Descrizione
Illustrando diverse soluzioni concrete realizzate in Italia e in Europa, l'arch. Dondè ha mostrato come la maggior parte delle città italiane sia ancora progettata secondo un paradigma orientato prevalentemente all'uso e alla circolazione dell'automobile. In media, infatti, tra il 70% e l'80% dello spazio pubblico nelle nostre città è occupato da veicoli motorizzati, a discapito della sicurezza dei pedoni, della salute dei bambini e della qualità dell'aria.
Uno dei punti centrali dell'intervento è stato l'impatto della velocità e della saturazione automobilistica sulla sicurezza stradale. Negli ultimi dieci anni in Italia si sono registrati oltre 30 mila morti e due milioni di feriti a causa di incidenti stradali, con un costo sociale stimato in circa 180 miliardi di euro. Per contrastare questo fenomeno l'architetto ha evidenziato l'efficacia del modello «Città 30» e della moderazione del traffico, portando a supporto i dati di uno studio europeo condotto su 40 città: la riduzione del limite a 30 chilometri all'ora porta a un calo del 23% degli incidenti, a una riduzione del 37% delle vittime e del 38% dei feriti, oltre a una diminuzione dei consumi di carburante e del rumore.
Un capitolo importante della serata è stato dedicato ai più piccoli e al loro diritto di muoversi negli spazi pubblici in totale sicurezza. Dondé ha citato studi internazionali che dimostrano come l'autonomia negli spostamenti casa-scuola favorisca la capacità di apprendimento e la concentrazione degli studenti. In Italia solo il 7% dei bambini va a scuola in autonomia, contro il 40% della Germania o il 41% del Regno Unito.
Progetti come le «strade scolastiche» (chiuse al traffico negli orari di ingresso/uscita), i playgrounds urbani e le piazze tattiche sperimentate in diverse città europee e italiane (tra cui i recenti laboratori di urbanismo tattico realizzati a Trento e Brescia) rappresentano soluzioni concrete e rapide per restituire spazi di gioco e socializzazione.
«Non si tratta di una guerra contro gli automobilisti, ma di una scelta a favore delle persone, della salute e del futuro delle nostre comunità», ha ribadito nel corso dell’evento Matteo Dondè, a cui faceva da spalla Andrea Vico, noto giornalista e divulgatore scientifico. Attraverso percorsi di progettazione partecipata con residenti, commercianti e giovani cittadini si possono trasformare le città da meri corridoi di traffico a luoghi di incontro accoglienti per tutti: pedoni, ciclisti, bambini, anziani e persone con disabilità, anche attraverso la piantumazione di alberi e la creazione di piccole piazze.
L’invito di Dondè, che durante la serata ha ricevuto numerose richieste di approfondimento dai cittadini e amministratori presenti in sala, è di promuovere questo cambiamento con gradualità, sperimentando attraverso allestimenti removibili e coinvolgendo la cittadinanza dei quartieri interessati nella progettazione degli interventi. Molte città italiane si stanno muovendo in questo senso, con ottimi risultati, ottenuti anche grazie all’intensificazione graduale del trasporto pubblico.
Alla serata hanno preso parte tra gli altri per Arco la sindaca Arianna Fiorio e il vicesindaco e assessore alla mobilità Marco Piantoni, per Riva del Garda l'assessore alla mobilità Gabriele Bbertoldi, presente anche l'assessore alla mobilità di Trento Michele Brugnara.