Descrizione
L’unione di alcuni tra i più affascinanti e antichi strumenti musicali, come didgeridoo, duduk armeno, flauto bansuri indiano, shakuhachi giapponese, flauto dei nativi americani, insieme all’arpa celtica, al tamburo sciamanico e ad altre percussioni, accompagnano lo spettatore in un mondo sonoro nuovo e al tempo stesso ancestrale, tra suoni e vibrazioni capaci di reintegrare alla fonte primordiale per stimolare a riconnettersi con la propria natura. Le musiche sono curate dallo stesso Fabio Roccagli.
Inizio alle ore 16, lo spettacolo è compreso nel prezzo d’ingresso al museo, gratis per i soci degli Amici della musica.
Fabio Roccagli
Diplomato in oboe presso il Conservatorio di Pesaro nel 1982, intraprende un’intensa attività concertistica collaborando con cantanti e solisti di fama internazionale come Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Josè Carreras, Katia Ricciarelli, Franco Battiato, Lucio Dalla, Ivana Spagna, Boris Belkin, Vladimir Ashkenazi, il jazzista Chet Baker e altri. Continua la sua esperienza con la ricerca filologica della musica antica interpretata con strumenti d’epoca del XVIII secolo quali l’oboe e il flauto a becco. Approfondisce poi anche l’interpretazione della musica indiana eseguita con il flauto bansuri. Inoltre affianca lo studio delle culture musicali e popolari suonando strumenti a fiato etnici provenienti da tutto il mondo. Alcuni dei suoi brani sono stati utilizzati dalla Rai come colonne sonore per documentari. Produce registrazioni discografiche con lo pseudonimo di Nirmalam. Alla sua attività artistica affianca il percorso spirituale iniziato nel 1977 con lo yoga e la meditazione; dal 1997 è reiki-master del metodo Usui. Si dedica anche all’insegnamento della meditazione: la sua formazione si completa in specializzazioni di cristalloterapia, channelling, caccia all’anima, ayurveda e in svariate tipologie di massaggio diventando operatore olistico. Dal 1994 si dedica alla terapia vibrazionale del suono capace di produrre effetti sul piano mentale e fisiologico, di creare una condizione psicofisica all’introspezione, di portare alla conoscenza di sé stessi e di ritrovare la propria dimensione spirituale.
Francesca Rosa
Diplomata in arpa a Pesaro, segue diverse master-class, una delle quali con Christina Tourin, fondatrice e direttrice del percorso di International Harp Therapy program. Studia canto privatamente e dal 2021 collabora con Nirmalam in eventi e concerti suonando l’arpa celtica e diverse percussioni. Si è inoltre laureata presso l’Accademia di belle arti di Macerata in Teoria e tecnica della conservazione dei beni culturali. Oltre al restauro si dedica alla decorazione e pittura, in cui si specializza soprattutto nella tecnica del trompe l’œil. Alla sua attività artistica affianca il percorso spirituale di meditazione e yoga. Consegue il secondo livello di reiki del metodo Usui e il secondo livello di caccia all’anima, frequenta i seminari di cristalloterapia “Raimbow Door” della Crystal Academy of Advanced Healing Arts.