Cinque ambasciatori per don Confalonieri

La storia di don Angelo Confalonieri, nato a Riva del Garda e vissuto tra le comunità aborigene d’Australia, ha riunito giovedì 1° ottobre a Palazzo Martini rappresentanti delle istituzioni civili e religiose e ospiti internazionali, tra cui ben cinque ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, Andrii Yurash (Ucraina), Marcus Bergmann (Austria), Keith Pitt (Australia), Shin Hyung-sik (Repubblica di Corea) e Koji Abe (Giappone), oltre all’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi e a padre Francesco Patton, quest’ultimo intervenuto in videoconferenza.
Data:

02/10/2026

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© Matteo Tedeschi - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

L’incontro «La realtà dell’utopia» ha proposto una riflessione sulla tutela delle minoranze e sulla vita accanto agli esclusi attraverso le figure di san Francesco d’Assisi e del missionario rivano. Angelo Confalonieri (Riva del Garda, 1813 – Penisola di Cobourg, 1848) fu, allo stato attuale delle ricerche, il primo “uomo bianco” ad aver scelto di vivere liberamente con e per gli aborigeni australiani. Ordinato sacerdote il 14 luglio del 1839, trascorse due anni, dal ‘46 al ‘48, a Port Essington, vivendo con gli aborigeni, adottando il loro stile di vita (estremamente duro per un europeo) e imparando le loro lingue. Causa una febbre esiziale morì il 9 giugno 1948 ma, nonostante i soli due anni trascorsi con gli aborigeni, instaurò con loro un tale rapporto di vicinanza, amicizia e fiducia che questi gli attribuirono un “nome di gruppo di pelle”, Nagojo, quale riconoscimento di integrazione nella loro società.

Ad aprire la serata è stato il sindaco Alessio Zanoni, che ha collegato la figura di don Angelo alla storia della città e al significato della libertà: «La libertà, se è davvero tale, non può essere soltanto libertà per noi stessi. È libertà che si compie quando riconosce quella dell’altro». Don Angelo, ha ricordato il sindaco, imparò la lingua delle persone con cui visse, le ascoltò e condivise la loro quotidianità: «Don Angelo ci ha insegnato, con la sua vita, che l’altro non si incontra mettendosi davanti a lui, ma mettendosi accanto a lui».

L’ambasciatore Pitt, accompagnato da Ignacio Falcon della delegazione australiana, ha rivolto un saluto ai presenti, nel segno del legame tra l’Australia e la vicenda del missionario rivano.

Erano presenti anche l’assessora alla cultura Stefania Pellegrini, la consigliera provinciale Michela Calzà e il consigliere regionale Andrea de Bertolini con Rolando Pizzini (autore del libro «Angelo Confalonieri fra gli Aborigeni d'Australia»), oltre a Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino.

Padre Francesco Patton ha approfondito i punti di contatto tra san Francesco e don Angelo: la scelta di condividere la vita degli esclusi, l’esistenza come cammino e il vivere sine proprio, senza appropriarsi di nulla. «La scelta di Francesco, però, come quella di padre Confalonieri, non è dettata né da ragioni politiche né da ragioni filantropiche, ma da motivazioni squisitamente evangeliche», ha sottolineato. Due esperienze nelle quali la fraternità diventa una pratica quotidiana di condivisione e servizio.

Rolando Pizzini ha ripercorso la vicenda di don Angelo Confalonieri fra gli aborigeni d’Australia. Padre Ferruccio «Frank» Bertagnolli ha offerto una sintesi degli interventi in inglese, accompagnando il confronto con gli ospiti internazionali.

Le conclusioni sono state a cura dell’assessora Stefania Pellegrini, che ha richiamato il ruolo della cultura nella conoscenza reciproca: «Ricordare don Angelo Confalonieri significa restituire alla nostra città una parte della sua storia e riconoscere quanto quella vicenda abbia ancora da insegnarci. La cultura ci aiuta a comprendere esperienze diverse dalla nostra, a superare i pregiudizi e a costruire relazioni. Accogliere a Riva del Garda ospiti provenienti da Paesi così diversi è stata un’occasione preziosa per condividere questo impegno».

La serata si è conclusa con la consegna delle targhe commemorative e la firma dell’Albo d’oro del Comune di Riva del Garda. A raccogliere il senso dell’incontro, le parole del sindaco: «La vera sfida del nostro tempo è tutta qui: non semplicemente riuscire a convivere, ma tornare a riconoscerci come esseri umani».

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

16/10/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 02/10/2026 13:45

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