Descrizione
Il nuovo robot è già operativo e gli ortopedici di Rovereto, in sinergia con l’équipe anestesiologica e infermieristica del blocco operatorio di Arco, hanno già eseguito con successo i primi interventi di protesi di ginocchio. Il decorso post-operatorio dei primi pazienti si è svolto in modo ottimale e senza complicanze, consentendo la deambulazione già a poche ore dall'intervento e le successive dimissioni nei giorni immediatamente seguenti.
Il nuovo sistema robotico consente di eseguire interventi di chirurgia protesica parziale e totale di ginocchio e di anca, e in futuro sarà integrato anche con un modulo per poter intervenire sulla spalla. Questa tecnologia permette al chirurgo ortopedico di effettuare tagli ossei estremamente precisi con una tolleranza inferiore al millimetro, garantendo l'impianto delle protesi con un'accuratezza senza precedenti a partire da una pianificazione tridimensionale dell'anatomia del singolo paziente ricavata da un esame Tac preventivo. Durante l’intervento il chirurgo interagisce con il sistema guidando lo strumento, ma il controllo del taglio è supportato dal robot che impedisce di uscire dal piano di taglio pianificato, riducendo in modo sostanziale la variabilità del gesto chirurgico, peculiarità questa, pressoché unica nel suo genere.
Un investimento fortemente voluto dalla direzione di Asuit e supportato dalla Provincia autonoma di Trento che ha portato ad Arco una tecnologia di altissimo livello. Alla cerimonia erano presenti l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio, il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, il direttore dell'ospedale di Arco Luca Fabbri, la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani, il direttore del Dipartimento ortopedico traumatologico Fabrizio Cortese, il direttore dell'Unità operativa di anestesia e rianimazione di Arco Marco Cavana. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche i sindaci di Arco Arianna Fiorio e di Riva del Garda Alessio Zanoni, il presidente della Comunità Alto Garda e Ledro Giuliano Marocchi, la direttrice sanitaria Denise Signorelli insieme a rappresentanti della direzione medica, clinica e amministrativa dell’ospedale.
In apertura di conferenza stampa il direttore dell’ospedale Luca Fabbri, ha sottolineato come la nuova apparecchiatura rappresenti un valore non solo per la struttura di Arco ma per tutta la rete ortopedica, ringraziando tutti i tecnici e i professionisti che hanno reso possibile la partenza dell’attività ad Arco.
Nel portare il saluto della città di Arco la sindaca Arianna Fiorio ha espresso apprezzamento per la valorizzazione dell’ospedale di Arco evidenziando l’importanza di investire nella sanità pubblica a beneficio della collettività.
«Con l'arrivo di questa tecnologia di altissimo livello ad Arco, un'apparecchiatura senza eguali all'interno del nostro Servizio sanitario provinciale -ha detto il direttore generale di Asuit Antonio Ferro- confermiamo la volontà di far crescere la rete ortopedica aziendale valorizzando le competenze di tutti i nostri professionisti. L'ospedale di Arco diventa così un punto di riferimento provinciale in cui confluiranno pazienti e chirurghi da diverse sedi, unendo la risposta assistenziale d'eccellenza alla ricerca e alla didattica universitaria. È la dimostrazione di come la visione di rete in sinergia con tecnologia e formazione possano garantire ai cittadini trentini cure all’avanguardia e fare la differenza per la salute della nostra comunità».
La direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani ha illustrato le principali caratteristiche tecnologiche dell'apparecchiatura e gli interventi strutturali: «Il robot di è stato acquisito con un contratto di noleggio triennale con possibilità di rinnovo, comprensivo di assistenza tecnica e di dispositivi medici dedicati, per complessivi 430 mila euro all’anno iva compresa. Nei prossimi mesi la sala che ospita il macchinario sarà oggetto di lavori per installare nuovi pensili e lampade ottimizzando così gli spazi di lavoro e rendendo l’ambiente più confacente alle esigenze degli operatori. È inoltre già previsto un primo investimento di 180 mila euro per tecnologie complementari per trapani e lavaferri, a cui seguirà un secondo intervento di ulteriori 160 mila euro per il trattamento dei pavimenti e la sostituzione di controsoffitti e pensili».
Il direttore del Dipartimento ortopedico traumatologico, Fabrizio Cortese, ha posto l’accento sul valore del modello organizzativo e del lavoro di squadra: «Asuit, in accordo con l’assessorato provinciale alla salute, ha scelto di centralizzare l’attività robotica ortopedica all’ospedale di Arco per disporre di spazi e personale dedicati. È un modello già adottato in altre realtà italiane, che concentra l’attività programmata dove non c'è la pressione delle urgenze. Grazie al supporto dei colleghi di Rovereto e Tione, il personale di Arco ha svolto un intenso addestramento teorico e pratico. L’impegno dell’intero ospedale è stato eccezionale, dimostrando che l’ottica di rete è vincente nelle innovazioni sanitarie. Contiamo di raggiungere entro l’autunno almeno una seduta robotica settimanale, con l’obiettivo di ampliare l'offerta in futuro. In quest’ottica, la struttura di Arco diventerà uno dei centri di studio per l’attività universitaria ortopedica, implementata anche grazie alla nomina a professore ordinario ortopedia e traumatologia dell’Università di Trento di Pierfrancesco Indelli, che ha maturato negli Stati Uniti un’esperienza specifica sulla chirurgia protesica robotica».
Il direttore dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione e responsabile del Blocco operatorio Marco Cavana ha sottolineato la rilevanza del progetto per i professionisti di Asuit: «Ci troviamo in una fase storica dove ancora mancano modelli che possano rispondere adeguatamente e con equità ai bisogni di salute. Credo che la rete estesa trentina, luogo di reale possibilità di "contaminazione", sia quel punto di raccordo virtuoso fra territorio e professionisti della salute dove interpretare con competenza, entusiasmo e ampio sguardo, processi di cura sempre più complessi ed interdipendenti. Arco, anche, ma non solo, attraverso la messa a punto di questa importante opportunità ortopedica, si sta candidando a efficiente e attraente modello clinico/organizzativo fondato su trasparenti dialoghi incrociati di alto profilo.»
«L’inaugurazione di questo nuovo sistema robotico -ha sottolineato il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio- rappresenta un investimento strategico che va ben oltre il singolo acquisto tecnologico: è il risultato di una programmazione sanitaria provinciale nel solco dell’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca. L’ospedale di Arco dimostra come una struttura territoriale possa esprimere un valore straordinario all'interno di una rete ospedaliera integrata, diventando un punto di riferimento per la chirurgia protesica robotica e un polo d'eccellenza per la didattica e la ricerca. Attorno a questo progetto ruotano competenze multidisciplinari e la collaborazione tra diverse realtà: è la conferma che oggi la sanità cresce quando si superano, attraverso il lavoro di squadra e percorsi condivisi, i compartimenti stagni. Offrire ai nostri professionisti gli strumenti più moderni per lavorare e collaborare significa garantire ai pazienti la massima qualità e sicurezza delle cure».
«Continuiamo a investire con decisione nell’innovazione tecnologica -ha detto l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina- nella ricerca e nella qualità della nostra sanità pubblica, con una visione strategica di lungo periodo. La scelta dell’ospedale di Arco per l’avvio della chirurgia protesica robotica dimostra l’efficacia e la modernità del modello trentino: una sanità organizzata in rete, dove le strutture del territorio valorizzano le proprie competenze e lavorano in perfetta sinergia con le migliori professionalità di Asuit e con l’Università. Il robot ortopedico rappresenta una risorsa a disposizione di tutte le unità operative di ortopedia del Trentino, nell’ottica di una gestione condivisa delle tecnologie più avanzate e di un accesso equo all’innovazione per tutti i cittadini. L’obiettivo è intensificare già entro l’autunno il ritmo dell’attività robotica per ampliare in modo consistente l’offerta: è questa la strada per far crescere il Trentino come un polo di eccellenza, capace di fare ricerca, attrarre talenti e garantire ai cittadini cure e tecnologie sempre più avanzate».
«Questa novità è la prova concreta di come la Provincia di Trento continui a investire risorse importanti per ammodernare i nostri ospedali -ha detto il presidente Fugatti- e portare la migliore tecnologia direttamente al servizio delle persone. Mettere al centro la salute dei cittadini significa offrire interventi sempre più precisi e sicuri, riducendo i tempi di recupero dei pazienti. Abbiamo fatto una scelta precisa: fare dell'ospedale di Arco il punto di riferimento in Trentino per questo tipo di chirurgia. Si tratta di un importante risultato, frutto di un grande sforzo organizzativo che dimostra la forza del fare rete, valorizzando gli ospedali del territorio».