Descrizione
Sorridente, in buonissima salute e incredibilmente autonoma (tutti i giorni esce per una passeggiata o per la spesa al supermercato assieme alla figlia Carla, usando il girello solo per sentirsi più sicura), colpisce soprattutto per il senso dell’ironia e per la leggerezza e la gioia con cui affronta la vita. Alla domanda della vicesindaca su quale età si senta, sorridente ha risposto «ottanta, ma portati bene». E in merito alla scelta dei parenti di anticipare la festa di qualche giorno, così da poter sfruttare il giorno festivo (i più abitano distante), che aveva sollevato qualche perplessità per comprensibili motivi scaramantici, Giuseppina, sapendo della visita dell’amministrazione comunale mercoledì, aveva risposto, sempre con la sua risata irresistibile, che le pareva un’ottima idea, perché le avrebbe consentito di fare due feste anziché una sola.
Nata il 1° aprile del 1926 a Ronchis, piccolo paese in provincia di Udine, penultima dei quattro figli di Antonio e Santina, nel 1953 ha sposato Nicola Panaccio, maresciallo della guardia di finanza, conosciuto in spiaggia a Lignano Sabbiadoro («Stavo facendo il bagno -racconta- l’ho visto che faceva domande a mio nipote e che mi guardava, biondo e con gli occhi azzurri com’era mi pareva un tedesco. Allora sono rimasta in acqua, speravo se ne andasse, ma dopo un po’ sono uscita: mica potevo starci tutto il giorno, in acqua!») Con lui si è trasferita a Cividale del Friuli, quindi (seguendo i trasferimenti di lavoro del marito) a Gorizia, Trieste e infine Padova. Nel 2019 assieme alla figlia Carla l'approdo a Riva del Garda, in via Lavino, per seguire la nipote Silvia, insegnate alle Damiano Chiesa.
«Mai avrei immaginato di compiere 100 anni -ha raccontato, divertita, Giuseppina, elegantissima con collana e orecchini- anzi, non sapevo nemmeno che esistessero, i 100 anni». Un traguardo al quale da qualche anno si sta preparando con una sorta di conto alla rovescia: «Dai 97 in poi ha iniziato a misurare la sua età in anni mancanti ai 100 -ha raccontato la figlia- cioè 100 meno 3 per i 97, 100 meno 2 per i 98…»
A Riva del Garda dice di trovarsi bene, di sentirsi accolta e di notare diverse somiglianze con la sua terra d’origine; compresa l’òra che le ricorda la bora di Trieste, simili nel nome ma per il resto ben diverse. Dei tanti mazzi di fiori ricevuti, e che mostra con gioia, uno è di Sergio Giordani, sindaco di Padova, la città in cui ha vissuto per diversi anni prima di trasferirsi a Riva del Garda.