settembre con ingresso è libero («L'atlante» prosegue fino al 5 ottobre). (leggi)

I due nuovi lavori si alternano nelle sale della galleria civica ai progetti di Francesco Fonassi «Canto minore» e di Fabrizio Perghem «Errare humanum est». Rimane in esposizione la ricerca di Roberta Pagani «Lo studiolo».

«CHAN», Serena Porrati
Il 18 marzo 2014 è stato pubblicato «HANDY», uno studio compilato da diversi scienziati e finanziato dalla NASA che prospetta lo scenario di un collasso globale, dovuto a un insostenibile sfruttamento delle risorse e a una sempre crescente diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza. La differenza rispetto alle precedenti visioni catastrofistiche è la ricerca di un modello matematico che «esplori le dinamiche essenziali di interazione tra popolazione e risorse naturali». La ciclicità e l'ineluttabilità di questo processo non a caso rimanda alla ciclicità (decadimento e rigenerazione) dei ritmi naturali.

Se si osserva però il decadimento come un «processo di costruzione» che «compone nuovi stati di estensione, grandezza, importanza e integrità a partire da un sistema e fuori da esso senza riformarlo o annullarlo (...) un processo di costruzione che è sottrattivo, nel senso che è intensamente sottrattivo ed estesamente positivo» (Reza Negrestani, Undercover Softness: An Introduction to the Architecture and Politics of Decay, 2010), lo si può considerare il motore di un continuo cambiamento.

I lavori in mostra affrontano da diverse angolazioni l'idea di materia e delle sue potenzialità rigenerative. Si confrontano con i cicli della natura e i processi che stanno all'origine della vita, procedendo per sottrazione e rimescolamento. In un percorso continuo di rinnovamento e ricrescita, la materia si riproduce dalle sue stesse spoglie rinnovandosi ad ogni passaggio. Il territorio di Arco e dell'Alto Garda è ai piedi delle Dolomiti, formatesi circa 250 milioni di anni fa (nel Triassico questa zona era un mare e poteva somigliare ad un atollo tropicale): il loro nome viene dallo scopritore del minerale - costituito prevalentemente da carbonato di calcio e magnesio - che compone queste montagne, continuamente modellate dalle acque, dalle frane e dal vento. La materia che ci circonda collassa verso uno stato di equilibrio, verso una nuova entropia.

Serena Porrati nei lavori presentati per Der Blitz applica un procedimento quasi geologico, legato alla creazione di un nuovo tipo di fossile/manufatto culturale. La mineralizzazione (la principale reazione che porta alla fossilizzazione, l'introduzione di metallo all'interno della roccia) secondo Manuel de Landa (Manuel de Landa, A Thousand Years of Nonlinear History, 2000) è alla base della configurazione del mondo così come lo percepiamo oggi: per il filosofo la continuità di organico e inorganico dovrebbe infatti dimostrare che siamo parte di quegli stessi processi cognitivi che formano il nostro pensiero. Robert Smithson, particolarmente interessato alla geologia sia da un punto di vista pratico che cognitivo, sostiene che i prodotti tecnologici piuttosto che come estensioni umane vanno considerati come semplici aggregati di elementi: in fondo “anche le macchine e gli attrezzi più sofisticati sono composti dai materiali della terra" (Robert Smithson, The collected writings, 1996).

«Gasconade», Alessandro Carano, Giangiacomo Rossetti e Davide Stucchi
La mostra presenta una serie di poster sui quali risaltano delle grafiche per sigilli. Ogni grafica è stata disegnata da Carano, D'Aurizio, Rossetti o Stucchi in coppia con un altro membro della scena artistica milanese – e in particolare della comunità che orbita intorno allo spazio progetto «Gasconade» – con l'intenzione di ideare un segno che legittimasse un rapporto professionale e/o di amicizia.

Al visitatore così non si chiede di decifrare il segno, quanto piuttosto di riconoscere l'esclusività della singola relazione che la grafica simboleggia, e di confidare nel valore e nella genuinità di quella relazione – così come un sigillo è un marchio che testimonia l'autenticità di un documento. La comunità di Gasconade, che necessariamente potrà fruire la presentazione solamente tramite la sua documentazione fotografica, si sentirà comunque coinvolta nella sua ideazione e, riconoscendo i sigilli e i significati dietro di essi, percepirà le vedute della mostra come altrettante 'missive' direttamente indirizzatele. Come Felix Gonzalez Torres avrebbe creato ogni opera per il suo compagno Ross, anche questa mostra, presentata in un luogo 'lontano' dallo spazio milanese, è creata da Gasconade per la sua comunità.

«Lo studiolo», Roberta Pagani
 Roberta Pagani sceglie di inserirsi all'interno del contesto del progetto «Der Blitz» trasferendosi, per un mese, nello spazio a lei dedicato, all’interno della galleria civica «Segantini». Qui stabilirà il suo «Studiolo» e svolgerà la richiesta di curatela rivoltale nella formula di una residenza. Lo spazio messo a disposizione diventa l’ufficio entro cui la curatrice sceglie di stabilirsi e ricreare la dimensione di ricerca che anticipa un progetto di mostra. L’invito a «Der Blitz» si trasforma in una residenza durante la quale indagare criticamente (attraverso ricerche, approfondimenti, testi, interviste e dialoghi web con artisti e professionisti) il senso stesso del risiedere. Facendo riferimento a una prassi in uso tra gli artisti dell’ultima generazione, sarà analizzato il ruolo e il significato delle residenze per artisti oggi: quanto la location (il contesto) è portatrice di senso nel lavoro dell’artista (e non viceversa), il valore dell’abitare uno spazio fisico e sociale (e quindi di turismo contingente), il peso della committenza e il principio dell’autorialità (dove comincia l’uno e finisce l’altro).

Nella sala del museo, durante gli orari di visita, la curatrice sarà presente con il suo tavolo di lavoro privato (ovvero il desktop del pc), proiettando a parete le azioni di ricerca e studio. L’atto di risiedere diventa il pretesto e l’oggetto di un approfondimento che si svolgerà nelle settimane dedicate: si tratta di un work in progress volto a esprimere l’urgenza critica, di studio e di approfondimento con cui la dimensione curatoriale è chiamata abitualmente a confrontarsi e, allo stesso tempo, si pone l'obiettivo di teorizzare un assunto da sviluppare in un successivo progetto formale di mostra.

CHAN
Nasce nel 2009 a Genova come associazione no-profit per promuovere l'arte contemporanea e il lavoro di artisti, critici, curatori emergenti. CHAN è un gruppo di lavoro versatile che oltre a gestire un proprio spazio, organizza e segue la realizzazione di progetti più ampi; attiva costantemente collaborazioni per confrontarsi e sperimentare. CHAN è aperto a molteplici linguaggi; ad oggi si è interessato soprattutto a percorsi che coinvolgono temi sociali, politici e ricerche legate allo spazio. CHAN vuole avvicinare l'arte contemporanea a pubblici diversi e utilizzare una comunicazione semplice. CHAN diffonde la ricerca artistica anche attraverso la sua attività editoriale. Nei cinque anni di attività CHAN ha collaborato con curatori, artisti, spazi indipendenti, istituzioni. Tra questi Motel b (Brescia), Sottobosco (Venezia), DisorderDrama (Genova), Nopsswrd (Genova), Care/of (Milano).

Serena Porrati (Milano, 1981) Nei suoi lavori ci parla del mondo naturale, vissuto, isolato, manipolato e tradito dall’uomo. La ricerca, come lei stessa ha sottolineato, è piuttosto una indagine su come i sogni dell’uomo possano fisicamente realizzarsi e modificare l’ambiente circostante anche solo disseminando lo spazio naturale di segni. Serena Porrati, utilizzando mezzi espressivi differenti (fotografia, video e scultura) interpreta e analizza, con l’interesse dei primi naturalisti, luoghi e forme dell’eterno conflitto tra natura e cultura.

Gasconade
E' uno spazio no profit fondato nel 2011 a Milano. La programmazione proposta è focalizzata sulla presentazione del lavoro dei più giovani artisti che lavorano a Milano e dei loro colleghi stranieri.

Alessandro Carano (1984, Gallarate; vive e lavora a Milano) Diploma di Laurea in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano (in corso). Mostre collettive: Federico Vavassori, Milano, 2014 (forthcoming); Guest, Roma, 2014; La Triennale, Milano, 2012; Galleria d'Arte Moderna, Milano, 2012.

Giangiacomo Rossetti (1989, Milano; vive e lavora a Milano) Mostre collettive: Guest, Roma, 2014. Progetti: Viafarini, Milano, 2013 ; Nofloor, Parigi, 2013; Selador #3, MACRO, Roma, 2014.

Davide Stucchi (1988, Vimercate; vive e lavora a Milano) Diploma di Laurea in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Programma LLP Erasmus, Koninklijke Academie voor Schone Kunsten, Anversa, Belgio. Mostre personali: MACRO, Roma, 2014; Premio Furla, Bologna, 2013; Spazio Cabinet, Milano, 2012; Plusdesign, Milano, 2012; UniCredit Studio, Artissima 18, Torino, 2011. Mostre collettive: Guest, Roma, 2013; Shanaynay, Parigi, 2013; Federica Schiavo, Roma, 2012; La Triennale, Milano, 2012; Galleria d'Arte Moderna, Milano, 2012; 1m3, Losanna, Svizzera, 2012; Villa Romana, Firenze, 2011; UniCredit Studio, Milano, 2011. Progetti: Co-fondatore e co-curatore dello spazio espositivo Gasconade, Milano.

Roberta Pagani (Milano, 1983) si trasferisce a Torino nel 2009, dove vive e lavora. Consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e termina gli studi all’ENSBA (Parigi) specializzandosi in fotografia, installazione multimediale e video art. Dal 2011 promuove progetti curatoriali indipendenti con un’attitudine critica verso le forme di comunicazione e le dinamiche di fruizione da parte del pubblico, con particolare attenzione alla scena delle arti visive dell’ultima generazione. Con il progetto info-numeri inaugura a Torino una serie di appuntamenti, con cadenza mensile, che coinvolgono artisti del territorio e internazionali in location dissimili e allestimenti site specific. Nel 2012 è invitata a ideare e curare il progetto di residenza Be Clear!, in occasione del Festival dell’Economia, ospitata nel polo culturale e industriale Opificio delle Idee di Rovereto e, lo stesso anno, progetta e cura la mostra site specific On Air_Radio Raee all’interno del polo smistamento rifiuti di Asti. Nel 2013 idea la residenza HOTEL (per artisti e pubblico), un intervento situazionista e interpretativo del sistema dell’arte (Castello di Rivara, centro internazionale per l’arte contemporanea); con la collettiva Public Arena (Associazione Barriera, Torino) indaga il fenomeno europeo dell’urban intervention e l’azionismo della public&street art. Dal 2013 è parte del comitato scientifico e della direzione artistica del progetto The Others Fair, fiera off alle ex carceri Le Nuove a Torino. Ha curato mostre personali e collettive e la direzione artistica dell’allestimento di progetti espositivi in Italia e all’estero, tra cui: Plastitype, Van Der (To); Still, Galleria In Arco (To); Nuoto da camera e altre discipline olimpiche, Venus Gallery; N°3, GlogauAIR (Berlino); XI/XII/XII/XIV° Premio Cairo, Palazzo della Permanente (Mi); World!, Galleria Ermanno Tedeschi (Tel Aviv); MTV/Brand New Art, MAMBo (Bo), Lanificio Factory (RO), Centro Pecci (Prato), Fondazione Puglisi Cosentino (Ct), Palazzo della Permanente (Mi); Graphic Journalism, MIUMUR (Tolentino); L’arte del sogno, Galleria Nazionale dell’Umbria (Pg).

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Riva del Garda, museo
Piazza Cesare Battisti, 3/A
38066 Riva del Garda (TN)
Apertura
Dal 21 marzo al 2 novembre: dalle 10 alle 18 (lunedì chiuso)
Giugno, luglio, agosto e settembre: dalle 10 alle 18 (aperto tutti i giorni)
Periodo natalizio, dal 27 al 30 dicembre e dal 2 al 6 gennaio: dalle 10 alle 18; 31 dicembre: dalle 10 alle 17
Ingresso: 3 euro

Arco, galleria civica «Giovanni Segantini»
Via Giovanni Segantini, 9
38062 Arco (TN)
Apertura
Da gennaio a giugno e da settembre a dicembre: dalle 10 alle 18 (lunedì chiuso)
Luglio e agosto: dalle 15.30 alle 22 (lunedì chiuso)
Ingresso libero

Lunedì, 14 Luglio 2014 - Ultima modifica: Sabato, 19 Luglio 2014

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