Descrizione
E la mattina di venerdì 20 è stata ricevuta dal sindaco Alessio Zanoni e dalla segretaria generale reggente Anna Cattoi per il saluto di rito, per esprimerle apprezzamento e riconoscenza, e per augurarle il meglio per la nuova fase della vita.
Nata e residente ad Arco, Cristina nell’aprile del 1983, diciannovenne, ha partecipato a una selezione per un’assunzione a tempo determinato, in un momento storico in cui il Comune di Riva del Garda iniziava a fronteggiare un’importante carenza di personale. Alla prova, un test di stenodattilografia, arrivò prima, ma essendo ancora a scuola e in procinto di affrontare l’esame di maturità, fu assunta in agosto. Lavorò solo fino a ottobre perché all’epoca il tempo determinato non poteva superare i tre mesi, ma il 1984 per il Comune di Riva del Garda fu un anno di concorsi e assunzioni, e Cristina Di Panfilo il 20 dicembre 1984 entrò a far parte della pianta organica. Ora, dopo 40 anni, un mese e 27 giorni di lavoro, è in pensione.
I suoi ricordi vanno in particolare alle persone: i sindaci, ad esempio. Quando iniziò a lavorare c’era Mario Matteotti (scomparso nel maggio del 2024 all’età di quasi 102 anni), quindi Enzo Bassetti, Claudio Molinari, Cesare Malossini (tragicamente scomparso nel gennaio del 2003, colpito da malore mentre partecipava al Consiglio comunale), quindi Paolo Matteotti, di nuovo Claudio Molinari, poi Adalberto Mosaner, Cristina Santi e ora Alessio Zanoni (che ha conosciuto nel 1993, quando per la prima volta entrò in Consiglio comunale). Numerosi anche i segretari generali con cui ha lavorato: all’inizio c’era Sergio Cemin, poi Alfredo Righi, Lorenza Moresco e ora Anna Cattoi. Primato nel primato, con una delle sue colleghe, Sabrina Rigatti, Cristina ha lavorato per 33 anni e mezzo, condividendo mansioni analoghe.
Tre i traslochi che ha affrontato: nel 1985, causa l’intervento di ristrutturazione del municipio, il trasferimento nell’allora biblioteca. Poi nel 1992 il ritorno in piazza Tre Novembre; quindi all’inizio degli anni Duemila dal secondo al primo piano, dove l’Ufficio delibere si trova tuttora. E poi c’è l’evoluzione tecnologica: Cristina ha iniziato a lavorare con la macchina da scrivere elettrica, passando di lì a poco a quella elettronica (che ricorda come infinitamente più comoda, una vera rivoluzione), quindi ai primi pc (enormi e lenti), fino agli attuali.
«Ci conosciamo da tantissimi anni -ha raccontato la segretaria generale Anna Cattoi- perché quando io ho iniziato a lavorare in Comune era il 1986 e Cristina già c’era. Abbiamo sempre lavorato molto bene, lei è una di quelle persone su cui puoi contare, se c’è un problema lei risponde e ti aiuta, a qualsiasi ora, e questo non è scontato. Ma è lei come persona che è così, è in generale accogliente e orientata all’altro, e questa è una cosa bellissima: passiamo tante ore qui dentro, a lavorare e spesso a dover affrontare problemi difficili, e poter contare su persone così fa la differenza. Un’altra caratteristica davvero speciale di Cristina è che non l’ho mai vista litigare o alterarsi, lei è sempre serena e sorridente».
«L’ufficio in cui ha sempre lavorato è quello con cui più ti interfacci come amministratore -ha detto il sindaco Alessio Zanoni- sicché anch’io ho potuto conoscere bene Cristina, prima da consigliere, poi da assessore e più recente come sindaco, e sempre apprezzarne la grande disponibilità e l’imparzialità, essendomi trovato in questi anni anche all’opposizione. Ha sempre affrontato il suo lavoro con una dedizione e una professionalità che le rende merito, e con una imparzialità che è quella che deve caratterizzare il dipendente di una pubblica amministrazione».
«Sono stata fortunata -ha detto Cristina Di Panfilo- ho avuto il privilegio di un posto pubblico in tempi in cui era molto ambito. Ho lavorato bene e volentieri, con colleghi, funzionari e amministratori con cui sono sempre andata d’accordo, ricevendone tante soddisfazioni. È un lavoro non sempre semplice, ci sono periodi impegnativi e anche la vita a volte ti mette alla prova, ma sono sempre riuscita a scindere il lavoro dal resto: anche nei periodi più difficili, il sabato e la domenica staccavo e i problemi dell’ufficio me li dimenticavo».
Per quanto riguarda la pensione, Cristina non ha ancora programmi: «Vedremo -spiega- quello che è certo è che cercherò di godermi la vita, di prendere le cose alla leggera. Spero di stare bene, di mantenere la salute. Ho una figlia che vive in Australia, forse sarà la volta buona che mi deciderò di andarla a trovare».