Descrizione
Un uomo solo in scena. È un detenuto condannato all’ergastolo, rinchiuso da anni tra le mura di un carcere. Non ha un nome, non ha tempo: pensa, osserva, legge, ascolta l’eco di un mondo esterno che cambia troppo in fretta, e quasi sempre in peggio. Il monologo si snoda come un flusso interiore, a tratti lucido, a tratti delirante, ma sempre profondamente umano. Spaesato e disorientato, prigioniero anch’esso di meccanismi sociali che opprimono, consumano e anestetizzano: il carcere diventa metafora e specchio del mondo là fuori.
Mattia Archinito racconta la propria storia e insieme quella collettiva: giustizia e vendetta, solitudine e memoria, tempo che si ferma e tempo che corre troppo, indagando il confine sottile tra colpa e responsabilità. Il monologo non cerca assoluzioni, né pietà, ma è riflessione. La sua voce, sepolta ma viva, costringe lo spettatore a guardarsi dentro, a confrontarsi con la propria cella interiore e con la realtà esterna, sempre più simile a un’enorme prigione invisibile. E forse, tra le righe del racconto, si affaccia una domanda: chi è davvero il prigioniero?
L'evento è organizzato dall'associazione Arcobaleno in collaborazione con la Comunità di valle Alto Garda e Ledro.
Gli altri appuntamenti locali della Settimana dell’accoglienza:
● giovedì 1° ottobre ad Arco all'auditorium di Palazzo dei Panni alle 20.30 lo storico Romano Turrini è il relatore di «Arco: storie di accoglienza e di varia umanità», conferenza-incontro incentrata sulla ricostruzione storica e sociale della cultura dell'ospitalità e della solidarietà nel territorio di Arco. Organizza la biblioteca civica «Bruno Emmert»;
● mercoledì 30 settembre «Attraverso la mia ombra» sarà presentato ai ragazzi e alle ragazze del liceo Maffei e dell’istituto Floriani di Riva del Garda.
Foto: Mattia Archinito al teatro comunale di Tione lo scorso 27 marzo, da www.facebook.com/DistrettoFamigliaValRendena