Descrizione
Una giornata di ascolto, confronto e proposta dedicata al ruolo dei Comuni come presidio democratico, istituzionale e sociale dei territori alla presenza di amministratori locali, rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo del volontariato, delle categorie economiche e delle organizzazioni sindacali. Al centro, il messaggio che ha accompagnato l’intero appuntamento: costruire assieme una “Forza Comune” per un Trentino più forte.
Per l’Alto Garda c’erano i sindaci di Riva del Garda Alessio Zanoni, di Arco Arianna Fiorio, di Nago-Torbole Gianni Morandi, di Drena Simone Bombardelli, di Dro Ginetta Santoni e di Tenno Giuliano Marocchi.
Il pomeriggio, moderato dalla giornalista Maria Concetta Mattei, si è aperto con il saluto e il benvenuto del sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni: «È con sincero piacere che, a nome della città di Riva del Garda, vi porgo il più caloroso benvenuto -ha detto il sindaco- siamo onorati che questa ricorrenza venga celebrata nella nostra città, che ha una lunga tradizione di autogoverno: il primo Statuto della comunità di Riva risale al 1274 e testimonia come, già oltre sette secoli fa, questa comunità avesse maturato la consapevolezza che governarsi significava assumersi insieme la responsabilità del proprio futuro. È una storia antica, ma straordinariamente attuale. Perché anche il Consorzio dei Comuni trentini nasce dalla stessa intuizione: che le comunità sono più forti quando scelgono di collaborare, quando mettono in comune competenze, esperienze e responsabilità, senza lasciare indietro nessuno. Forse il principio più bello su cui è stato costruito il Consorzio è anche il più semplice: ogni Comune vale uno. Una scelta che trent'anni fa non era affatto scontata e che, ancora oggi, rappresenta una straordinaria lezione istituzionale. Significa affermare che il valore di una comunità non si misura dal numero dei suoi abitanti, ma dalla dignità delle persone che la compongono e dal contributo che ogni territorio offre alla crescita dell'intera comunità provinciale. Significa riconoscere pari dignità a ogni Comune e a ogni cittadino, senza distinzioni: a chi vive da sempre nei nostri territori e a chi è arrivato più recentemente, perché tutti sono parte della stessa comunità e meritano la medesima considerazione. È questa, in fondo, l'espressione più autentica della nostra Autonomia: la capacità di mettere al centro le persone, valorizzando ogni comunità, grande o piccola, e riconoscendo che ciascuna ha qualcosa di prezioso da offrire al bene comune. Un'Autonomia che non è mai stata soltanto un insieme di competenze o di risorse. È, prima di tutto, una cultura del governo, fondata sulla fiducia nelle comunità locali, sulla responsabilità degli amministratori e sulla convinzione che le decisioni migliori siano quelle assunte il più vicino possibile ai cittadini».
«Il Consorzio dei Comuni trentini -ha aggiunto il sindaco- rappresenta da trent'anni uno degli strumenti attraverso i quali questa visione prende forma ogni giorno. Non semplicemente un'organizzazione di rappresentanza, ma una comunità di Comuni che cresce insieme, affronta insieme le difficoltà e costruisce insieme il futuro del nostro territorio. E credo che Riva del Garda sia un luogo significativo per celebrare questo anniversario. Riva è una città di lago nel cuore di un Trentino fatto di montagne. È una città di confine, cerniera naturale fra tre regioni, da sempre luogo di incontro fra culture, persone ed economie diverse. È una città profondamente internazionale, abituata a confrontarsi quotidianamente con il mondo. Ed è proprio da una realtà aperta al mondo come la nostra che emerge con ancora maggiore chiarezza il valore dell'Autonomia. Perché essere aperti non significa rinunciare alla propria identità; significa, al contrario, avere radici sufficientemente profonde da poter dialogare con tutti senza smarrire sé stessi. L'Autonomia ci ha insegnato proprio questo: che identità e apertura non sono alternative, ma si rafforzano reciprocamente. Non è la prima volta, inoltre, che Riva del Garda accoglie il mondo delle autonomie comunali. Molti amministratori ricorderanno l'Assemblea dei Piccoli Comuni del 2004, ospitata proprio in questa sede grazie al coordinamento del Consorzio. Per molti, dunque, questo è un gradito ritorno».
«A tutti voi auguro che questa giornata sia occasione per celebrare una storia importante -ha concluso il sindaco- ma soprattutto per rinnovare quello spirito di collaborazione che trent'anni fa ha dato vita al Consorzio e che oggi, forse ancora più di allora, rappresenta una risorsa indispensabile per affrontare le sfide che attendono le nostre comunità».
I temi dedicati al rapporto tra territori e rappresentanze nazionali, il servizio del Consorzio a supporto degli enti locali e le priorità dei Comuni per il prossimo decennio hanno rappresentato il cuore degli interventi del presidente del Consorzio dei Comuni trentini, Michele Cereghini, e del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti:
«Quello di oggi non è stato un appuntamento formale -ha evidenziato in un passaggio della sua relazione Michele Cereghini, presidente del Consorzio dei Comuni trentini- ma un passaggio istituzionale nato da un lavoro di ascolto vero nei territori, con la quasi totalità dei sindaci e dei presidenti delle Comunità trentine. I problemi raccolti non sono astratti: incidono sulla vita quotidiana delle amministrazioni, dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie. Vanno affrontati insieme, non per alimentare contrapposizioni, ma per costruire soluzioni e assumere responsabilità condivise. Se sapremo farlo con metodo, realismo e spirito di collaborazione, potremo davvero costruire, prendendo spunto dal titolo scelto per questo evento, una ‘Forza Comune per un Trentino più forte’. Il confronto sulle priorità dei Comuni per il prossimo decennio ha posto al centro alcuni nodi decisivi per il sistema delle autonomie locali: urbanistica ed edilizia, casa, sicurezza, finanza locale, personale, energia e digitalizzazione. Temi diversi, ma strettamente collegati tra loro, perché riguardano la capacità dei Comuni di garantire servizi, accompagnare lo sviluppo, presidiare i territori e dare risposte concrete alle comunità».
«Celebriamo oggi un traguardo significativo per la storia istituzionale del nostro territorio -ha detto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti- perché trent’anni fa nasceva il Consorzio dei Comuni trentini, una realtà che offre un supporto fondamentale a tutte le nostre municipalità. Per la Provincia, i territori e i loro bisogni concreti sono al centro dell'agenda politica: lo dimostra il piano straordinario da oltre 3,2 miliardi di euro di investimenti in opere pubbliche che stiamo realizzando in stretta sinergia con i Comuni. Questa collaborazione ci permette di affrontare le priorità più urgenti, dalle politiche per la casa e il contrasto allo spopolamento delle valli, fino all'accordo sulla finanza locale approvato proprio ieri dal Consiglio delle autonomie locali. Fare sistema, superando le complessità burocratiche attraverso il dialogo e la responsabilità, è l'unica via per dare risposte lungimiranti e confermare la nostra autonomia come vera leva di sviluppo per l'intera comunità».
Tra gli altri rappresentanti della giunta provinciale, gli assessori Giulia Zanotelli, Francesca Gerosa, Simone Marchiori e Roberto Failoni. Per gli enti locali nella Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol era presente Franz Thomas Locher.
Tra le rappresentanze istituzionali intervenute, anche il presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento: «Buon 30° compleanno davvero -ha detto nel suo intervento il presidente Claudio Soini- siete uno spaccato importante di storia della nostra comunità. Grazie a chi in questo lungo periodo ha lavorato per rafforzare la democrazia a livello locale e la nostra autonomia, lo dico anche a partire dalla mia personale esperienza di sindaco e membro del Cal. Grazie per avere accompagnato i nostri Comuni in un percorso virtuoso di servizio ai cittadini e di innovazione. Voglio ricordare che il 2026 segna anche gli 80 anni del patto Degasperi-Gruber, fondativo di quella autonomia di cui voi siete parte fondamentale».
«Dove comincia la Repubblica: Comuni che ascoltano, dialogano, cooperano» è il titolo scelto per la relazione del professor Stefano Zamagni, che ha richiamato il valore dei Comuni come primo luogo della democrazia vissuta e della costruzione del bene comune: «Il Consorzio dei Comuni Trentini -ha detto il prof. Zamagni- rappresenta un unicum in Europa: enti pubblici che scelgono di unirsi in forma cooperativa per costruire comunità. In un tempo segnato dall’intelligenza artificiale e dal rischio di neocolonialismo digitale, aggregare i territori significa dare loro forza, scala e capacità di governare i propri dati. I Comuni sono luoghi decisivi per generare capitale sociale, coesione e sussidiarietà reale. Per questo l’esperienza trentina va fatta conoscere di più: è un modello che può ispirare altri territori e rivitalizzare la qualità della democrazia».
È quindi seguita la tavola rotonda «Comuni e comunità: prendersi cura delle reti che uniscono», con mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, Giorgio Casagranda, presidente del Centro servizi per il volontariato Csv Trentino, Luigi Maturi, presidente della Federazione provinciale dei vigili del fuoco volontari, e Franco laneselli, sindaco di Trento.
Tra gli intervenuti, anche Marco Bussone, presidente di Uncem (l’Unione nazionale dei Comuni, delle comunità e degli enti montani) e, in videoconferenza, di Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani), realtà di rappresentanza istituzionale dei Comuni a livello nazionale, di cui il Consorzio dei Comuni trentini è delegazione provinciale sin dalla sua costituzione.
A conclusione dei lavori il presidente Cereghini ha ribadito la necessità di affrontare queste sfide mettendo in campo un dialogo aperto e concreto tra Comuni, Provincia e Regione. Il Consorzio dei Comuni trentini e il Consiglio delle autonomie locali vogliono continuare a essere luoghi di proposta, ascolto e collaborazione, capaci di coinvolgere anche le rappresentanze economiche e sociali del territorio. Inoltre, è stata ribadita la volontà di continuare a essere un punto di riferimento a servizio dei Comuni e del sistema delle autonomie locali, in un dialogo aperto e costante con la Provincia, la Regione, le istituzioni e le rappresentanze sociali ed economiche del Trentino.
La sfida dei prossimi anni, emersa dall’evento ambientato a Riva del Garda, è trasformare il patrimonio di trent’anni di esperienza in una nuova stagione di responsabilità condivisa, capace di rafforzare le comunità locali e, con esse, l’intero Trentino.