Museo Alto Garda: alcune precisazioni

In merito all’articolo di stampa pubblicato dal quotidiano Trentino nell'edizione del primo giugno nella cronaca di Riva del Garda con il titolo «Riva, per il Mag una perdita di quasi 400 mila euro», l'Amministrazione comunale ritiene doveroso intervenire per alcune precisazioni.

L’articolo prende lo spunto dai provvedimenti con i quali sono stati approvati il rendiconto del Comune (delibera di Consiglio comunale) e del Museo (delibera di Giunta) per l’anno 2018 e riporta una serie di dati, esposti nei predetti rendiconti, relativi alla presenza del pubblico, all’entità delle entrate e delle spese, alla percentuale di copertura con le entrate del costo complessivo annuale.

I dati sono riportati correttamente, ma echeggia ripetutamente nel testo dell’articolo il concetto della “perdita” economica che, onestamente, non si riesce a comprendere che cosa abbia a che fare con un servizio culturale come è quello svolto dal museo.

I servizi pubblici culturali sono per legge definiti “privi di rilevanza economica ed imprenditoriale”, pertanto per valutare l’efficienza degli stessi non è possibile ricorrere a categorie concettuali riferibili alle aziende e parlare quindi di “perdite”. In questo contesto si dovrebbe pertanto parlare di “costi”, restituendo il corretto valore e significato alle parole.

È noto a tutti che i servizi sociali (scuola, sanità ecc.) e quelli culturali (musei, biblioteche, teatri ecc.) sono servizi strutturalmente deficitari, nel senso che il loro costo in un sistema come il nostro non può essere coperto integralmente dagli utenti, a meno che non si voglia riservare l’accesso agli stessi solo a coloro che possono permettersi di pagare un costo molto alto. Il concetto della socializzazione dei costi di questi servizi, cioè la ripartizione di tali costi a carico della collettività e non solo di chi materialmente ne fruisce è un principio di democrazia e, nel nostro Paese, un valore costituzionale.

Detto questo si può discutere se il progetto culturale del museo sia più o meno rispondente alle esigenze della cittadinanza, se il 45% di copertura dei costi con le entrate sia tanto oppure poco, se i numeri complessivi del pubblico siano o meno adeguati rispetto alle caratteristiche del Mag.

Resta il fatto che il compito affidato al Mag fino a questo momento dalle amministrazioni comunali di Riva del Garda e di Arco, dato che si tratta di un servizio svolto in modo associato dai due Comuni, è quello di essere il museo del territorio altogardesano, cioè di occuparsi del territorio da vari punti di vista (la sua storia, la sua rappresentazione tramite l’arte antica, moderna e contemporanea, la sua documentazione attraverso la fotografia storica e contemporanea, lo studio e la ricerca, i servizi educativi) e di dedicarsi alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale locale tramite varie attività di promozione e di divulgazione rivolte alla collettività e in particolare alle scuole.

Il compito di fungere da traino per la presenza turistica non è mai stato affidato al Mag, il che è del tutto logico se si pensa che la strategia complessiva dell’Alto Garda è stata, giustamente, quella di realizzare il progetto dell’Outdoor Park, con tutto quello che ne consegue in termini di target turistici da intercettare con l’offerta della vacanza “attiva”.

Il Museo può rappresentare solo un tassello dell’offerta complessiva del territorio dal punto di vista turistico; la sua funzione principale è quella di fornire servizi di tipo culturale alla popolazione locale, a quel/la cittadino/a che deve sborsare 22,42 euro all’anno per mantenere il suo museo e che per questo motivo ha tutti i diritti di usare tali servizi e di manifestare, se lo ritiene, il suo disaccordo su come gli stessi vengono svolti. Le indagini sul grado di soddisfazione dell’utenza fin qui svolte hanno confermato il gradimento da parte dei diversi pubblici e incoraggiato il Museo a proseguire nella attuale direzione.

Domenica, 09 Giugno 2019

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