Descrizione
L’evento, nella sala conferenze all’ultimo piano della Rocca, si è aperto con il saluto del sindaco Alessio Zanoni e del presidente dell’Apt Silvio Rigatti, quindi la contestualizzazione e alcune riflessioni dei quattro vescovi: di Mantova mons. Marco Busca, di Brescia mons. Pierantonio Tremolada, di Trento mons. Lauro Tisi e di Verona mons. Domenico Pompili. A seguire l’intervento di Maurizio Tira, professore dell'Università di Brescia e membro del Board dell'European University Association, dal titolo «Il patrimonio degli enti ecclesiastici: la bellezza che accoglie». Erano anche presenti per Riva del Garda la vicesindaca Barbara Angelini, per Arco l’assessore Ivo Ceolan, per Dro e Nago-Torbole i sindaci Ginetta Santoni e Gianni Morandi, oltre al direttore del Mag Matteo Rapanà. Presenti, infine, diversi parroci del territorio, tra cui quello di Riva del Garda don Dario Silvello.
Nella relazione e nel successivo dibattito, tanti i temi trattati: cura e tutela del patrimonio degli enti religiosi (in particolare le chiese) e il loro riutilizzo, oggi, in modi compatibili con la funzione originaria; il turismo, quindi nuove proposte che intercettino anche il bisogno di spiritualità dei visitatori provenienti da ogni parte del mondo, ma anche il problema del non sempre adeguato decoro dei visitatori degli edifici religiosi. Un tema che ha sollecitato un ampio dibattito, portato all’attenzione dal sindaco Zanoni, è quello dell’emergenza abitativa legata all'utilizzo a fini turistici di molti appartamenti in aree residenziali e ai costi alti degli affitti e delle abitazioni. Un problema condiviso da tutti gli altri territori presenti al dibattito.
«Un problema che tocca profondamente il Trentino -ha detto il vescovo di Trento mons. Tisi- specie in zone come questa, la val di Fassa e la Rendena, dove il rischio e in parte già la realtà è che la gente del posto deve andarsene perché i costi delle case sono fuori controllo. Se non stiamo attenti perderemo l'identità di queste nostre realtà, ma non solo: ci saranno sempre più problemi semplicemente a trovare manodopera, perché venire a lavorare qui sarà insostenibile per il costo eccessivo della casa, e il sistema salterà.»
Da qui la proposta di un riutilizzo di edifici di proprietà degli enti religiosi per dare casa a chi non la trova, specie la cosiddetta fascia grigia di persone e famiglie che avendo un reddito adeguato non possono accedere all’edilizia agevolata, ma nemmeno hanno più la possibilità di pagare l’affitto o di acquistare la casa. A questo proposito è stato illustrato l’esempio di Sirmione, il cui parroco, mons. Mario Masina, ha messo a disposizione dei lavoratori della zona alcuni appartamenti e gli spazi della canonica.
Da qui l’idea, avanzata da mons. Tisi e accolta con favore dai presenti: valutare la possibilità di mettere in campo un’ampia mobilitazione assieme al mondo politico che trovi strade nuove per dare risposta, anche risanando parte del patrimonio immobiliare degli enti religiosi (quelli adatti allo scopo), all’emergenza abitativa, che rischia di diventare, e già in parte è diventata, un problema sociale, istituendo allo scopo un tavolo di lavoro che coinvolga diocesi e amministrazioni che affacciano sul Garda.
Nella prima foto in alto, da sinistra verso destra i vescovi di Mantova mons. Marco Busca, di Brescia mons. Pierantonio Tremolada, di Trento mons. Lauro Tisi e di Verona mons. Domenico Pompili. Nella seconda foto il sindaco, qui sopra il relatore, il prof. Tira.