La 12ª Settimana dell'accoglienza

Da 12 anni il Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti (Cnca) organizza la Settimana dell’accoglienza, di volta in volta con un focus specifico e coinvolgendo decine di cooperative, enti, associazioni, Comuni e Comunità di valle. La parola d’ordine di quest’anno è «Sicurezze: vivere la comunità», le iniziative su tutto il territorio provinciale più di 80.
Data:

22/09/2026

Tempo di lettura:

2 min

© Coordinamento nazionale delle comunità accoglienti - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Nel tempo delle incertezze, delle accentuate disuguaglianze, dei conflitti, delle paure ogni cittadino si trova spaesato e impreparato, acuendo il senso di insicurezza e impotenza dentro una società che pare aver smarrito la dimensione comunitaria. Ci sono due tipi di rischi: da un lato il progressivo distacco dalla partecipazione alla cosa pubblica. Dall’altro il credito a chi propone soluzioni semplicistiche, ispirate a populismo e derive sicuritarie, che individuano nelle persone più fragili ed emarginate le responsabili delle nostre paure. Con la Settimana dell'accoglienza l'obiettivo è fornire un contributo di ragionamento, approfondimento e di proposta per superare, anche con l’uso ragionato dei dati, stereotipi e costruzioni ideologiche, curando allo stesso tempo la dimensione comunitaria, stando nelle piazze, nelle strade, nei cortili.

Nell'Alto Garda le iniziative sono tre.

● Venerdì 25 settembre ad Arco all'auditorium di Palazzo dei Panni alle 20.30 la presentazione del libro di Thomas Benedikter «Umanità e regole: novanta risposte sull’etica e la politica della migrazione» (Albatros Il Filo, 2026). Organizza la biblioteca civica «Bruno Emmert».

● Martedì 29 settembre a Riva del Garda nella sala teatro della Comunità di valle alle ore 20.30 andrà in scena il monologo «Attraverso la mia ombra», scritto e diretto da Serena Andreani e interpretato da Mattia Archinito. Organizza la cooperativa Arcobaleno in collaborazione con la Comunità di valle Alto Garda e Ledro. Il giorno seguente il monologo sarà presentato ai ragazzi e alle ragazze del liceo Maffei e dell’istituto tecnico Floriani di Riva del Garda.

● Giovedì 1° ottobre ad Arco all'auditorium di Palazzo dei Panni alle 20.30 lo storico Romano Turrini è il relatore di «Arco: storie di accoglienza e di varia umanità», conferenza-incontro incentrata sulla ricostruzione storica e sociale della cultura dell'ospitalità e della solidarietà nel territorio di Arco. Organizza la biblioteca civica «Bruno Emmert».

Thomas Benedikter «Umanità e regole: novanta risposte sull’etica e la politica della migrazione»
Ogni anno arrivano in Europa circa un milione tra migranti economici e rifugiati in cerca d’asilo. I diversi stati, compresa l’Italia, faticano a individuare una politica migratoria che risponda alla duplice esigenza di accoglimento e rispetto dei diritti umani e di contrasto alla migrazione irregolare. L’opinione pubblica spesso è spaccata e si creano strumentalmente fronti contrapposti che non permettono di affrontare la problematica con la dovuta razionalità e lucidità. Come possono l’Ue e l’Italia coniugare i propri obblighi nel rispetto delle Convenzioni fondamentali con il controllo dei flussi migratori? Cosa significa una “migrazione sicura, ordinata e regolare”, come invocata dal Patto Onu sulla migrazione del 2018? Quali sono gli interrogativi etici e le priorità da chiarire a monte, volendo sviluppare una politica migratoria più razionale? Thomas Benedikter parte da un approccio originale, ispirato dal leitmotiv “umanità e regole” in una prospettiva di ampio respiro. Un volume che risponde in modo documentato, ma conciso e scorrevole, a 90 quesiti centrali dell’etica e della politica della migrazione.

Attraverso la mia ombra
Un uomo solo in scena. È un detenuto, condannato all’ergastolo, rinchiuso da anni tra le mura di un carcere. Non ha un nome, non ha tempo: pensa, osserva, legge, ascolta l’eco di un mondo esterno che cambia troppo in fretta, e quasi sempre in peggio. Il monologo si snoda come un flusso interiore, a tratti lucido, a tratti delirante, ma sempre profondamente umano. Spaesato e disorientato, prigioniero anch’esso di meccanismi sociali che opprimono, consumano e anestetizzano: Il carcere diventa metafora e specchio del mondo là fuori. Mattia Archinito racconta la propria storia e insieme quella collettiva: giustizia e vendetta, solitudine e memoria, tempo che si ferma e tempo che corre troppo, indagando il confine sottile tra colpa e responsabilità. Il monologo non cerca assoluzioni, né pietà, ma è riflessione. La sua voce, sepolta ma viva, costringe lo spettatore a guardarsi dentro, a confrontarsi con la propria cella interiore e con la realtà esterna, sempre più simile a un’enorme prigione invisibile. E forse, tra le righe del racconto, si affaccia una domanda: chi è davvero il prigioniero?

A cura di

Ufficio Biblioteca, Attività Culturali e Archivio Storico

L'ufficio espleta le attività necessarie allo svolgimento dei servizi della Biblioteca civica, cura la gestione e la progettazione di proposte culturali, gestisce l’Archivio storico comunale, assicurando il servizio al pubblico, la conservazione, la valorizzazione dei documenti.

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

02/10/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 22/09/2026 18:17

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