Debutta a Riva del Garda una sorprendente miss Julie contemporanea

Sarà a Riva del Garda martedì 22 e mercoledì 23 settembre alle 20.30 nella sala Garda del Centro congressi la première di «Miss Julie», lo spettacolo teatrale di August Strindberg riadattato dal regista Kia Khalili Pir e interpretato dal rivano Matteo Santorum («Libera», «L'appartamento sold out»), dalla roveretana Martina Scrinzi («Vermiglio», «Roma elastica») e da Gian Piero Rotoli («Assassin's Creed», «Superhost»).
Data:

12/09/2026

Tempo di lettura:

3 min

© M. Comper - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

La tragedia in atto unico con la quale Strindberg nel 1888 ha affrontato, con lo scandalo che gli era solito ma anche con notevole successo, il tema della libertà sessuale e identitaria nel rapporto tra classi sociali e tra genere maschile e femminile, nella riscrittura di Kia Khalili Pir subisce un singolare ribaltamento: i due protagonisti femminili, la signorina Julie e la cuoca Kristin, sono interpretati da uomini (rispettivamente Matteo Santorum e Gian Piero Rotoli), e quello maschile, il servitore Jean, da una donna (Martina Scrinzi).

«Durante la festa di San Giovanni -ricorda la sinossi- la giovane aristocratica Julie, presa anche un po’ dall’alcol, decide che il suo domestico Jean le piace e lo vuole avere, nonostante lui sia già fidanzato con la cuoca, Kristin. Nella cucina della villa si sviluppa così una relazione torbida tanto intensa quanto tragica.»

I biglietti sono disponibili online su Dice (https://dice.fm) oppure, fino all'esaurimento dei posti, in biglietteria il giorno dello spettacolo.

Lo spettacolo ha il patrocinio del Comune di Riva del Garda e il sostegno di Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto, Apt Garda Dolomiti, Pregis, Omkafé, Arco Beauty, Gala Service e trattoria Belvedere.

La conferenza stampa di presentazione della novità teatrale si è svolta in municipio a Riva del Garda venerdì 11 settembre, presenti per l'amministrazione comunale la vicesindaca Barbara Angelini e l'assessora alla cultura Stefania Pellegrini, e per la parte artistica il regista Kia Khalili Pir e i tre interpreti: Gian Piero Rotoli, Matteo Santorum e Martina Scrinzi.

«Per noi è un piacere presentare questa iniziativa -ha detto l'assessora Stefania Pellegrini- che rappresenta davvero un'importante occasione di incontro tra cultura, territorio e giovani talenti. Abbiamo colto davvero con favore la proposta di questi attori giovani ma già affermati nel panorama cinematografico, che hanno scelto di tornare nel loro territorio di provenienza per esprimere la loro arte e portare qualcosa alla comunità. È proprio questo che ci piace: qualcuno che da questo territorio parte, se ne va, cresce professionalmente e torna, restituendo qualcosa alla comunità a cui appartiene. Siamo quindi felici di sostenere questo progetto, che è anche un esempio per i giovani, ai quali mostra come il talento, la passione e l'impegno possano costruire un percorso professionale importante. Anche l'opera è una scelta significativa perché, oltre a essere intensa, indaga temi ancora molto attuali.»

«Stiamo parlando di una tragedia del 1888 -ha detto il regista Kia Khalili Pir- che sorprende per quanto sia attuale ancora oggi e che mette in scena una dualità costante all'interno dei personaggi, non soltanto di classe ma anche di genere. La domanda che vogliamo si ponga lo spettatore è: a che punto noi smettiamo di vedere, quando parliamo con qualcuno, il guscio dell'apparenza, e cominciamo a vedere la persona? In Miss Julie ci sono tre personaggi: un uomo, il domestico di casa, e due donne, Miss Julie appunto, giovane aristocratica che si innamora del domestico, cosa all'epoca inaccettabile, e Kristin, che è la cuoca, fidanzata con Jean. Nel nostro spettacolo Julie è interpretata dal bravissimo Matteo Santorum, la cuoca Kristin da Gian Piero Rotoli, e ovviamente Jean da Martina Scrinzi. E li vestiamo come sono loro realmente, una donna e due uomini, ma Martina interpreta un uomo e Matteo e Gian Piero interpretano due donne. Quello che noi speriamo succederà è che il pubblico, quando comincerà la tragedia e loro entreranno sul palco, vestiti come al tempo, la prima reazione sarà: ma cosa sta succedendo? E più la storia andrà avanti, più gli spettatori cominceranno a vedere oltre le apparenze, vedranno cosa c'è dietro e si innamoreranno di questi personaggi. 
Ma questo è stato possibile solo e unicamente grazie agli attori, che in ogni momento dello spettacolo hanno trovato verità. Quello che ci tengo a dire è che quello che vedrete sul palco non sarà recitazione ma sarà vero, dall'inizio alla fine, e lo shock che proverete sarà vero, l'amore che sentirete sarà vero, la tragedia che vivrà nei personaggi sarà vera, e questa verità è l'elemento cardine fondamentale di questa rappresentazione. Ogni cosa che vedrete sul palco è vera, lo deve essere, così che voi possiate vedere oltre l'apparenza e sentire l'umano.»

«L'intento è parlare a più generazioni di temi che vengono da lontano nel tempo ma sono molto attuali -ha detto Matteo Santorum- e lo facciamo con una commedia scritta nell'Ottocento che è in grado anche di portare un soffio di novità attraverso questa scelta dell'inversione dei generi, che va a sottolineare quanto sia importante andare oltre le etichette, perché viviamo in una società in cui ancora l'etichetta incasella le persone e le mostra per qualcosa di esteriore, mentre la cosa importante è sempre riuscire ad andare oltre e vedere l'essere umano. E questo spettacolo è in grado di farlo.»
«È una pièce drammatica -ha aggiunto Santorum- ma fa spesso sorridere. In questo la considero pop, cioè ha molti colori, molte sfumature, è giovane, è fresca. Ci sono dei momenti drammatici in cui ci si sente quasi in colpa perché scappa da ridere. Sono scene fortemente drammatiche in cui gli attori veramente soffrono, ma è talmente la circostanza surreale che si è portati a sorridere. E secondo me quando vuoi lanciare messaggi forti il sorriso aiuta, permette di guardare quello che succede senza troppa pesantezza. Ovviamente rimane una tragedia, quindi non solo si ride ma ci si commuove, si piange. E sono certo piacerà a un pubblico molto variegato.»

«Uno degli aspetti particolari di quest'opera è che pone molto l'accento su quanto la società ti voglia in un determinato modo -ha detto Gian Piero Rotoli- e su quanto sia difficile ribellarsi e trovare un proprio posto. Riassumerei l'idea con tre direzioni, quella di ognuno dei tre personaggi, opposte una rispetto all'altra: miss Julie vorrebbe scappare per evadere dalla sua situazione; Jean invece vorrebbe salire, cioè salire nella scaletta sociale; mentre Kristin, il mio personaggio, vuole mantenere l'ordine delle cose, che sembrerebbe a prima vista una non scelta, ma in realtà lei capisce molto bene come funziona il mondo e capisce come può essere felice all'interno di questo sistema, che appoggia in pieno e che anzi è preoccupata venga messo in discussione, perché ne va anche della sua felicità e della sua stabilità.»

«Quello che ho cercato di portare nel mio personaggio -ha detto Martina Scrinzi- è stato di non intellettualizzarlo e fare in modo che sia compreso anche dalle persone che a teatro non ci vanno spesso o che non ci vanno mai. Questo è il mio obiettivo, mentre la conquista è tornare sul mio territorio e portare qualcosa di nuovo, di fresco, e di parlare anche un po' alle persone del territorio.»

«Trattare temi importanti con leggerezza è una sfida tutt'altro che semplice -ha detto la vicesindaca Barbara Angelini- perché la leggerezza non è superficialità ed è molto più complessa rispetto al tono canonico. Così come mi pare importante riuscire a guardare la persona oltre le etichette, perché la persona tendiamo a non vederla più. Vediamo quello che la persona porta in superficie, oggi oltretutto schermato dai social. L'incontro con l'altro è sempre un mistero e non avviene quasi mai nelle profondità, perciò grazie di questa bellissima avventura artistica, che inoltre è rivolta alle giovani generazioni. La vostra proposta si aggiunge a tutta una serie di altre proposte destinate o comunque dedicate ai giovani che a Riva del Garda sosteniamo convintamente, ma porta anche qualcosa di diverso, di nuovo, di particolarmente interessante.»

A cura di

Ufficio Biblioteca, Attività Culturali e Archivio Storico

L'ufficio espleta le attività necessarie allo svolgimento dei servizi della Biblioteca civica, cura la gestione e la progettazione di proposte culturali, gestisce l’Archivio storico comunale, assicurando il servizio al pubblico, la conservazione, la valorizzazione dei documenti.

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

24/09/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 12/09/2026 09:41

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