Una visita guidata sulle tracce dell'eccidio del 28 giugno 1944

Il prossimo appuntamento di “Museo nella città” del Mag è dedicato ai partigiani uccisi nell’eccidio del 28 giugno 1944, con cui i nazisti infersero un duro colpo alla Resistenza nel Basso Sarca: quel giorno una squadra di SS agli ordini del maggiore Rudolf Tyrolf, comandante della polizia tedesca di Bolzano, si presentò agli indirizzi di diversi partigiani tra Riva del Garda, Arco e Nago-Torbole.
Data:

27/06/2026

Tempo di lettura:

2 min

© Museo Alto Garda - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Quel giorno morirono 11 persone tra cui sei rivani: Augusto Betta, Remo Ballardini, Antonio Gambaretto, Enrico Meroni, Eugenio Impera (da cui prenderà il nome la brigata partigiana che libererà Riva dai nazisti nel 1945) e Gastone Franchetti.

Per ricordare questi fatti, il 28 giugno lo storico del Mag Lodovico Tavernini accompagnerà il pubblico in una visita guidata che partirà alle 17 nella sede del Museo Alto Garda al piano dedicato alla Resistenza, e proseguirà nel centro storico sulle tracce dei partigiani rivani.

In particolare ci si soffermerà sulle Pietre d’inciampo, piccole pietre in calcestruzzo incastonate nella pavimentazione urbana, con una faccia in ottone in vista recante alcune sintetiche informazioni riguardanti le vittime delle persecuzioni naziste.

L’attività ha un costo di 3 euro a persona da aggiungere al costo del biglietto d’ingresso. L'ingresso al museo è compreso nel prezzo.

I Martiri del 28 giugno
Il 28 giugno 1944 è una data importante per la storia di Riva del Garda: è la data che segna il punto più duro della repressione nazista in Trentino durante l’occupazione dell’Alpenvorland, sotto il comando di Franz Hofer.

Al centro di questa vicenda c’è, tra gli altri, Fiore Luterotti, ex studente del liceo Maffei. Nel 1944, dopo essere uscito da un campo di prigionia tedesco, si trova davanti a un ricatto: collaborare come informatore della Gestapo o tornare dietro il filo spinato. Luterotti sceglie la sopravvivenza, una scelta che lo porterà a tradire la fiducia di chi lo conosceva.

Rientrato in Trentino, Fiore incontra Renato Ballardini, studente del Maffei e figlio di un albergatore socialista, Remo Ballardini. Renato riconosce Fiore che gli chiede di poter rivedere un vecchio amico: Gastone Franchetti, detto Fieramosca, figura cruciale della Resistenza nel Basso Sarca.

I due si incontra e Fiore racconta a Franchetti, amico di vecchia data, di essere stato ingaggiato come spia ma di voler fare il doppio gioco. Gastone Franchetti gli crede. È un atto di fiducia che si rivelerà fatale.

Il 7 giugno 1944 Luterotti consegna un rapporto dettagliato alla polizia tedesca. La sera del 27 giugno i nazisti sono già nell’Alto Garda. Il giorno successivo, 28 giugno 1944, scatta l’operazione di repressione. La Gestapo entra nelle case, conosce gli indirizzi, chiama per nome. Due studenti del Maffei, Eugenio Impera ed Enrico Meroni, vengono uccisi nelle loro abitazioni. Gastone Franchetti e Giorgio Tosi vengono arrestati e condotti a Bolzano. Renato Ballardini si rifugia in montagna e i nazisti catturano suo padre Remo che morirà per i maltrattamenti subiti. A Riva del Garda vengono uccisi anche Antonio Gambaretto e Augusto Betta.

Sono loro i Martiri del 28 giugno, i cui nomi sono incisi nelle pietre d’inciampo a Riva del Garda. Lo scorso anno il Mag ha realizzato per conto del Comune di Riva del Garda un progetto per incastonare queste pietre in città, come stabilito da un processo partecipativo di Bilancio partecipato (qui maggiori informazioni).

A cura di

Istituzione MAG Museo Alto Garda

Cura l’erogazione al pubblico dei servizi museali presso la sede della Rocca e altre sedi sul territorio dell'Alto Garda gestite autonomamente o in convenzione.

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

29/06/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 27/06/2026 11:12

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