Violenza sulle donne: uscirne si può

Uscirne si può. È il messaggio, concreto e circostanziato, lanciato venerdì 22 novembre alla serata formativa «Donne. Ascoltare, pensare, informarsi, agire», proposta per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne dal Comune di Riva del Garda.

Un approccio pratico, diretto e concreto affidato a una equipe specializzata del Centro studi Evolution di Verona: all'auditorium del Conservatorio due attori, Beatrice Niero e Andrea Picco, hanno messo in scena tre momenti di vita familiare e di coppia che hanno ricreato situazioni tipiche, manifeste o potenziali, di violenza. Pietro Lombardo, psicoterapeuta e pedagogista, ha aiutato il pubblico (una quarantina di persone, non solo donne) ad analizzare, destrutturare e comprendere i comportamenti e le dinamiche emotive, fornendo gli strumenti per riconoscere il potenziale pericolo e le strategie per evitarlo e per difendersi, rompendo lo schema che troppe volte ha quale esito la violenza.

«Dopo anni più celebrativi abbiamo voluto superare “l’imbarazzo” di riconoscere anche la parte della donna rispetto alla violenza di cui è oggetto -spiega l’assessora alle politiche sociali Lucia Gatti- al cui riguardo i dati sono sicuramente significativi anche nel nostro territorio, riconducendola alle sue esperienze passate, alle storie familiari, alle molestie e alle violenze subite, che possono aver influito anche sulla scelta di un partner poi rivelatosi violento. Sono state proposte al pubblico tre pieces di violenza in famiglia, commentate e approfondite in una ricerca di senso e valenza psicologica dal dott. Pietro Lombardo. La terza scena, in particolare, ha rappresentato un’evoluzione nel senso del rispetto reciproco: se la donna sa dare valore a se stessa, ai propri desideri e aspirazioni, e dall’altra l’uomo sa superare la sua debolezza e il bisogno di possesso senza agirli in forma violenta, trasformando un atto impulsivo in un pensiero. Il sunto del messaggio lanciato venerdì è nel titolo della serata: ascoltare, pensare, informarsi e agire è la strada per uscire dalla violenza, che non è un destino ineluttabile ma qualcosa che si può evitare. Ma appunto tutto passa per la comprensione rispetto a ciò che ci accade, presupposto per avere maggiori opportunità di trovare soluzioni».

L’assessora ha ricordato come la Provincia di Trento già dal 2010 persegua il lavoro in rete tra vari attori coinvolti quale strumento strategico per elaborare un percorso integrato contro la violenza, con azioni in ambito sociale, lavoro, strumenti di sostegno, formazione, collaborazione con le forze dell’ordine e indicando le risorse del territorio e le modalità di approccio alle singole situazioni a seconda dei vari attori coinvolti.

«Questa modalità di agire permea pienamente l’agire a livello comunale -dice Lucia Gatti- orientato a sviluppare una comunità che sappia essere solidale, accogliente e vigile, continuando a sostenere iniziative e campagne di sensibilizzazione per sostenere un processo culturale. Grazie a un percorso sempre monitorato, la convinzione è ora quella di attivare un cambiamento che organizzi in maniera differente le esperienze delle donne, mutando il modo di soffrire per questa “epidemia sommersa”, ricercando le condizioni di sicurezza e fiducia di cui, dal trauma della violenza, in tutti i suoi modi di dispiegarsi, sono state private loro stesse e eventuali testimoni (violenza assistita con conseguenze documentate dalla ricerca), per poter assegnare un rinnovato senso alla vita. Per questo con l’evento di quest’anno si è voluto fare un passo avanti, facendo propria la formula del Servizio pari opportunità della Provincia: “Uscire si può”».

Nel suo intervento di apertura della serata l’assessora Gatti ha espresso soddisfazione per la mobilitazione diffusa riguardo alla violenza di genere, recentemente sancito anche dall’approvazione all’unanimità in Consiglio comunale di due mozioni sul tema. E ha riassunto alcuni dati storici: sono passati vent’anni dalla Risoluzione delle Nazioni Unite che istituì il 25 novembre come Giornata contro la violenza sulle donne, trenta dalla prima Convenzione dell’Assemblea delle Nazioni Unite sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione delle donne, 24 dalle Dichiarazioni delle Nazioni Unite sull’argomento a Vienna e a Pechino, otto dalla Convenzione di Istambul, con il proclama dei diritti delle donne e l’impegno degli stati firmatari a prevenire e contrastare la violenza. Mentre in tempi più recenti, ovvero lo scorso luglio, ci sono state le modifiche del Codice penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica, con l’introduzione del Codice rosso.

Giovedì, 28 Novembre 2019

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