Domenica l'antichissima sagra di polenta e mortadella

Torna «Polenta e Mortadella», la sagra che a Varone da più di 300 anni conclude, tra musica e folklore, le feste di Carnevale. La distribuzione gratuita di polenta e mortadella, nata da un antico «beneficio» dovuto dalla curia alla comunità (una «soma di pane di frumento, una brenta di vino e un minale di farina cotta»), si tiene il 22 febbraio, prima domenica di Quaresima, in piazza della Chiesa e al campo dell’oratorio.
Data:

20/02/2026

Tempo di lettura:

2 min

© www.facebook.com/PolentaMortadellaVarone - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

La festa inizia alle 13.45 con la sfilata con la banda sociale di Dro e Ceniga con il suo gruppo delle majorette e le autorità. Alle 14 il saluto delle autorità e l’inizio della distribuzione, con intrattenimento musicale della banda e delle majorette.

Durante tutta la festa sarà attivo un fornitissimo bar-ristoro con bevande e patatine fritte.
È disponibile un ampio parcheggio presso la ditta Bonora Ortofrutta.
In caso di cattivo tempo la manifestazione sarà rinviata alla domenica successiva, 1° marzo.

Nota storica
La tradizionale sagra di «polenta e mortadella» a Varone rappresenta una delle feste popolari più antiche di tutto il Trentino. Sfogliando qualche vecchio documento è possibile risalire al dicembre del lontano 1708, quando il curato don Gaetano Bertoldi affermava di essere tenuto, in virtù di un «beneficio» di cui godeva le rendite, conferitogli dalla comunità che ne deteneva lo «Jus Patronatus», a distribuire nel giorno dell’Annunciata nella chiesa di Santa Maria del Perdono una «soma di pane di frumento, una brenta di vino ed un minale di farina cotta».

L’usanza è giunta fino ai nostri giorni: alla «farina cotta» (polenta) è andata ad aggiungersi la mortadella e la data effettiva è slittata dal giorno dell’Annunciazione alla prima domenica di Quaresima. Un’altra testimonianza scritta dell’usanza di distribuire cibarie alla popolazione del Varone risale al 1829. E andando ancora a ritroso nel tempo, si scopre che il «beneficio» cui si fa riferimento nello scritto del 1708 risale addirittura al 1463, quando «Ser Gabriel Pitiliani, originario della città di Siena e sepolto nel cimitero di San Francesco di Riva, lasciò tutti i suoi beni all’altare di San Giacomo nella chiesa del Pernone e volle che lo «Jus Patronatus» fosse del Comune di Riva. Non è dunque da escludere che le pubbliche distribuzioni di cibarie a Varone, di cui «polenta e mortadella» è la moderna continuazione, abbiano avuto inizio proprio in quel lontanissimo 1463.

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Data di scadenza

23/02/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 20/02/2026 15:54

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