Descrizione
Questa iniziativa nasce nel più ampio progetto «Museo Alto Garda senza barriere. Esperienze culturali accessibili, interattive e multilingue» finanziato dalla Fondazione Caritro per il biennio 2025-2026 nell’ambito del bando «Digitale per la cultura», finalizzato a rendere le collezioni del museo fruibili da differenti categorie di pubblico, tra cui le persone con disabilità fisica, cognitiva e sensoriale.
«Accanto a queste azioni -spiega il direttore Matteo Rapanà- per un museo territoriale come il Mag era fondamentale intraprendere anche un percorso educativo e di sensibilizzazione della collettività sulle tematiche legate alla disabilità: per questo motivo abbiamo dialogato con gli istituti locali e avviato un progetto specifico con il liceo Maffei, cui con sono attive collaborazioni di lunga data, grazie anche alla particolare attenzione che il corpo docenti rivolge alle attività del museo».
Sulla base di queste premesse è nato il progetto di alternanza scuola lavoro «Un museo da toccare: accessibilità al Mag», suddiviso in due incontri con esperti di differenti settori che si sono svolti a febbraio: protagonista del primo appuntamento è stato Matteo Perini di Prom Facility, realtà innovativa di Trentino Sviluppo, che nell’aula magna del liceo Maffei ha illustrato le più avanzate tecnologie di stampa tridimensionale con cui sono state anche realizzate le repliche fisiche di alcune importanti sculture presenti nelle collezioni del Museo Alto Garda.
Nel secondo incontro Irene Matassoni di Abil Nova, ente che si occupa di accessibilità e di supportare persone con disabilità, ha condotto un’esperienza immersiva che ha permesso agli studenti di «vedere» le opere d’arte, attraverso l’esplorazione tattile delle repliche inserite lungo il percorso espositivo e, contemporaneamente, di vivere le problematicità quotidiane delle persone cieche e ipovedenti. Per aiutare gli studenti a immedesimarsi, Irene ha portato con sé degli occhiali particolari, pensati per simulare condizioni come il distacco della retina, la degenerazione maculare o la retinopatia diabetica. Alla parte teorica è seguita la pratica con gli studenti che sono stati accompagnati nella pinacoteca bendati o con gli occhiali da ipovedenti. Divisi in coppie, i ragazzi si sono dovuti guidare tra le esposizioni raccontandosi quello che vedevano e provando in prima persona il percorso sensoriale del Mag.
Le riproduzioni tattili, esposte nelle sale proprio per questa occasione, sono state prodotte da Prom Facility attraverso le più avanzate tecniche di stampa 3D. La riproduzione in scala ridotta permette ad adulti, bambini e persone in sedia a rotelle di toccare tutti i dettagli dell’oggetto, senza perdere i dettagli significativi.
Il prossimo passo di questo percorso per gli studenti del liceo Maffei sarà quello di preparare un modellino tattile della Rocca di Riva del Garda, sede del museo, da integrare nel percorso espositivo entro giugno 2026.
In attesa di poter toccare il modello della Rocca, sarà possibile utilizzare tutti gli strumenti del percorso sensoriale a partire dalla festa di apertura del Museo, il prossimo 21 marzo.
PER APPROFONDIRE
Il progetto «Museo Alto Garda senza barriere. Esperienze culturali accessibili, interattive e multilingue»
Museo Mitag di Rovereto, Abil Nova, Anffas, Ente nazionali sordi, Suggesto, Funnel Art e Prom Facility sono le realtà che operano nel mondo museale, dell’innovazione tecnologica e del sociale, con cui il Museo Alto Garda ha intrapreso questo ambizioso e profondo rinnovamento che sarà concluso entro giugno del 2026. Gli esiti di questo progetto sono numerosi e diversificati, fisici e digitali, tuttavia tutti accomunati dallo scopo di proporre contenuti capaci di garantire la fruizione degli spazi museali ai diversi pubblici di visitatori italiani, stranieri, locali e turisti, con un’attenzione specifica per persone con disabilità fisica, cognitiva e sensoriale, abbattendo così abbattere le barriere invisibili fisiche e cognitive per rendere la cultura un bene realmente universale: contenuti in italiano, tedesco e inglese, tour virtuali per visitatori con disabilità fisica, filmati nella lingua internazionale dei segni per persone sorde, guide in lingua facile da leggere per utenti con disabilità cognitiva e percorsi tattili per ciechi e ipovedenti che alterna audio descrizioni con repliche di alcuni importanti oggetti presenti nel percorso espositivo del museo.
L’intervento di Irene Matassoni
Nella sala polivalente del Mag Irene Matassoni ha spiegato ai ragazzi le difficoltà che affrontano le persone cieche e ipovedenti: «Non tutto ciò che per noi è visibile a colpo d'occhio è accessibile per persone cieche o ipovedenti. Mentre è facile capire cosa significhi essere ciechi, quindi non vederci completamente, facciamo più fatica a capire cosa voglia dire vederci poco, in modo parziale o magari solo con alcune condizioni di luce particolari».
Per far sperimentare ai ragazzi queste condizione, Matassoni ha portato occhiali appositi: «I sensi sono molti di più di quelli che siamo abituati a pensare -ha proseguito- ed è dimostrato che particolari condizioni di vita acuiscono determinati sensi, ad esempio popolazioni che vivono tra le nevi riescono a distinguere molte più sfumature di bianco. Per noi che vediamo la vista viene utilizzata al 80% e il restante 20% se lo spartiscono gli altri sensi, in particolare udito e tatto. Questi ultimi sono i sensi usati principalmente dalle persone cieche o ipovedenti. Chiaramente c’è una differenza tra chi è nato cieco e chi lo è dalla nascita, anche in termini di quello che noi possiamo o non possiamo raccontare di quello che vediamo».
Alla parte teorica è seguita la pratica con gli studenti che sono stati accompagnati nella pinacoteca bendati o con gli occhiali da ipovedenti.
«L’esplorazione tattile è molto diversa dalla vista -ha aggiunto Irene guidando le mani dei ragazzi- e toccando abbiamo una capacità di discriminazione inferiore quindi è fondamentale il ruolo di chi ci accompagna. Farsi guidare è un atto di fiducia a cui non siamo abituati che per le persone ipovedenti è fondamentale. Guidare qualcuno vuol dire garantirne anche l’incolumità e la possibilità di fruizione piena del luogo. Andiamo nei musei per portarci via qualcosa e in questa visita simulata capirete quanto è importante in un percorso espositivo, trovare elementi accessibili ed esperienziali anche per chi non vede».
I pensieri degli studenti
«Fare quest’esperienza pratica ti permette di immedesimarti davvero e sviluppare empatia per le persone che non vedono -hanno raccontato Beatrice e Sofia, studentesse del Maffei- Quando ci siamo messe nei loro panni ci siamo rese conto davvero di quanto sia limitante non poter fare affidamento sulla vista, sentire le statue senza poterle vedere e non poter fruire in alcun modo dei dipinti».
Disorientato e colpito allo stesso modo è stato anche Zakaria: «È stato davvero interessante: siamo abituati a vedere tutto con gli occhi e quest’esperienza mi ha aiutato a capire meglio com’è quando non puoi farlo. Toccando non si capisce bene e mi sembra incredibile che le persone cieche o ipovedenti riescano a orientarsi così».
Particolarmente colpito anche Francesco: «Senza la vista percepisci tutto in modo diverso. A volte ci si aspetta che non vedere sia in un modo e poi, provandolo in prima persona, scopri che è completamente diverso. E poi ti devi fidare di chi ti guida».
Tra chi ha particolarmente apprezzato gli spazi c’è Leonardo: «È un’attività fatta davvero molto bene: sia perché i modellini sono ben fatti e ti permettono di capire, sia perché il posto è sicuro, con corridoi ampi e liberi e la possibilità di muoversi bene anche da bendati».
Informazioni
Museo Alto Garda
Piazza Cesare Battisti, 3/A, Riva del Garda
0464 573869
info@museoaltogarda.it
www.museoaltogarda.it